Intelligenza artificiale e spazio: due discipline scientifiche al limite delle nostre conoscenze, alleate per aiutare l'uomo. Lo scorso 15 novembre, a bordo della International Space Station, l'astronauta tedesco Alexander Gerst è stato protagonista di un esperimento durato novanta minuti: ha parlato con CIMON (Crew Interactive Mobile Companion), un assistente di bordo molto speciale. Il piccolo robot è dotato di intelligenza artificiale ed è il primo della sua "specie" ad aver raggiunto lo spazio. CIMON è di produzione Airbus ed è stato risvegliato dal comandante della missione, Gerst, con le parole "Wake up, CIMON". Il robot ha risposto con il classico "What can I do for you?", dando così inizio all'esperimento. Il robot è collegato al Columbus Control Center in Germania e da qui con il Biotechnology Space Support Center a Lucerna per passare attraverso internet all'IBM Cloud a Francoforte. CIMON è un primo passo, si tratta infatti di un dimostratore tecnologico di ciò che potrebbe essere un assistente in un viaggio di esplorazione spaziale, queste le dichiarazioni del portavoce Marco Trovatello, dell'Astronaut Centre dell'European Space Agency di Colonia. Il piccolo CIMON è capace di muoversi autonomamente nella Stazione Spaziale e di ricevere comandi vocali, semplificando le procedure di lavoro degli astronauti. Nel corso dell'esperimento (vedi video in fondo) CIMON ha riconosciuto l'astronauta, si è spostato autonomamente all'interno della base e ha dato istruzioni al proprio compagno umano. Ma è possibile che le cose non siano cosi semplici come dichiarato inizialmente. Secondo quanto pubblicato in un articolo di Nicolas Rivero su Quartz, sembra che Gerst e CIMON abbiano avuto uno "scambio di opinioni" riguardo alla musica: mentre CIMON voleva cantare Gerst lo richiamava all'ordine. Quanto successo solleva naturalmente una serie di obiezioni, la prima di queste riguarda la reale utilità delle "intelligenze artificiali". I tentativi di infondere nei robot una intelligenza tipica della razza umana infatti non è esente da pericoli, il primo dei quali risiede nel fatto che non sappiamo come controllare una intelligenza artificiale esattamente come non saremo mai certi di controllare completamente una intelligenza umana, anzi, forse è ancora più difficile. Tutto sommato conosciamo abbastanza bene i nostri simili, molto meno le intelligenze artificiali.

Fonte ed altri link: http://www.difesaonline.it

 


 

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