Una mia cara amica mi ha mandato un articolo in inglese che è risultato davvero interessante, sia per l’argomento trattato, sia perché la sua lettura mi ha portato ad alcune intuizioni per quanto concerne il campo ufologico. Prima però di approfondire tale tematica è corretto che riassuma e spieghi l’articolo che mi ha dato questo input.

 

 

Sembra che alcuni scienziati nel campo dell’informatica e delle tecnologie per la comunicazione di dati (tra cui un certo Professor Weiner), abbiano fatto una scoperta significativa che potrebbe cambiare le sorti dell’umanità, e farle fare un balzo in avanti in molti campi scientifici e tecnologici al momento bloccati. La tecnologia dalla quale si parte per tale sviluppo viene chiamata “Time Cloacking”, e servirebbe all’occultamento ed all’invisibilità di un oggetto, un individuo o un dato di trasmissione per un tot di tempo limitato. Per fare ciò, si deve ricorrere ad un espediente che possa in qualche modo camuffare o modificare lo spettro visivo di un oggetto, alterando il tempo del trasferimento dei dati che compongono la sua immagine finale.

Il discorso è complesso e confuso. Vediamo di capirci qualcosa in più, stiamo infatti parlando di un mantello dell’invisibilità a tempo. Per condurre gli esperimenti a tal riguardo, sono stati utilizzati dei Modulatori di Luce, che servono a deflettere-deviare i fasci luminosi, questa operazione ha permesso al mantello dell’invisibilità di durare alcuni millesimi di secondo. Quest’ultimo fattore: tale precisa durata mi ha fatto ripensare ad un film visto di recente: “Source code” in cui sono proprio 8 i minuti di tempo massimo in cui il protagonista dell’esperimento può andare indietro nel tempo a percorrere un tratto di vita di un altro individuo (gli ultimi della vita del soggetto selezionato). Questo del film è il risultato imprevisto di un esperimento segreto militare di altro genere non ben identificato ma legato proprio al tempo e l’immagine; un’altra possibile curiosità nel film, è che la macchina a cui si collega il Comandante Colter Stevens (protagonista del racconto) si traduce come “Codice Sorgente” termine che indica la matrice originaria di una comunicazione, e nell’articolo si parla di esperimenti proprio sulla trasmissione dati (anche se in altri termini e con diversi risultati). Il risultato di questo esperimento sarebbe che la deflezione della luce, potrebbe nascondere per un lasso di tempo limitato qualsiasi cosa che viaggia alla velocità delle telecomunicazioni, ma nell’articolo non si specifica la cosa con la precisione necessaria a comprendere fino in fondo di cosa stiamo parlando (se non in un esempio dell’uso di videosorveglianza e della sua elusione che vedremo più avanti). Gli scienziati dicono di aver raggiunto al momento una deflezione della luce pari al 46% dei dati trasmessi, ovvero ad un’invisibilità inferiore al 50%, e questi viaggiano ad una velocità di 12,7 gigabit al secondo, in pratica una persona può essere camuffata da un dispositivo che gli consente un’invisibilità del 46% per pochi millesimi di secondo. Troppo lento e scarso per essere utilizzabile in modo efficiente, la scoperta a livello pratico e non solo teorico, potrebbe al momento essere utilizzata solo per fini di comunicazione-telecomunicazione, ma per quest’applicazione dobbiamo raggiungere la soglia minima del secondo di invisibilità altrimenti non avrebbe alcun senso usarla.

