Il X-20 Dyna-Soar ("Dynamic Soarer") fu il progetto della United States Air Force (USAF) per sviluppare uno spazioplano che sarebbe servito per una grande varietà di missioni militari, incluso la ricognizione, bombardamento, il salvataggio spaziale, la riparazione dei satelliti, ed il sabotaggio dei satelliti nemici. Il programma fu portato avanti dal 24 ottobre 1957 al 10 dicembre 1963, ed è costato 660 milioni di dollari, e venne cancellato poco prima che la costruzione dello spazioplano avesse inizio.

 

 

Altre navette spaziali sotto sviluppo di quel periodo, come i Mercury o Vostok, erano basate su capsule spaziali che rientravano nell'atmosfera in maniera balistica. Il Dyna-Soar era molto simile a quello che sarebbe stato poi lo Space Shuttle: non solo poteva raggiungere la velocità e l'autonomia di un missile balistico intercontinentale, ma era progettato per planare sulla Terra come un normale aeroplano sotto il controllo del pilota. Sarebbe atterrato in un aeroporto, invece che per semplice caduta e apertura del paracadute. Il Dyna-Soar poteva raggiungere l'orbita terrestre, come il Mercury o Gemini.

Questo fece del Dyna-Soar un progetto molto più avanzato nel concepimento di altre missioni di voli umani nello spazio di quel periodo. Erano missioni militari diverse dal mettere semplicemente uno o due uomini nello spazio. È uno dei grandi "Cosa sarebbe accaduto se?" dei primi anni del volo spaziale. Le informazioni raccolte durante il programma X-20 sarebbero servite più avanti nella progettazione dello Space Shuttle. Il più grande Shuttle sarebbe stato spinto in orbita da grandi razzi, e nel progetto definitivo avrebbe anche avuto ali a delta per gli atterraggi controllati, ma (in maniera simile al progetto sovietico, Buran) non volò a causa della cancellazione del programma.

 

 

Lo sviluppo del Dyna Soar è da ricercare nel Silbervogel di Eugen Sänger, il progetto di un bombardiere tedesco durante la seconda guerra mondiale. Il progetto era di creare un bombardiere spinto da razzi, in grado di volare su lunghissime distanze, veleggiando verso il bersaglio dopo essere stato spinto a grandi velocità (>5,5 km/s) e a grandi altitudini (50–150 km) dagli stessi motori degli A-4 o A-9.

Praticamente, questi motori a razzo avrebbero dovuto posizionare il velivolo in una traiettoria esosferica simile a quella di un missile balistico intercontinentale e quindi si sarebbero staccati. Successivamente, al momento del rientro nell'atmosfera, invece di effettuare una normale procedura, con progressiva diminuzione della velocità e atterraggio, il velivolo avrebbe usato le sue ali e parte della sua velocità per generare una portanza, che avrebbe spinto il velivolo di nuovo verso lo spazio. Tutto questo si sarebbe ripetuto fino a che la velocità non sarebbe stata troppo bassa, e il pilota costretto ad atterrare. Questo uso del "rimbalzo" ipersonico atmosferico significava che l'aereo avrebbe potuto estendere di molto il suo raggio oltre la traiettoria balistica, usando i suoi stessi motori.

Tale sistema poteva rendere l'aereo in grado di colpire virtualmente qualsiasi punto nel mondo (per cui era chiamato anche "bombardiere antipodale"), a velocità ipersoniche, sarebbe stato molto difficile da intercettare; inoltre l'aereo stesso era piccolo e poco armato, in confronto ad un tipico bombardiere pesante. In aggiunta, essendo di fatto un aliante mosso da motori a razzo, l'aereo poteva essere recuperato, se usato come bombardiere guidato, o non recuperato se usato come missile non-guidato.

Dopo la seconda guerra mondiale, molti scienziati tedeschi vennero portati negli Stati Uniti e impiegati nell'operazione Paperclip dell'Office of Strategic Services (OSS). Tra di loro c'era il dottor Walter Dornberger, all'epoca il capo del programma di ricerca missilistica della Germania nazista, che aveva una profonda conoscenza del progetto del Silbervogel. Lavorando con la Bell, egli cercò di creare interesse in un progetto simile nella USAF, e altrove. Questo portò la USAF a richiedere una serie di studi di fattibilità e di progettazione (portati avanti da Bell, Boeing, Convair, Douglas, Martin, North American, Republic, e Lockheed) di veleggiatori con propulsione a razzo durante i primi anni 50:

Bomi (Bombardiere missilistico);
Hywards (Sistema ipersonico di ricerca d'arma e con possibilità di ulteriore sviluppo)
Il Brass Bell come veicolo da ricognizione;
Bombardiere a razzo "Robo".

Fonte: http://it.wikipedia.org

 

 

 

Benché cancellato poco dopo l'inizio della costruzione del prototipo, il Boeing X-20 Dyna-Soar (da "dynamic soaring", volo a vela dinamico, ma con fonetica quasi uguale a "dynosaur", dinosauro) ha rappresentato uno dei momenti più importanti nello sviluppo degli Aerei X. Le sue origini si possono far risalire al "bombardiere antipodico" di Eugen Sänger e Irene Bredt, abbandonato attorno al 1942.

Quando Walter Dornberger (capo-progettista del missile tedesco A-4/V-2) e Krafft Ebhricke andarono a lavorare alla Bell, tra le diverse idee che portarono avanti vi era il Bomi (Bomber-Missile) che fu presentato all'USAF il 17 aprile 1952.

Lo stadio finale del Bomi era un aerospazioplano il cui concetto, passando attraverso successive elaborazioni, fu alla base dei programmi MX-2145 ed MX-2276 che portarono, nel 1957-1958 all'appalto per l'X-20 Dyna-Soar. Parteciparono la Boeing e la Bell in "team" con la Martin; vinse la prima che assunse la Martin come subappaltatrice, mentre la Bell si ritirò.


L'X-20, poi X-20A, era un aliante spaziale monoposto destinato ad essere immesso in orbita da un vettore Martin Titan III, espandendo ulteriormente l'inviluppo di volo esplorato dall'X-15. La Boeing iniziò la costruzione di un prototipo e l'USAF "prenotò" i numeri di matricola per i nove esemplari successivi.

Il Pentagono, però, era stato investito dal vento della razionalizzazione e nel gennaio 1963 il segretario alla difesa McNamara cominciò a pensare che l'X-20A sarebbe stato superato da programmi più avanzati, come il Gemini, ed il 10 dicembre il Dyna-Soar fu cancellato. Il prototipo fu smantellato e tutte le parti recuperabili furono utilizzati in altre realizzazioni.

Aerospazioplano senza motore, monoposto.
Dimensioni: apertura alare 6,17 m; lunghezza 10,77 m; altezza (in volo) 2,44 m; superficie alare 32,05 mq.
Pesi: a vuoto 4.912 kg; toale 5.166 kg.
Prestazioni: velocità massima 26.830 km/h (Mach 25,2); altezza orbitale oltre 168 km; autonomia 31.700 km (più volo in orbita).

Fonte: http://www.aereisuperfile.it

 

 

 

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