Nell'articolo qui sotto il ricercatore cinese Li Baoyue ipotizza come sarebbe potuto essere lo scontro tra la Cina antica e le truppe di Alessandro Il Grande. Questa guerra non e' mai avvenuta ma e' pur vero che le armate macedoni sono arrivate quasi alle porte della Cina.


Le guerre sono un'arte, in particolare quelle antiche quando si usavano solo le armi bianche... Amo strateghi come l'Imperatore Qin Shihuang, i generali del famoso "Romanzo dei tre regni", Zhuge Liang, ecc. Quanto agli occidentali, Napoleone Bonaparte e Achille della mitologia greca, tuttavia un personaggio mi pare davvero straordinario: Alessandro Magno, re di Macedonia. Perchè? Prima di tutto perchè ha unificato la Grecia e ha sconfitto la Persia, l'impero più forte del tempo, fondando un impero che attraversava l'Europa e l'Asia, e poi perchè è stato non solo un grande militare e conquistatore ma anche un saggio governante. Più di 2200 anni fa, Alessandro, poco più che ventenne, intendeva già promuovere gli scambi culturali fra Oriente e Occidente. Dopo aver occupato diverse città, si registrarono raramente massacri di civili, visto che egli rispettava molto le culture locali, giungendo persino a sposare due donne orientali, una delle quali era la figlia del suo nemico, il re persiano Dario.

 

 

Parlando di imperatori, il primo nella storia cinese ad unificare il paese fu Qin Shihuang; paragonando i due, chi è il più grande? E' un paragone difficile da fare. Tuttavia è chiaro che per motivi di cronologia, nella realtà Alessandro il Macedone e Qin Shihuang non poterono mai affontarsi: Alessandro iniziò la sua spedizione in oriente nel 334 a.C., fondando 11 anni dopo il suo grande impero. Al tempo lo Stato di Qin era solo uno dei più forti stati feudali del periodo delle Primavere ed Autunni. Solo più di un secolo dopo la fondazione dell'Impero di Macedonia, nel 221 a. C., l'Imperatore Qin Shihuang sconfisse tutti i suoi nemici, unificando la Cina e fondando l'Impero Qin. Se Alessandro fosse nato 100 anni più tardi e avesse invaso la terra cinese scontrandosi con Qin Shihuang, la storia del mondo sarebbe cambiata. In ogni caso una guerra virtuale pare molto interessante!

 

 

Allora scateniamo una guerra simulata e vediamo chi dei due vince! "L'Arte della guerra di Sunzi" dice: "la guerra è estremamente importante per uno Stato, essendo collegata alla sua vita e morte, permanenza e scomparsa", quindi analizzando una guerra, dobbiamo prima di tutto conoscere i sistemi dei due stati contrapposti e la costituzione delle loro forze, paragonare i loro pregi e difetti e le caratteristiche dei due eserciti. Cominciamo ad esaminare le truppe macedoni: secondo i documenti storici, la più forte unità dell'esercito di Alessandro era la falange di fanteria pesante, di origine greca; in epoca macedone, una grande falange standard comprendeva 16.384 militari, ed era costituita da 4 falangi minori di 4096 elementi, ciascuna capeggiata da un ufficiale. Una falange minore era costituita da 16 file di 256 soldati, mentre la falange maggiore da 16 file di 1024. Nelle sue maggiori battaglie, Alessandro capeggiò due grandi falangi.

 

 

Ora consideriamo le armi della fanteria. Generalmente le prime 6 file di fanti della falange avevano lance molto lunghe sporte in avanti, mentre le 10 file posteriori lance più corte tenute oblique. A volte i soldati delle linee posteriori posavano le loro lance sulle spalle dei soldati della linea anteriore, perché erano troppo lunghe. Quando avanzavano, i soldati della falange procedevano tutti a passo regolare, creando una scena stupenda, la forma della falange mutava con i cambiamenti del fronte nemico, tuttavia in pianura o nel deserto le truppe di Alessandro possedevano il massimo vantaggio. La fanteria era usata come forza centrale dell'intero esercito, mentre i due fianchi non erano costituiti da fanteria ma dalla cavalleria, generalmente sul fianco destro stavano cavalieri dalla pesante armatura armati sia di lancia che di spada. Prima del combattimento tenevano la lancia in spalla con la punta rivolta verso il basso, ed al momento dell'assalto la abbassavano un pò; dopo aver colpito il nemico, le lance rimanevano infisse nei loro corpi, senza essere estratte. A questo punto i cavalieri continuavano a combattere con la spada, venendo a stretto contatto col nemico. A differenza del galoppo dei cavalieri nei film, questi procedevano adagio, perché all'epoca non erano ancora state inventate le staffe, quindi non erano stabili in sella come si potrebbe immaginare. In ogni caso la qualità dei cavalieri del fianco destro era la più alta di tutto l'esercito, perché questi provenivano da famiglie nobili, con un ottimo addestramento sin dall'infanzia, bravissimi sia nel cavalcare che nel controllare la spada, inoltre il loro spirito di combattimento era alto ed erano così leali ad Alessandro che erano pronti a morire per lui.

