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Sorprendenti rivelazioni quelle dell’ex membro dell’Intelligence dell’Air Force americana che non finiscono qui, in quanto grazie a lui veniamo a conoscenza dell’esistenza di ulteriori ed incredibili prototipi segreti che sarebbero già operativi da alcuni anni. Uno di questi sarebbe il ricognitore ipersonico strategico SR-75 Penetrator, chiamato in gergo “The Mothership” (l’astronave madre).

 

SR-74 Scramp

 

 

SR-75 Penetrator

 

 

XB-70



“L’SR-75 - rivela Fouché - il primo aviomezzo dell’Aurora Program, divenne operativo nell’89, dopo due anni di prove di volo e di variazioni tecniche. L’SR-75 è un aereo spia SR, ossia un aereo strategico e ipersonico da ricognizione, denominato “Penetrator”. È anche chiamato “Astronave Madre”, cosa che spiegherò in breve. La sua velocità supersonica raggiunge approssimativamente Mach 5. L’SR-75 dell’Air Force sostituì l’aereo spia SR-71, che smise di volare nel 1990, con la seguente dichiarazione ufficiale: “non c’è stato alcun rimpiazzo di velivoli, ora utilizziamo unicamente i nostri satelliti spia per questi lavori”. Il nuovo SR-75 è in grado di posizionarsi dappertutto in meno di tre ore. Dispone di sensori multispettro, ottici, radar, infrarossi e laser. Raccoglie le immagini con un sistema elettronico, comunica i dati in tempo reale all’Intelligence e può anche illuminare i bersagli. L’SR-75 supera notevolmente la velocità dei consueti mezzi militari classificati e i record d’altitudine (fissati dal vecchio SR-71, che potrebbe ancora volare ad una velocità Mach 3.3 e raggiungere un tetto di 25.000 metri). L’SR-75 raggiunse l’altitudine di oltre 36.000 metri e velocità superiori a Mach 5, cinque volte la velocità del suono. Dal decollo all’atterraggio, il caccia stealth SR-75 può andare dal centro del Nevada al nord est della Russia (andata e ritorno) in meno di tre ore. È lungo 50 metri ed ha un’apertura alare di 30 metri. La parte ventrale dell’aereo è sollevata tre metri dal terreno; ha un effettivo minimo di tre persone (un pilota, un ufficiale di ricognizione ed un ufficiale di verifica di lancio) che può raddoppiare, inserendo anche un ufficiale di operazioni militari elettroniche. Al di sotto delle ali si trovano due motori a ciclo combinato di metano e ossigeno liquido, una derivazione dei turbo jet, i cui vani motore posti sotto le ali si protraggono fino al bordo di uscita dell’ala. I motori a Onda di Detonazione (ossia a impulsi esplosivi in sequenza, un sistema di guida simile a quello proposto da Rubbia per il suo razzo per Marte, ndr) spingono l’enorme SR-75 a velocità superiori a Mach 5, qualcuno dice superino Mach 7 con le ultime modifiche al motore. Sebbene questo aeromobile sia stato visto molte volte e sia stato rilevato da radar militari, e la sua scia di condensazione delle detonazioni a impulsi avvistata, l’Air Force nega recisamente che esista. I due grossi vani motore situati sotto ogni ala dell’enorme astronave madre SR-75 si trovano a due metri della parte inferiore dell’ala, e sono larghi tre metri e mezzo. Si potrebbe attraversare l’ugello di scarico con un maggiolone della Volkswagen! Lo SR-74 Scramp è l’astronave “figlia”, che viene trasportata dell’enorme SR-75 fino al momento del suo decollo. Il termine “Scramp” deriva da “Scram Jet” (autoreattore supersonico a combustione) e “Rocket Propulsion” (propulsione a razzo).

 

Il giornale Aviation Week.

 

 

Blackstar: un sistema con due piattaforme orbitali agganciate sarebbe stato sviluppato durante la fine degli anni 1980, costituito da un XB-70 come veicolo madre ed uno spazioplano di minori dimensioni trasportato nello spazio.

 

 

Q-Bay si distacca. L'XB-70, usato come "nave madre", potrebbe distribuire uno spazioplano XOV a velocità supersoniche su altitudini fino a 90.000 m. Lo spazioplano può essere incorporato sotto la fusoliera di poppa del velivolo vettore.

 

 

Lo "XOV" o veicolo orbitale sperimentale, ha una breve pinna verticale che può raddoppiare come un pilone di montaggio. A poppa "Q-bay", nei pressi della cabina di pilotaggio, potrebbe portare piccoli carichi.

