Andare nello spazio è il sogno di molte persone. Non serve necessariamente raggiungere la Luna per ammirare le meraviglie del cosmo e la visione mozzafiato della Terra: basta raggiungere un'orbita bassa, con qualsiasi mezzo si abbia a disposizione.

 

 

Ed è proprio quello che un team di volontari danesi, capitanati da Kristian von Bengtson e Peter Madsen, sta per fare, con il lancio previsto il 31 agosto della prima missione spaziale umana non finanziata da governi, ma da un gruppo di privati appassionati dello spazio. Il team si chiama Copenhagen Suborbital, e ha come traguardo quello di mandare un essere umano nello spazio attraverso il finanziamento di privati. Ognuno può fare una donazione attraverso il sito web: dal gennaio 2010, sono stati raccolti circa 48.000 € dei 50.000 necessari per eseguire il primo lancio umano nello spazio di astronauti amatoriali.

 

 

Il razzo si chiama HEAT1X-TYCHO BRAHE, ed il suo primo lancio porterà a bordo un manichino da crash test, per verificare le condizioni di sicurezza del modulo che, in un breve futuro, ospiterà un essere umano. Il razzo partirà da una piattaforma galleggiante nel mezzo del Mar Baltico, trasportata sul posto da un sottomarino, il Nautilus, realizzato dal team in un progetto passato. Il vettore è un modello HEAT (Hybrid Exo Atmospheric Transporter) del diametro di 64 centimetri che sfrutta ossigeno liquido e poliuretano per la propulsione. E' in grado di fornire spinta per circa 60 secondi, ed un'accelerazione di meno di 3 G, sopportabile da qualunque essere umano.

 

 

Uno dei problemi sarà quello di far raggiungere un'orbita bassa ad un essere umano in tutta sicurezza. Il problema di un lancio spaziale tradizionale è la forte accelerazione che gli astronauti subiscono al momento della partenza, accelerazione che costringe l'equipaggio a rimanere ben saldo sui propri sedili e ad indossare tute speciali che possano ridurre la forza G sperimentata dal corpo umano. Ma per il TYCHO BRAHE, il passeggero sarà lanciato in orbita in posizione eretta, o semi-seduto. Secondo gli sviluppatori, il problema dell'accelerazione sarà relativo perchè il razzo, sebbene supererà la barriere dal suono, non raggiungerà velocità tali da mettere in pericolo l'astronauta. La cabina dell'equipaggio è essenzialmente un cilindro che lascia poco spazio di manovra. L'astronauta sarà infatti solo in grado di muovere le braccia per poter usare una videocamera, azionare il sistema di guida manuale (estremamente limitato), dotarsi di una maschera di ossigeno addizionale e, se necessario, usare un sacchetto per il vomito.

 

 

Il modulo umano è pressurizzato, e dotato di una cupola di plexiglas in cima, che consente all'astronauta di godersi tutto il lancio. Si prevede che il razzo raggiungerà l'altezza di 150 km, per poi discendere verso la Terra attraverso una serie di paracadute, che ne rallenteranno il rientro nell'atmosfera. Il team di monitoraggio eseguirà il recupero dell'astronauta grazie ad un sistema GPS e una barca.

 

 

Il primo lancio di test sarà effettuato il 31 agosto 2010, dopo 36 ore di viaggio per raggiungere il punto di partenza nel Mar Baltico. Il razzo di test raggiungerà "solo" i 30 chilometri di altezza, non i 150 previsti per il lancio con equipaggio umano. Se il lancio dovesse avere successo (una volta eseguito con equipaggio umano), la Danimarca sarà il quarto Paese a mandare in orbita un uomo, dopo USA, Unione Sovietica e Cina, e la prima nazione a farlo senza fondi del governo.

Fonte: http://www.ditadifulmine.com

 


 

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