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La caduta sulla Terra degli asteroidi capaci di distruggere un'intera città capitano più spesso rispetto alle previsioni. Dal 2000 al 2013 sono avvenuti 26 cataclismi provocati dagli asteroidi paragonabili per la potenza distruttiva all'esplosione della bomba atomica che distrusse Hiroshima.

"Che questi corpi non siano caduti sulle aree densamente popolate è soltanto una fortunata coincidenza" afferma un gruppo degli ex astronauti americani.

Sono riusciti a procurarsi questi dati allarmanti da un'agenzia particolare dell'ONU, con il quartier generale a Vienna, che segue l'osservanza del Trattato sul divieto universale dei test nucleari (Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty Organization, CTBTO). La sua network globale di rilevatori reagisce sulle scosse del terreno in caso delle esplosioni nucleari, essendo in grado di distinguere loro in base alla particolarità sismica da comuni terremoti. Nello stesso tempo in seguito agli urti causati da grandi asteroidi il sistema si attiva.

Tra le 26 cadute avvenute sono ampiamente note soltanto due. Nel 2009 è stata comunicata la caduta di un grande asteroide a Sud dell'isola Sulawesi in Indonesia. E anche il bolide di Chelyabinsk, la notizia di cui ha fatto il giro del mondo nel 2013. Allora ciò ha provocato una valanga delle pubblicazioni sulle minacce provenienti dallo spazio. Allora perchè si sono preoccupati per gli asteroidi gli astronauti, compreso Edward Lou – il fondatore della fondazione non-commerciale «B612 Foundation»? Non è difficile capire, sapendo che la fondazione sta raccogliendo i fondi per il telescopio orbitale privato "Sentinel" per la ricerca degli asteroidi pericolosi.

In generale l'idea di un telescopio spaziale non è male: il suo funzionamento non dipende dalle condizioni atmosferiche e dal tempo astronomico. Un asteroide in avvicinamento potrebbe non essere notato dalla Terra, soprattutto se arriva di giorno dalla parte del Sole, come era avvenuto a Chelyabinsk. "Gli attuali strumenti di terra invece non si occupano appositamente degli asteroidi" fa ricordare l'astronomo Dmitrij Kononov.

"Telescopi classici, anche quelli grandi, non sono destinati per una vasta estensione del cielo. Ci vuole un network apposito nel quale saranno impegnati telescopi con una vasta visualizzazione e che faranno costanti osservazioni. Ciò permetterà di identificare nuovi oggetti e predire in anticipo un possibile scontro. Se non sarà possibile distruggere questi corpi, ciò che tecnicamente non è capace di fare alcun paese nel mondo, allora bisogna almeno avvisare la popolazione ed evacuarla da una zona pericolosa."

I costruttori di "Sentinel" sperano con il suo aiuto di individuare nel corso del primo anno del suo funzionamento oltre 200 mila corpi celesti potenzialmente pericolosi. Cioè quelli la cui traiettoria può incrociarsi con la Terra. Tuttavia gli scettici affermano che non c'è bisogno di una simile missione. Tanto che questo apparecchio non riuscirà a individuare i corpi inferiori ai 30 metri, simili a quello di Chelyabinsk. L'astrofisico dell'Università Statale di Mosca (MGU) Serghej Popov ha espresso il seguente parere:

"L'umanità ha problemi più pressanti. D'altronde io sarei in tutti i modi favorevole all'elaborazione dei progetti che si occuperebbero, tra l'altro, anche del monitoraggio degli asteroidi. Lanciare un apposito progetto per questo però è poco opportuno. Esistono piccoli meteoriti dai quali, alla lunga, è difficile proteggersi. Possono essere notati soltanto a una distanza ravvicinata. Siamo già in grado di notare asteroidi di dimensioni media e grandi già ora. Oggi i dati più abbondanti sugli asteroidi arrivano grazie ai satelliti che scannerizzano lo spazio a raggi infrarossi, che hanno i compiti totalmente diversi. Possiamo seguire questa strada anche in avanti – utilizzare tutte le opportunità che abbiamo già a nostra disposizione."