 

 

Lo spazioplano XOV ha una strana forma a vanga davanti, secondo gli osservatori. Il ventre presenta una serie di scanalature, micro asperità che possono migliorare la dissipazione del calore durante il rientro o incanale aria nei motori interni nell'atmosfera.

 

 

SR-3/XOV



"Il mio amico Jerald (fonte confidenziale dell’Autore, ndr) fu testimone di un volo del grosso aereo nero SR-75 dell’Air Force, che portava il piccolo SR-74 radiocomandato all’interno dell’Area 51. Era stato assicurato su una piattaforma in cima al SR-75 Penetrator. Sentii parlare del modello 74 già dalla fine anni Settanta, mentre ero di stanza a Groom, dove altri due miei amici lo hanno visto. Va ricordato che l’SR-74 non può decollare dal terreno: si può solo lanciare dall’astronave madre SR-75, ad un’altitudine superiore a 30.000 metri, per poi raggiungere altitudini orbitali di oltre 240.000 metri. L’Air Force usa lo “Scramp” per lanciare piccoli satelliti spia segreti per la National Security Agency. Può lanciare satelliti di 1000 pounds, della dimensione di due metri per uno e mezzo (v. “L’intervista al Gesuita” in merito alla sonda Siloe, ndr). Lo Scramp è l’equivalente in dimensione e peso di un caccia F-16. Può raggiungere facilmente velocità di Mach 15. Al suo confronto lo Shuttle spaziale della NASA è anticaglia. La beffa è a danno dei contribuenti: se pensate che queste voci siano assurde, considerate l’YB-49 e lo XB-70 fatti volare rispettivamente nel 1948 e 1964. Ora, si consideri l’SR-75, che è stato visto diverse volte. Si dice che il Governo non sa tenere un segreto, ma chi ci crede sbaglia. (…) Corrono voci che abbiamo piazzato due nuovi aerei in orbita permanente. Uno di questi è lo “Space Orbital Nuclear-Service Intercept Vehicle” (SON-SIV). Il suo nome in codice è “Locust”. Le navette SR-74 e il TR-3B possono scaricare unità di ricambio o SRU, carburante, liquidi ed agenti chimici al SON-SIV. Poi, i sistemi robotizzati del SON-SIV utilizzano queste consegne per rifornire, calibrare, riparare e rimpiazzare alcuni componenti sui più recenti satelliti della NSA, la CIA e il NRO (National Reconnaissance Office), costruiti per orbitare nello spazio."



