La sua forma ricorda una zucca ed e' fatto di una speciale pellicola ultraleggera di polietilene, la plastica usata per i sacchetti dei supermercati.Il nuovo pallone stratosferico in super pressione, il piu' grande a singola membrana che abbia mai volato, e' stato progettato per lunghe campagne sperimentali di oltre 100 giorni. E' fatto da un'unica membrana plastica che copre una superficie di circa quasi due milioni di metri cubi, ma l'intenzione e' di arrivare a 6,7 milioni di metri cubi.

Fonte: http://ciro.bloog.it

 

 

Il 25 febbraio c'è stato il primo test di volo per una nuova generazione di palloni stratosferici, gli ULDB (Ultra long duration balloon), destinati a rimanere ai limiti dell'atmosfera per mesi. E' andata male, ma ora ci si riprova.
I palloni stratosferici, usati da decenni, sono una risorsa molto importante per la scienza, sia spaziale che terrestre. Si spingono ai confini dello spazio senza motori e rimangono abbastanza stabili da permettere osservazioni scientifiche importanti. Solo che hanno sempre avuto un difetto: quando sono illuminati dal Sole il loro gas interno si scalda e si espande. Proprio come un normale palloncino per bambini, potrebbe rompere l'involucro. Così il pallone ne lascia sfuggire un po'. Però, quando è notte, il gas si raffredda e, visto che ne è andato perso un certo quantitativo, il pallone comincerebbe a scendere. Per evitarlo vengono usati dei pesi come zavorra: ogni tanto si getta qualcosa in modo da alleggerire il tutto.
Naturalmente il gioco non può andare avanti all'infinito, e dopo un po' finisce la zavorra, oppure il pallone e' troppo sgonfio. In ogni caso deve tornare a terra, generalmente dopo qualche giorno.
Gli ULDB, invece, hanno un concetto nuovo: il loro rivestimento è così resistente da reggere la sovrapressione generata dal riscaldamento del Sole. Quindi niente fughe di gas, niente zavorra. Potrebbero rimanere in volo per almeno cento giorni.
Per ironia della sorte il primo test è fallito proprio perché c'è stata una falla nell'involucro, quindi il pallone è dovuto scendere rapidamente. Ora alla Nasa ci riprovano: il 9 marzo un secondo ULDB dovrebbe alzarsi in volo per dimostrare cosa può fare.
Navigando per cento giorni praticamente ai confini dell'atmosfera terrestre, questi palloni saranno quasi dei satelliti, capaci di osservare il cielo (o la meteorologia terrestre) a lungo, con costi enormemente minori rispetto a quelli di un comune lancio spaziale.

Giovedì, 8 Marzo 2001

Fonte: http://www.filemazio.net

 


 

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