Vediamo secondo l’articolo quali sarebbero le possibili applicazioni ed i possibili rischi:
“Tempo cloaking è una tecnologia capace di manipolare le radiazioni elettromagnetiche nel tempo e nello spazio, in questo modo una serie di eventi (o avvenimenti) sono nascosti alle persone che stanno osservando da lontano. In teoria (per es.) un ladro potrebbe utilizzare queste tecniche di occultamento di spazio-tempo per entrare in un edificio, rubare denaro o oggetti di valore e uscire prima che la sua immagine sia registrata dalle telecamere di sicurezza. Il concetto scientifico viene dallo studio e l’uso dei meta-materiali in cui la luce può essere obbligata a comportarsi in modi in cui in natura non si comporterebbe. Ora la ricerca ha dimostrato che tutto ciò è possibile, gli scienziati sono alla ricerca di modi per espandere la quantità di tempo che può essere avvolta da questa sorta di mantello temporale. Il tempo di occultamento consentirebbe il trasporto dati più sicuro possibile, in quanto separa i segnali ottici – consentendo loro di viaggiare a velocità diverse, prima di essere rimontati. Questo rende più difficile l’intercettazione dei dati che vengono trasmessi. Una lente di tempo occultante può anche permettere di inserire informazioni in un flusso continuo di dati senza interrompere il flusso stesso. Ad esempio, una persona che sta usando il video streaming sul proprio i-Pad, potrebbe potenzialmente utilizzare la tecnologia di occultamento di tempo per creare un gap che permetterebbe di scaricare un altro file senza interrompere il video in visione. Gli scienziati stimano che per avere un vuoto temporale di 8 minuti, ci vorrebbe un dispositivo che produce energia, grande quanto il nostro sistema solare. Quindi lo ritengono almeno per il momento impossibile. La preoccupazione principale sarebbe invece per eventuali terroristi che entrassero in possesso di questa tecnologia, e la utilizzassero come occultamento di tempo per rubare e registrare informazioni sensibili senza essere scoperti.” In buona sostanza allo stato attuale abbiamo un dispositivo che per frazioni millesimali di secondo, consente ad un flusso di dati di sparire e diventare invisibile; se l’applicazione di esso però portasse a nuovi sviluppi che riuscissero ad allungare i tempi di efficacia, quest’apparecchiatura consentirebbe di fare cose ben più complesse come per esempio rendere invisibile un oggetto o una persona. Per il momento, il massimo danno che un criminale, terrorista, ladro, ecc., potrebbe fare, è quello di rubare dati senza che la fonte se ne accorga. Adesso applichiamo il tutto ad una possibile tecnologia aliena usata dagli UFO. In uno scorso articolo esponevo una mia tesi sul fatto che gli UFO sono visibili a volte solo ad alcuni individui, invece ad altri (magari vicini ai primi) no; oppure al perché spostandoci di poco dal punto di vista da cui li osserviamo, a volte essi spariscono o non vengono filmati e fotografati. Nello stesso articolo tirai in ballo una interessantissima intuizione espressa in una puntata del telefilm Fringe, e di un esperimento correlato. Oggi invece espongo un’altra teoria che riguarda sia il loro mezzo di comunicazione non intercettabile dai nostri, sia del possibile sistema di occultamento che li renderebbe invisibili o parzialmente tali per un certo lasso di tempo. Vediamolo insieme. Un disco volante metallico con equipaggio extraterrestre ed un motore ad energia a noi sconosciuta (come per esempio antigravità, antimateria, fotoni, ecc.), possiederebbe con molta probabilità energia sufficiente a generare campi di forza e quant’altro, ancora per noi impossibili. Se a questo aggiungiamo il fatto che è probabile (anche se non certo), che avendo una tecnologia di propulsione e di scafo così sofisticate, anche l’ingegneria di bordo come quella per le comunicazioni, la navigazione, il trasferimento dati, l’uso di energia per altri scopi, dovrebbero essere molto evolute; dobbiamo quindi presupporre che questo velivolo alieno e le sue telecomunicazioni potrebbero essere tanto sofisticate e capaci da rendersi invisibili per un determinato lasso di tempo, sia mentre essi stazionano in un luogo, sia quando sono in movimento. Potenzialmente, potrebbero sempre essere lì fuori nei nostri cieli e sopra le nostre teste, e