L’inchiesta di Aviation Week & Space Technology.
Quanto appena descritto da Fouché potrebbe essere rilegato agli occhi della massa, non informata sull’effettiva capacità delle tecnologie militari, quale pura fantascienza. In realtà chi è stato addentro negli USA (e non solo) a delicati questioni e conoscenze in campo militare e d’intelligence a certi livelli sa che esiste un livello di tecnologia, coperta col massimo riserbo, scaturita grazie ai “Programmi Ombra” che risulta essere avanti di circa una ventina se non trentina di anni rispetto a quella comunemente impiegata. Fortunatamente grazie ad indiscrezioni e testimonianze di ex militari o civili (quali Corso, Fouché, Lazar ecc) che hanno operato in strutture ed ambienti connesse con tali programmi segreti si è riusciti a far emergere tale oscura realtà. Un certo scetticismo fine a se stesso ha sempre bollato tali informazioni o rivelazioni quali semplici speculazioni di insider non comprovabili e magari sguinzagliati appositamente per “imbeccare” fuorviandoli i soliti ufologi ecc. Ebbene chi si è occupato effettivamente di svolgere inchieste sul campo o a livello di media un lavoro investigativo serio (a differenza di “giornalisti” ed “esperti” di turno che hanno solo a priori saputo limitarsi a sminuire o denigrare) sa che dietro tali “voci” o “rivelazioni” si cela qualcosa di concreto. Un esempio lampante (che confermerebbe certe rivelazioni di Fouché e non solo) è stata l’inchiesta svolta negli USA dall’autorevole rivista scientifica “Aviation Week & Space Technology”. Il noto magazine statunitense lo scorso marzo ha pubblicato un’inchiesta svolta da William B. Scott ed intitolata Two-Stage-to-Orbit 'Blackstar' System Shelved at Groom Lake? L’articolo in questione svelerebbe l’esistenza di un segreto ed avveniristico velivolo a due stadi denominato “Blackstar” operante dall’Area 51 ed altre basi negli Stati Uniti. Il quadro che Scott delinea nel suo pezzo (buona parte riportato in Italia sul N° 62 Aprile/Maggio di UFO Notiziario) risulterebbe coerente con quanto asserito da Fouché e con quanto sopra esposto. “Per 16 anni - scrive Scott - “Aviation Week & Space Technology” ha investigato una miriade di testimonianze riferite ad un sistema orbitale a due stadi in grado di metter e in orbita un piccolo velivolo militare. Numerose testimonianze ed evidenze avvalorano l’esistenza di questo sistema altamente sofisticato, e tra i più segreti che il Pentagono possieda, sfuggendo ad ogni conferma degli stessi standard di AW&ST. Oggi la possibilità che questo innovativo sistema Blackstar possa esistere sembra essere più vicino. Le agenzie di intelligence statunitensi potrebbero aver probabilmente modificato un velivolo a due stadi altamente classificato inizialmente designato per missioni di ricognizione, posizionamento satellitare e rilascio di ordigni tattici nei primi anni Ottanta.(….) “Questi due velivoli, uno da “trasporto” ed uno “orbitale” potrebbero non essere stati dichiarati operativi fino ai primi anni Novanta. Una grande “nave madre”, molto simile allo storico bombardiere supersonico XB-70, potrebbe portare in orbita componenti conformemente alla sua fusoliera, accelerando a velocità supersoniche e raggiungendo altitudini di poco inferiori a quelle dello spazio esterno. I propulsori condurrebbero la nave-madre nello spazio rendendola pienamente operativa come anche facendola stazionare in orbite basse o in traiettorie suborbitali” (…) “Non si conosce esattamente per quale tipo di missioni il Blackstar sia stato realizzato ma l’US Air Force Space Command (AFSPC) ha da diversi decenni giocato con tipologie simili di velivoli finalizzandole a velivoli multiruolo. Oltre ad operazioni di ricognizione tale apparecchio potrebbe agilmente inserire in orbita o inviare nello spazio satelliti di piccole dimensioni come anche rifornire o trovare altri velivoli spaziali presenti in orbita. Coerentemente con quanto sopra. Tale tipologia di veicolo potrebbe assolvere ruoli plurimi nell’inserimento orbitale o nel rilascio di ordigni che dallo spazio si inseriscano nell’orbita terrestre ed in ruoli antisatellite. Una volta assolta la propria missione il Blackstar potrebbe rientrare in orbita terrestre e atterrare orizzontalmente in qualsiasi località che abbia una pista sufficientemente lunga. Sono stati osservati negli ultimi anni velivoli di questo tipo atterrare in varie basi aeree USA: a Hurlburt (Florida), a Kadena (Okinawa) e a Holloman (new Mexico)”. (…) “La piccola stiva della navicella, o “Q-bay”, potrebbe essere anche essere configurata per rilasciare microsatelliti specifici in orbite terrestri basse o, forse, anche per l’utilizzo di armi avveniristiche ad ipervelocità..” (…) “Il National Reconnaissance Office (NRO) potrebbe, parimenti, aver giocato un ruolo importante nella realizzazione del programma pur se ufficiali anziani dell’agenzia hanno negato più volte l’esistenza di un progetto di questo tipo. Una fonte di “Aviation Week”, un ufficiale del Pentagono, ha suggerito che il progetto Blackstar potesse essere proprietà di un team composito di alcuni contrattori delle industrie aerospaziali, probabilmente all’interno di un “Black Project”, assicurando così la non conoscenza da parte delle sfere del programma”. (…) “I primi progetti al riguardo risalgono ai primi anni ’50 e ’60, mentre i documenti del programma XB-70 includono progetti per droni virtualmente utilizzabili nell’inserimento e lancio di orbiter nell’alta atmosfera. Due collaudatori della North American Aviation, successivamente trasformatasi nella Rockwell, affermarono alcuni anni fa che la loro compagnia possedeva tecnicamente un velivolo di tale tipologia già dagli anni ’50 (AW&ST Aug. 24, 1992, p.25). Si ritiene che la Boeing costituisca la principale compagnia coinvolta nel programma del Blackstar. Il 14 ottobre del 1986 questa compagnia depositò presso l’ufficio brevetti americano un progetto per la realizzazione di un sistema avanzato a due stadi per il trasporto spaziale..” (…) “Il velivolo sarebbe stato in grado di spingersi fino allo spazio attraverso il proprio motore per ritornare successivamente a terra come un normale aereo”. A tale proposito Aviation Week riferendosi ad alcune indiscrezioni ricevute da alcuni fonti dell’industria aerospaziale e dell’intelligence USA riporta che un sistema del genere sarebbe il fantomatico SR-3/XOV (experimental orbital vehicle).

Cristoforo Barbato.

Fonte: http://www.usac.it

 

 

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