 

 

Il fianco sinistro era costituito da fanti dall'armatura leggera e da cavalieri: i fanti erano disposti in forma ovale, in grado di coprire l'intera falange e l'ala destra, muovendosi liberamente e difendendo l'unità dell'insieme. Portavano lance corte, scudi ampi e corazze leggere di pelle, e spesso fionde ed archi, provenivano dagli strati più bassi della popolazione e spesso erano mercenari. Il corpo della falange era la parte più forte dell'esercito, perché avanzando in forma compatta si rivelava possente, e se i conflitti avvenivano sul suo fronte centrale, era impossibile penetrarlo. In battaglia, prima intervenivano i cavalieri dall'armatura pesante, che attaccavano l'ala sinistra del nemico, poi il centro della falange, mentre l'ala sinistra più debole attaccava l'ala destra nemica. Il punto debole della falange, insomma il suo tallone di Achille, erano i fianchi, che se attaccati portavano al disfacimento dell'intera struttura ed alla sconfitta. Nelle 4 spedizioni in oriente di Alessandro, quasi tutte le battaglie avvennero faccia a faccia, tuttavia in seguito i romani sconfissero i macedoni proprio attaccando ai fianchi, come pure avvenne nella battaglia di Isso, in cui i persiani utilizzarono dei mercenari greci per penetrare a fondo nel corpo centrale della falange.

 

 

Rispetto ai soldati di Alessandro, quelli dello Stato di Qin erano molto più mobili. L'unità di combattimento delle truppe macedoni era la falange di fanteria, invece l'unità di Qin era molto minore: l'unità di base, chiamata "Wu", era costituita da 5 soldati, 10 "Wu" formavano un "Tun" e 2 "Tun" un "Jiang", 5 "Jiang" un "Zhu" e 2 "Zhu" un "Jiang maggiore", costituito quindi da 1.000 soldati. In battaglia i diversi raggruppamenti si mantenevano strettamente coordinati: i 5 elementi dell'unità di base "Wu", in caso di difesa, si proteggevano reciprocamente, ed all'attacco colpivano insieme, ed anche in caso di completo caos era difficile separarli. A differenza della falange, compatta e rettangolare, secondo il l' "Arte della guerra di Sun Bin", un altro grande maestro cinese di teoria militare, la fanteria del periodo delle Primavere e Autunni poteva essere disposta in ben 8 modi: in forma quadrata, rotonda, a rete, a punta di freccia, ad uncino, ecc. quindi rispetto alla struttura macedone, quella cinese si adattava alle diverse condizioni geografiche, secondo il principio che "al pari dell'acqua, le truppe non hanno una struttura fissa". La flessibilità è quindi il nucleo dell'arte militare cinese. A parte la fanteria, nell'antica Cina in battaglia si usavano spesso le bighe, di cui ogni stato feudale abbondava: secondo i documenti storici, lo stato di Qin possedeva circa 2000-3000 bighe, ognuna con 8 soldati, il che significa che solo i soldati sulle bighe potevano raggiungere quota 25mila, una grande forza mobile, forte e veloce, senza tener conto della fanteria all'intorno. I cavalli delle bighe sono protetti da spesse corazze e alle ruote erano installati punteruoli che tenevano lontani i nemici.