noi invece li vediamo solo in alcune condizioni e per frazioni di tempo; d’altra parte non avremmo come intercettare le loro comunicazioni se esse avessero la capacità di infiltrarsi persino dentro le nostre proprio con una tecnologia simile o identica a questa di cui abbiamo fin ora parlato, rimanendo totalmente invisibili e camuffate. Durante gli studi sopra citati per la tecnologia Time Cloacking, si è parlato di meta-materiali e della loro capacità che consente ad un’azione comandata di deflettere la luce, e quindi occultare la propria immagine; questo fattore sostanzialmente spiega molte cose, in effetti dobbiamo presupporre che se la nostra civiltà ha inventato i meta-materiali, anche una civiltà più progredita dovrebbe conoscerli, se così fosse, sostanzialmente sapremmo come essi si rendono invisibili, ed il perché a volte appaiono e scompaiono inspiegabilmente come se si smaterializzassero. Ma vediamo insieme cosa sono i meta-materiali. Immaginiamo un materiale artificialmente creato, la cui geometria micro-macroscopica ne determina la struttura, la forma e le proprietà elettromagnetiche, al contrario della norma in cui è la chimica della composizione molecolare a determinare le proprietà e le caratteristiche di un materiale o elemento naturale. Giusto per correttezza riporto la citazione che spiega cosa è un meta-materiale direttamente da Rodger M. Walser che è colui che per primo coniò il termine: ”Compositi macroscopici aventi una architettura tridimensionale cellulare periodica e sintetica progettata per produrre una combinazione ottimizzata, non disponibile in natura, di due o più risposte a una specifica sollecitazione.” Quindi in teoria un UFO la cui superficie sia composta da meta-materiali, potrebbe apparire e sparire con una certa facilità, o apparire perfettamente mimetizzato con l’ambiente, anche a prescindere dalla durata del tempo. Sembra fantascienza? Invece non lo è affatto. Il Bird of Prey (quello reale non quello dei Romulani di Star Trek, che stranamente è anch’esso un velivolo capace di un occultamento totale), è un aereo stealth americano che prima la Mcdonnel Douglas e poi la Boeing starebbero sperimentando (forse da 20 anni), e probabilmente la sua tecnologia è molto più avanzata di quanto pensiamo. Il Bird of Prey potenzialmente se visto da occhi inesperti è a tutti gli effetti un UFO, ovvero non lo assoceremmo ad alcun velivolo convenzionale (anche solo per la sua insolita forma), oltre però a forma e tecnologia stealth per il camuffamento radar, esso possiede una incredibile caratteristica, il suo scafo è interamente ricoperto da meta-materiali, che fungono contemporaneamente da telecamere e da riflettori, infatti se osservassimo l’aereo dal basso, la sua superficie inferiore si mimetizzerebbe perfettamente con la superficie paesaggistica in tempo reale o quasi, con quello che i meta-materiali della parte superiore riproducono, e viceversa. Quale sarebbe in sostanza il risultato? Semplice, da qualsiasi parte si guardi il velivolo esso apparirebbe esattamente come ciò che vi sta dietro, non lasciando in teoria alcuna possibilità di distinguerlo da ciò che gli sta intorno. Ovvio però che questa tecnologia non è ancora perfetta, e che una qualsiasi propulsione che emana calore distorce l’immagine intorno, oppure crea una cortina vaporosa che da una certa distanza permette di individuare l’oggetto, così come succede esattamente con molti UFO. Allora, forse abbiamo una risposta sul perché questi oggetti non identificati si comportano in un certo modo? O dovremmo dire che forse possiamo cominciare a spiegare quello che a noi sembra il loro strano comportamento, che in realtà non è poi così strano ma è solo il frutto degli inconvenienti di una tecnologia non perfetta? Se i meta-materiali non bastassero però a giustificare il loro comportamento, possiamo presupporre che sia complice proprio una sorta di Time Cloacking o un apparato del genere che comunque verrebbe sicuramente utilizzato per le comunicazioni criptate, nascoste ed addirittura invisibili. E se queste tecnologie in sperimentazione non fossero nostre, ma il frutto di retroingegnerizzazione proprio di velivoli alieni?

Di Gabriele Lombardo.

Fonte: http://www.seven-network.it

 


 

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