La fobia sociale, detta anche sociofobia o disturbo di ansia sociale, è una paura intensa e pervasiva di trovarsi in una particolare situazione sociale, o di eseguire un tipo di prestazione, che non siano a lui familiari e da cui possa derivare la possibilità di subire un giudizio altrui [1]. Si tratta di un particolare stato ansioso nel quale il contatto con gli altri è segnato dalla paura di essere malgiudicati e dalla paura di comportarsi in maniera imbarazzante ed umiliante.

 

 

Questo disturbo insorge solitamente nell’infanzia o nell’adolescenza, raramente dopo i 30 anni. Si caratterizza per una paura marcata e persistente nell'affrontare molte situazioni sociali o prestazionali, nell'interazione con gli altri o anche semplicemente nell'essere osservati in qualche situazione, tutto ciò fino al punto da interferire in maniera decisa sulla vita giornaliera. È una sorta di “vergogna del proprio essere” in pubblico, accompagnata dalla paura di rivelare agli altri i propri sintomi di ansia, ad esempio tremando, balbettando, arrossendo in viso o mostrandosi impacciati nei movimenti. Le persone affette da questa patologia comprendono che le loro paure sono esagerate e irrazionali ma, nonostante ciò, non riescono in alcun modo a controllarle e sperimentano una enorme apprensione nell'affrontare le situazioni sociali temute.

A differenza della semplice timidezza, nella fobia sociale l’ansia tende ad essere anticipatoria manifestandosi anche molto tempo prima delle situazioni temute. A causa di questo i pazienti tendono ad isolarsi socialmente e giungono così ad adottare un comportamento di evitamento, tipico delle sindromi fobiche. L’evitamento tende a cronicizzare il disturbo poiché riduce il livello di autostima e alimenta i sentimenti di inferiorità e di inadeguatezza. È anche importante notare che le persone che manifestano precocemente la fobia sociale sono svantaggiate rispetto alle persone non socialfobiche visto che l'evitamento delle situazioni sociali non permette loro di vivere numerose ed utili esperienze che contribuiscono alla maturità intellettiva e sociale.

La fobia sociale interferisce con le relazioni interpersonali, con gli studi scolastici e con il lavoro: chi ne soffre spesso ha scarse amicizie ed esperienze sessuali inferiori rispetto alla media; inoltre sceglie, per quanto possibile, attività lavorative che non prevedono una grande interazione con altre persone (che talvolta può essere tuttavia accettata da alcuni fobici se si tratta di pochi individui o quando si è in posizione di superiorità professionale) e può sviluppare forme di misantropia, misoginia e misandria. Sono frequenti le comorbilità con la depressione, il disturbo da attacchi di panico, il disturbo ossessivo-compulsivo, il disturbo evitante di personalità, la sindrome di Asperger e l'abuso di alcolici e altre sostanze psicotrope (nel vano tentativo di auto-curare il disturbo alleviando l’ansia sociale ma col rischio di sviluppare una tossicodipendenza).



Sintomi.
I sintomi della fobia sociale, sperimentati dai soggetti nelle varie situazioni sociali, sono per lo più i seguenti:
* Ansia generalizzata di fronte a gruppi di persone, specie se queste sono tra loro in confidenza, con ipervigilanza verso gli sguardi, la postura e i gesti degli altri.
* Ansia anticipatoria, che cioè si verifica durante tutto il periodo che precede la situazione temuta (anche a distanza di settimane o mesi)
* Cali di concentrazione (fino a paralisi intellettiva) e continui ripensamenti a situazioni in cui si ha l'autoimpressione di aver "fallito"
* Distogliere lo sguardo se fissati direttamente
* Tic nervosi (risate o sorrisi nervosi, movimenti anormali degli occhi o delle palpebre, battito incessante dei denti, grattarsi in maniera continua parti del corpo)
* Parlare troppo velocemente, con voce troppo bassa o alta o in maniera confusa
* Timore di parlare troppo forte o troppo piano o di non essere capito
* Pensieri aggressivi, masochisti o suicidi.
* Timore di essere osservati e valutati negativamente o di fare brutta figura con altri
* Timore reale o immotivato di essere considerati esteticamente sgradevoli
* Sensazione generale di inferiorità
* Scarsissima fiducia in se stessi
* Timore che le proprie opinioni possano non interessare agli altri
* Timore di non essere in grado di comportarsi in modo adeguato nelle situazioni sociali
* Tendenza ad evitare sempre più le situazioni sociali che metterebbero in imbarazzo (tendenza all'isolamento)
È importante ricordare che gli individui affetti da fobia sociale riconoscono perfettamente che le loro paure sono esagerate, eccessive e irrazionali, ma non riescono comunque a gestire le situazioni sociali.