 

 

Quanto alle armi, l'arco fu l'arma più importante delle truppe cinesi fino al 16° secolo. Pare che per realizzarne uno ottimo fossero necessari quattro anni, privilegiano i materiali, per lo più legno, mentre gli archi indiani erano fatti di bambù o vimini. Gli eserciti macedoni e greci usavano pure archi, provenienti proprio dall'India, ma di qualità e tecnica inferiore rispetto a quelli cinesi, considerando invece la spada come arma principale. Chi ha visto il film di Zhang Yimou "Eroi", è rimasto sicuramente impressionato dal diluvio di frecce che seguiva l'ordine "Vento!", con gli arcieri che tiravano anche coi piedi, ricoprendo il cielo e l'obiettivo di milioni di frecce. Dai soldati di terracotta della tomba di Qin Shihuang, si vede che ogni arciere portava generalmente due faretre con 100 frecce ciascuna. Un combattimento classico con l' arco fu quello fra le truppe della dinastia cinese Han e gli Unni, in cui 5000 arcieri Han resistettero con successo all'attacco di 80mila Unni, trafiggendo quasi 10mila cavalieri nemici. Se i soldati di Alessandro il Macedone e Qin Shihuang si scontrassero, chi vincerebbe? Proviamo a fare un'ipotesi: Alessandro ha superato l'Hindu Kush, attraversato i deserti e sconfitto le minoranze nomadi, raggiungendo la zona centrale della Cina, sede dello stato di Qin: è la guerra! Per l'enorme vantaggio della distanza, prima di avvicinarsi ai nemici i soldati cinesi Qin hanno già molto danneggiato le falangi macedoni con le loro frecce, ma a distanza ravvicinata, nella lotta con le armi bianche il vantaggio macedone delle spade in ferro contro quelle di bronzo della parte cinese emergerebbe subito, a danno nostro.

 

 

Analizziamo ora la struttura delle truppe: le compatte falangi macedoni sono possenti, spostandosi come una fortezza irta di lance, tuttavia gli antichi cinesi non combattevano quasi mai faccia a faccia, quindi avrebbero evitato l'impatto diretto con il corpo della falange, attaccandone i fianchi, il suo tallone di Achille. I vantaggi più notevoli dei macedoni sono la forza d'urto del corpo della falange e l'ala destra costituita da cavalieri con armatura pesante, mentre i punti forti dei cinesi sono il corpo degli arcieri e le due ali di bighe e arcieri a cavallo: in caso di battaglia, sotto la pioggia di frecce cinesi, i cavalieri macedoni con armatura pesante e leggera delle ali verrebbero subito fatti fuori, perchè i cinesi avrebbero prima colpito i cavalli, lasciandoli a piedi. Se i macedoni riuscissero a resistere alle frecce cinesi, in una battaglia ravvicinata la formazione Qin sarebbe sconfitta dalla forza d'urto della falange, viste anche le migliori corazze e le armi in ferro degli avversari, anche se c'è da considerare che la parte cinese non si sarebbe di sicuro lasciata intrappolare in un confronto diretto, utilizzando invece una tattica di attacco flessibile. Inoltre le armi di bronzo cinesi erano in realtà molto valide, con una durezza dell'80%. Se la falange fosse assediata dagli arcieri a cavallo e dalle bighe con gli arcieri cinesi, la situazione precipitebbe, perché nonostante enormi quantità di frecce vengano utilizzate per eliminare i cavalieri nemici, per il gran numero di frecce portate, molte sarebbero ancora disponibili per colpire la fanteria. In caso di attacco ai fianchi della falange, per via delle loro lunghe lance, i soldati macedoni non potrebbero girarsi né muoversi orizzontalmente con facilità, diventando bersagli vivi. Se le due parti possedessero 30mila soldati, i macedoni avrebbero il sopravvento perché la superiorità degli archi cinesi non potrebbe essere valorizzata, ma se i cinesi ne avessero 100-200mila contro 30 mila macedoni, potrebbero vincere.

 

 

Un altro elemento che non dobbiamo dimenticare è che se Alessandro fosse penetrato in Cina, avrebbe dovuto affrontare non solo l'esercito Qin, ma anche le forze degli altri stati feudali, con una miriade di battaglie, finendo annientato, secondo il verso di una poesia cinese: è difficile tornare da una guerra condotta a lunga distanza. Quindi anche Alessandro, che considerava "tutto il mondo la propria patria", o raggiungeva un accordo di pace con i cinesi o avrebbe fatto una brutta fine.

Fonte: http://italian.cri.cn

 


 

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