Chi non conosce Don Abbondio? Per noi italiani è una figura indimenticabile. Uomo piccolo piccolo nascosto dietro parole dal significato oscuro. Ebbene, alcuni "esperti di sicurezza" mi vien voglia di paragonarli a Don Abbondio... Vi potreste chiedere il perché, ma non ho intenzione di nascondere che il motivo è molto semplice: l'impiego della lingua per confondere il prossimo e dimostrare la propria superiorità!!!

Naturalmente non sono tutti cosi, anzi, la mia esperienza è che per la maggior parte si tratta di professionisti seri e preparati che cercano di spiegare nel modo più semplice possibile concetti a volte estremamente complessi. Purtroppo c'è anche chi si atteggia a unico conoscitore della materia e onestamente in questi casi mi diverto a metterlo alla prova, facendo finta (che sia la verità?) di non capire niente della sicurezza e ascoltando l'esperto di fronte a me.

Riconoscere queste persone è abbastanza semplice, alcuni indizi vi permetteranno di riconoscerli anche senza essere degli esperti:
- quando parlano è impossibile interromperli per dire qualcosa;
- se riesci a porgli una domanda per chiedere dei chiarimenti avrai una risposta che ti sprofonda ancora più giù;
- di tanto in tanto diranno che questo o quel sistema è assolutamente sicuro (dubitate di questi in particolare!);
- infarciscono il loro discorso di termini tecnici in inglese, ed ecco perché ho cominciato con Don Abbondio!

Prevengo quei lettori particolarmente pignoli che stanno pensando che Don Abbondio non utilizzava l'Inglese ma il Latino. Correttissimo, ma questi novelli Don Abbondio impiegano l'Inglese tecnico come Don Abbondio impiegava il Latino: per ammutolire e confondere!

L'ultima volta che ho incontrato una di queste persone l'argomento utilizzato per confondermi era relativo all'impiego delle "sandbox", allora vediamo subito di cosa si tratta.

Una sandbox è un ambiente di test isolato che consente a chi la impiega di eseguire programmi o aprire file senza rischi per applicazioni, sistemi o piattaforme su cui girano. Generalmente le sandbox sono impiegate da sviluppatori di software per eseguire test su codice di programmi. Gli esperti di sicurezza le impiegano invece per testare codici potenzialmente pericolosi limitando il rischio di infezione o di perdita di dati sensibili.

Richiamo la vostra attenzione sul termine da me impiegato: "limitando", e non "eliminando"! È importante capire che quando si ha a che fare con hardware e software la sicurezza al 100% non esiste.



Ma come funziona una "sandbox"?

La sandbox simula l'ambiente di lavoro di un software, dunque il software che viene eseguito all'interno della sandbox è come se venisse eseguito direttamente sul Sistema Operativo del computer. Naturalmente all'interno della sandbox il software (dannoso o meno che sia, ma del quale abbiamo motivo di non fidarci) non ha le stesse libertà di agire che avrebbe avuto nel normale sistema operativo, generalmente infatti non ha accesso diretto a risorse reali (memoria, cpu...) ma a risorse virtuali stabilite a priori. Il software che viene eseguito all'interno della sandbox non dovrebbe rendersi conto di essere all'interno della sandbox, se il software fosse un malware dovrebbe dunque comportarsi per ciò che è, per esempio tentando di infettare altri programmi o di installare una backdoor 1) e la sandbox dovrebbe impedire comportamenti di questo genere.

Naturalmente uso il condizionale perché come tutte le cose anche le sandbox hanno i loro punti deboli e gli hackers sono in grado di sfruttarli. Per fare solo un esempio, alcuni malware, prima di fare altro, cercano di capire se si trovino all'interno di una sandbox, nel qual caso "evitano comportamenti" che potrebbero tradirli!

Ma allora che si deve fare? Anche le sandbox non sono sicure?

Le sandbox sono degli strumenti, utili, ma non infallibili. Possono essere impiegate per i nostri scopi, la sicurezza, ma non eliminano il rischio, semplicemente lo riducono. La conoscenza e la consapevolezza dei rischi che si corrono sono gli strumenti che ci consentono di affrontare il rischio in modo serio, ecco perché occorre diffondere la conoscenza.

Per tornare all'introduzione… Conoscenza e consapevolezza aiutano anche a riconoscere il Don Abbondio di turno e, se occorre, zittirlo!



Note.
1) Si tratta di una porta di accesso nascosta, che l'hacker potrà usare a piacimento.

Fonte ed altri link presso: https://www.difesaonline.it



 

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