Si è saputo della fondazione che vuole lanciare "Sentinel" nel 2017 subito dopo l'avvenimento a Chelyabinsk. Ora il lancio è stato rinviato per il 2018. A quanto sembra la raccolta dei fondi non va un granché. Per la costruzione dell'apparecchio e per il noleggio di un razzo ci vogliono in totale 450 milioni di dollari. Evidentemente per invogliare la gente a dare i soldi sono stati lanciati gli "spauracchi" degli asteroidi provenienti dalla banca dati dell'ONU.

Fonte: http://italian.ruvr.ru

 

 

La missione di un telescopio privato appena annunciata intende diminuire la vulnerabilità della Terra agli impatti catastrofici di asteroidi che i costruttori dello strumento valutano inaccettabilmente elevati. Il telescopio spaziale Sentinel che la Fondazione B612, un ente non profit privato americano spera di potere lanciare nel 2017 o 2018, potrebbe individuare 500.000 asteroidi vicini alla Terra durante un’operazione della durata di meno di sei anni, considerando che finora solo 10.000 di tali rocce spaziali sono state catalogate. Secondo i funzionari di B612, questa mappatura degli asteroidi è estremamente importante.

 

I rischi.
Ma in questo momento quanto siamo vulnerabili ad un impatto devastante? Il rischio è variabile e dipende dalla dimensione degli asteroidi. Per fortuna, probabilmente non saremo colpiti presto da un potenziale killer della nostra civiltà umana (qualcosa con la grandezza di almeno un chilometro). Gli scienziati pensano che circa 980 di questi asteroidi delle dimensioni di una montagna stanno muovendosi velocemente attraverso i pianeti vicini della Terra. I ricercatori affermano che “attualmente siamo riusciti a trovare circa il 95 per cento di tali corpi” e che nessuno di loro mette a rischio il nostro Pianeta nel prossimo futuro. Ma la prospettiva non è così rosea per gli oggetti più piccoli. Per esempio, le osservazioni ottenute dal telescopio spaziale Wise della Nasa suggerisce che ci sono circa 4,700 asteroidi potenzialmente pericolosi con diametri più grandi di circa 100 metri intorno alla Terra e le loro orbite sono spiacevolmente molto vicine a noi soprattutto in alcuni punti. Finora, i ricercatori che lavorano con il Wise hanno valutato circa il 30 per cento di questi oggetti, scoprendo che solo l’1 per cento degli asteroidi vicini alla Terra hanno dimensioni almeno di 40 metri. Queste rocce spaziali potrebbero creare danni considerevoli su scala locale, per esempio, come il cosiddetto “evento Tunguska”. Nel 1908, un oggetto con diametro di circa 30 metri -o forse più piccolo- che si muoveva ad una velocità di almeno 15 chilometri al secondo esplose nelle vicinanze del fiume Podkamennaja Tunguska nella Siberia, abbattendo 60 milioni di alberi su 2,000 chilometri quadrati. “Tali giganteschi impatti sono una verità della vita sul nostro Pianeta. Gli asteroidi abbastanza grandi che potrebbero creare difficoltà serie all’economia e alla società globale hanno colpito in media ogni 200 o 300 anni,” ha dichiarato Rusty Schweickart, astronauta della missione Apollo 9 e presidente emerito della Fondazione B612.



Dandoci una chance.
I funzionari di B612 si aspettano che il telescopio spaziale Sentinel aiuti a riempire l’enorme divario nel catalogo degli asteroidi vicini alla nostra Terra. Il telescopio, che esegue la scansione di uno spazio intorno alla Terra da un’orbita vicina a quella di Venere, dovrebbe individuare le poche rocce spaziali delle dimensioni di una montagna, lo scrive LiveScience. Abbiamo una chance per evitare il drammatico destino dei dinosauri che si sono estinti dopo un impatto catastrofico 65 milioni di anni fa. “Oggi, con la nostra tecnologia e con la nostra conoscenza siamo in grado leggermente, ma efficacemente, di rimodellare il Sistema Solare per aumentare la sopravvivenza umana a lungo termine,” ha spiegato Schweickart.

Fonte: http://gaianews.it

 

 

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