La Nasa sfida Washington e punta a Marte con un 'pit stop' oltre la Luna: quarant'anni dopo aver messo per l'ultima volta piede sulla superficie lunare l'ente spaziale americano ha presentato una proposta per costruire una 'piazzola di sosta' a Lagrange Point 2 (LP2), uno dei punti di equilibrio dove i campi gravitazionali di Terra e Luna si cancellano l'un l'altro garantendo un punto di approdo stabile nello spazio profondo.

 

 

Il piano della Nasa, consegnato nei giorni scorsi alla Casa Bianca, prevede che la base sia costruita usando materiale riciclato dalla Stazione Spaziale Internazionale.

L'obiettivo sarebbe di farne il banco di prova per ulteriori missioni dell'ente spaziale americano: un viaggio umano su un asteroide o una odissea su Marte entro il 2030.

Ma i rischi sono enormi, e "significativamente" piu' alti di quelli relativi alle missioni dello Shuttle, nelle quali 14 astronauti hanno perso la vita.

Volare fino a LP2 e rimanerci alzerebbe le sfide fisiche logistiche a livelli mai affrontati dall'umanita'.

Gli astronauti potrebbero essere esposti a livelli di radiazioni spaziali molto elevati una volta usciti dallo scudo di protezione del campo magnetico della Terra.

Altri ostacoli vengono dai costi in tempi di crisi economica: gli Stati Uniti stanno gia' spendendo 18 miliardi di dollari nella costruzione della capsula spaziale Orion e un razzo di accompagnamento per portare astronauti oltre l'orbita terrestre.

Lo Space Launch System sarebbe il primo vettore di esplorazione spaziale dai tempi del Saturno V, il razzo che porto' l'uomo sulla Luna.

Ci sono anche vantaggi: la 'piazzola di sosta' potrebbe servire come trampolino di lancio per missioni sulla faccia nascosta della Luna, un'area finora sostanzialmente inesplorata potenzialmente ricca di minerali.

Fonte: http://www.ansa.it

 

 

Una base spaziale sulla Luna? La Nasa dice sì.

O meglio, non proprio sulla Luna ma "vicino", a 38.000 miglia di distanza, molto più lontano, quindi, dell'attuale posizione della Stazione Spaziale Internazionale, che sta orbitando a 200 miglia sopra la Terra.

La base ospiterebbe un piccolo equipaggio di astronauti e fungerebbe da ambientazione per future missioni sulla Luna e su Marte. La sua posizione, a 277.000 miglia dalla Terra e 38.000 dalla Luna, viene definita "Lagrange Point 2", un punto nel quale le forze di gravità combinate di Terra e Luna raggiungono l'equilibrio, consentendo di impiantare una base con un consumo energetico minimo.

Le potenziali missioni comprendono lo studio degli asteroidi vicini e l'invio di droni robotizzati che avrebbero il compito di raccogliere frammenti di rocce lunari. La base servirebbe anche come punto di partenza per eventuali missioni su Marte e le sue lune, dislocati a circa 140 milioni di miglia di distanza.

L'approvazione è ancora incerta, però. Gli ostacoli maggiori sono due. Il primo è dato dalla sicurezza degli astronauti: per raggiungere la base ci vorrebbero giorni, e in quel lasso di tempo la NASA dovrebbe proteggere adeguatamente gli astronauti, in special modo dalle radiazioni, salvandoli se qualcosa va storto. Il secondo, tanto per cambiare, sarebbero i costi, nell'ordine di qualche miliardo di dollari.

In tempi di crisi come questi, Obama o il suo successore saranno disposti ad aprire i cordoni della borsa?

Fonte: http://tecnologia.tiscali.it

 

 

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