Le antiche popolazioni Maya del Sudamerica erano solite commerciare con le popolazioni vicine e proprio per questo coltivavano più cibo di quanto avessero effettivamente bisogno. È questa la conclusione cui sono arrivati alcuni archeologi dell’Università di Cincinnati dopo aver effettuato dei ritrovamenti in Messico, nello specifico in un luogo denominato Laguna de Terminos, nei pressi del Golfo del Messico. Le civiltà Maya si estendevano attraverso il Messico e buona parte dell’America centrale e le più antiche tracce risalgono al 1800 avanti Cristo. Tuttavia questa popolazione fiorì perlopiù tra il 250 e il 900 d.C., dunque molto prima dell’arrivo delle navi spagnole che accelerarono poi il loro declino. Tracce di coltivazioni di campi nelle zone succitate sono state trovate da Nicholas Dunning, professore di geografia presso il McMicken College of Arts and Sciences dell’Università di Cincinnati. La conformazione delle terre coltivate ha suggerito agli archeologi che i Maya praticassero colture in eccesso, in particolare del cotone, onde commerciare con i popoli vicini. Secondo lo stesso ricercatore, l’economia di mercato allora vigente nel Centroamerica era molto più complessa di quello che si potesse pensare. Secondo Dunning, le popolazioni Maya avevano molto probabilmente eseguito la costruzione di alcuni canali, collegandoli fra loro, cosa che mostra, tra l’altro, un livello ingegneristico più che sofisticato. L’archeologo è riuscito a scoprire le tracce dei campi coltivati anche grazie ad immagini satellitari della NASA e ad un particolare strumento denominato Light Detection and Ranging, o LIDAR, grazie al quale è possibile capire eventuali contorni nel terreno sotto il fogliame e in generale la vegetazione. Ad esempio ha scoperto una lunga strada, perfettamente visibile attraverso il LIDAR, che era del tutto impossibile da discernere in altro modo, altra prova tra l’altro, secondo il ricercatore,del fatto che gli antichi Maya praticavano il commercio dei raccolti di quei campi.

Fonte ed altri dati: https://notiziescientifiche.it

 

 

 

 

 

 

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