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Ci sono molte differenze tra un moscerino ed un umano, ma non quando sei un fungo predatore che vuol solo crescere e divorare un organismo. In questo caso, un umano è come un moscerino più grande. Quella che vedete sotto è una drosophila, un moscerino di frutta, ma a differenza di molti suoi simili è nato, cresciuto e morto nello spazio; il test valuta cosa può succedere agli organismi esposti per molte generazioni alle condizioni dello spazio. Quello che è venuto fuori non è molto incoraggiante: i viaggi interplanetari potrebbero essere molto pericolosi per il nostro sistema immunitario, tanto che una semplice infezione potrebbe portarci nei cieli... Ma non quelli che ci interessano!

 

Una drosophila colpita da un fungo dopo il ritorno dallo spazio. Credit: Deborah Kibrell/UC Davis



Un gruppo di scienziati dell'Università della California ha studiato da vicino questi esserini che, anche se non sembra, condividono moltissime caratteristiche fondamentali del sistema immunitario con noi mammiferi. Dopo una lunga esposizione a queste condizioni il loro sistema immunitario ne è uscito distrutto e questo è stato messo in parallelo a diverse altre ricerche passate che indicano effetti nocivi anche sugli uomini.

La ricerca, pubblicata il 24 Gennaio sulla rivista scientifica PLOS One spiega così i suoi risultati:
"I viaggi spaziali portano illimitate opportunità per l'esplorazione e la scoperta, ma richiedono anche una migliore comprensione delle conseguenze sull'esposizione a lungo termine dei voli spaziali. Le funzioni immunitarie in particolare sono rilevanti per i viaggi spaziali. Le risposte del sistema immunitario umano sono molto indebolite e questo aumenta la vulnerabilità verso infezioni e altre condizioni pericolose collegate a questo. Inoltre, i microorganismi diventano molto più virulenti nello spazio e questo aumenta le sfide alla salute."

Per mettere questo alla prova, un team di ricercatori del Dipartimento di Biologia Molecolare e Cellulare dell'Università della California a Davis, ha fatto volare una missione di 12 giorni sullo Space Shuttle Discovery. La ricerca condotta da Deborah Kibrell ha osservato come i moscerini si sono evoluti e come sono cambiati. Sono arrivati nello spazio come uova e sono nati 10 giorno dopo. Poi sono stati fatti ritornare sulla Terra dove sono stati esposti a differenti patogeni : "un fungo, che i moscerini combattono grazie ad una via metabolica mediata da un recettore Toll (un tipo di recettori implicati soprattutto nell'immunità innata), ed un'infezione batterica a cui i moscerini resistono grazie ad un gene chiamato IMD (immunodeficienza)."

Quello che è venuto fuori è che, mentre i moscerini terrestri non avevano problemi, i moscerini cresciuti nello spazio sono stati distrutti dal fungo, mentre allo stesso tempo erano riusciti a resistere all'infezione batterica. Questa è la parte più intrigante di tutto lo studio perché ci dice che la microgravità colpisce in qualche modo la via metabolica legata al recettore Toll, ma non il gene Imd.

Ma dall'altro lato della medaglia ci sono anche buone notizie! I ricercatori hanno scoperto che l'iper-gravità migliora la resistenza alle stesse infezioni da fungo. I moscerini sono stati inseriti in macchine che replicavano l'accelerazione gravitazionale grazie all'accelerazione centrifuga. Lo stesso viene fatto anche in molti esercizi per gli astronomi.

Secondo Kimbrell, questo indica che i sistemi centrifugali che alcuni ingegneri hanno immaginato per il futuro dei viaggi interplanetari potrebbe essere un buon sistema sia per mantenere la massa muscolare ed ossea, sia per mantenere un sano sistema immunitario.

Fonti estere: http://www.plosone.org
http://news.ucdavis.edu

Fonte: http://www.link2universe.net

 


 

 

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