Nel corso del 2016 verrà probabilmente lanciata la nuova versione del modulo cinese Tiangong-2, il quale accoglierà durante la sua vita operativa di almeno un paio d’anni alcune missioni abitate. Benché il modulo sarà già un’evoluzione del primo avamposto spaziale cinese Tiangong-1, con nuove attrezzature scientifiche e capace di ospitare equipaggi di tre persone fino a 30 giorni consecutivi, la sua vita operativa terminerà probabilmente nel 2018 quando la Cina inizierà la costruzione della propria prima vera stazione spaziale permanente, la Tianhe-1.

 

 

Fonti ufficiali hanno illustrato alla stampa alcuni dettagli del programma per realizzare un avamposto permanente in orbita terrestre, la cui costruzione durerà circa 4 anni e sarà composto da due moduli, lanciati in fasi successive, che agganceranno autonomamente il modulo centrale. Sono state poi svelate anche alcune capacità peculiari che avrà la Tianhe-1, a bordo saranno presenti due bracci robotici per le attività di assemblaggio e per le attività esterne, due set di pannelli solari da circa 30m di lunghezza, un telescopio spaziale paragonabile come dimensioni ad Hubble e almeno una stampante 3D per le attività a bordo. Gli equipaggi verranno trasportati sulla Tianhe-1 con le capsule Shenzhou, mentre i rifornimenti cargo saranno assicurati dal modulo automatico Tianzhou, atteso al debutto con al Tiangong-2 nel corso del 2016.

 

 

I moduli della Tianhe-1 verranno lanciati con il nuovo vettore pesante Cinese Long March-5, con circa 25ton di payload in LEO e che debutterà anch’esso quest’anno. Per quanto riguarda i bracci robotici, in progettazione già dal 2007, dovrebbero essere lunghi 10m circa con 7 snodi ciascuno. Questi sono sviluppati dalla China Aerospace Science and Technology Corporation (CASC) e saranno in grado di “camminare” sulla ISS utilizzando le estremità proprio come l’SSRMS della ISS. La stampante 3D invece è in sviluppo dal CAS’s Chongqing Institute, ha già superato 93 voli parabolici di test effettuati in Francia e supporterà le attività di bordo, sia scientifiche che di manutenzione, potendo costruire parti di dimensioni maggiori rispetto a quella attualmente a bordo della ISS.

Fonte: http://www.astronautinews.it

 


 

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