In Russia si sta elaborando un sistema di difesa della Terra dalle minacce provenienti dallo Spazio. Il nostro pianeta ha recentemente evitato lo scontro con l’asteroide Apophis, che però nel 2029 si dirigerà nuovamente verso la Terra.

 

 

Secondo la NASA, il potenziale pericolo per la popolazione terrestre è rappresentato da qualcosa come 47.000 asteroidi del diametro di 100 metri, che si trovano a una distanza di meno di otto milioni di kilometri dalla Terra. Nel XXI secolo sono in teoria possibili 11 scontri, di cui quattro potrebbero avvenire entro il 2050.

Da questi ospiti indesiderati occorre sapersi difendere e trovare i modi migliori per farlo. Gli scienziati russi hanno un loro piano d’azione nel caso di pericolo, afferma il rappresentante del Centro missilistico statale Makeev, Sergej Mahan’kov:

Una soluzione c’è: distruggere questi minacciosi corpi celesti: ciò verrà fatto da strumenti capaci di ridurre un asteroide in frammenti più piccoli possibile; oppure verranno portate sull’asteroide apparecchiature che possano modificare la sua traiettoria.

Per portare gli apparecchi-distruttori sui corpi celesti pericolosi per l’umanità si possono usare i missili balistici intercontinentali, come ritiene lo scienziato, collaboratore del Centro missilistico statale Makeev, Sabit Garaev:

Agganciamo al missile l’apparecchio coi suoi motori e i sistemi di guida. Conduciamo il missile a qualche milione di kilometri verso l’alto e “stacchiamo”. Possediamo “Kaissa”, un apparecchio esplorante, e il complesso d’urto “Kapkan” (che in russo signica trappola, N.d.T.). Nel 2021 vogliamo lanciare su Apophis l’apparecchio esplorante, che preleverà dei campioni di terreno e metterà dei rivelatori che continueranno il viaggio spaziale con Apophis e che forniranno le coordinate precise della sua traiettoria. Nel 2036, se vi sarà pericolo di scontro con la Terra, lanceremo il “Kapkan”, su cui è montato un certo numero di moduli d’urto che possono far esplodere l’asteroide o lo allontanino.

Per mettere sull’asteroide il “Kapkan” si possono utilizzare i missili-vettori di tipo “Angara” e “Rus’”. Potrebbe andare bene anche il promettente missile balistico intercontinentale che andrà a sostituire il “Voevoda”. Secondo gli specialisti, questi missili possono portare un carico alla distanza di 10 milioni di kilometri, sicuramente abbastanza per arrivare su Apophis.

La soluzione ottimale nella lotta contro gli ospiti indesiderati rimane per gli scienziati la loro distruzione. Sabit Garaev dice:

Si può mettere un numero sufficiente di esplosivi per disintegrare l’asteroide in innocui pezzetti, fino a 40 metri, che poi finirebbero bruciati a contatto con l’atmosfera.

Questo sistema di difesa funzionerà se ad avvicinarsi alla Terra sarà un corpo celeste avente non più di un chilometro e mezzo di diametro, invece non ci salverebbe da comete che viaggino a 70 kilometri al secondo: se però può consolare, in teoria è una cosa che accadrebbe una volta ogni 30 milioni di anni.

Fonte: http://italian.ruvr.ru


 

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