Situazioni temute.
Le situazioni sociali in cui le persone affette da questa patologia possono mostrare maggiormente i propri sintomi sono le seguenti, anche se comunque esse possono variare anche notevolmente da soggetto a soggetto:
* Parlare in pubblico
* Essere al centro dell'attenzione
* Mangiare o bere in presenza di altre persone, specie se soli.
* Partecipare a feste
* Fare acquisti nei negozi o locali di consumo
* Scrivere o firmare in pubblico (rari casi)
* Guardare negli occhi le persone
* Iniziare una conversazione
* Essere presentati ad altre persone
* Dare o difendere le proprie opinioni
* Incontrarsi con persone da cui si è attratti
* Essere soli vicino a gruppi di persone in atteggiamento colloquiale.
* Parlare in un gruppo i quali membri si conoscono, senza avere particolare confidenza con essi
* Parlare con persone di autorità
* Fare o accettare complimenti
* Situazioni dove è richiesta qualsiasi "performance"
La fobia sociale può essere definita generalizzata se le paure vengono sperimentate nella quasi totalità delle situazioni sociali, mentre può essere definita specifica se l'ansietà viene sperimentata solo in determinate situazioni sociali, che possono variare da soggetto a soggetto. Per parlare di fobia sociale, comunque, queste devono includere la maggior parte delle interazioni sociali più comuni. In alcune persone la fobia sociale può essere indirizzata in modo particolare e con elevatissima intensità nei confronti di persone del sesso che li attrae.



Possibili cause.
La ricerca scientifica non è ancora riuscita a dimostrare con esattezza le cause che portano all'insorgere di questa patologia: sembra concorrano sia fattori familiari e sociali, sia tratti ereditari. Ciò che potrebbe essere ereditato è una eccessiva reattività dei centri cerebrali che regolano i sistemi di allarme dell’organismo, quelli che normalmente entrano in gioco quando si verificano situazioni improvvise e minacciose per la sopravvivenza: da alcune ricerche condotte negli Stati Uniti pare che la corteccia mediale prefrontale e l’amigdala possano essere implicate nello sviluppo e nel mantenimento della fobia sociale generalizzata. D’altra parte però alcuni studi condotti su gemelli monozigoti separati alla nascita, hanno dimostrato che la componente genetica dell’ansia sociale si attesta al massimo al 50% dell’ereditabilità totale e che la restante metà è determinata dall’ambiente in cui si vive. A volte le persone con fobia sociale, in età infantile, hanno subito il rifiuto o la persecuzione “involontaria” da parte di uno o di entrambi i genitori oppure modelli educativi iperprotettivi o troppo autoritari, elementi questi che potrebbero avere condizionato negativamente la loro autostima, anche per tutto il resto della vita. La successiva emarginazione durante la prima adolescenza potrebbe pure avere contribuito alla cronicizzazione del disturbo. Nella società, poi, i differenti modelli culturali possono condizionare l’espressività della fobia sociale: ad esempio alcuni comportamenti possono essere accettati in certe società e condannati in altre. Questo fattore sarebbe alla base della differente prevalenza del disturbo nei vari paesi. Quindi l’ambiente familiare e sociale in cui si vive potrebbe essere in grado di determinare o meno il verificarsi della fobia sociale, pur permanendo la predisposizione biologica nell’individuo.



Note.
1. ^ DSM-IV. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Masson.
2. ^ Jonathan R. T. Davidson, Edna B. Foa et al. (ottobre 2004). Fluoxetine, Comprehensive Cognitive Behavioral Therapy, and Placebo in Generalized Social Phobia. Archives of General Psychiatry (61) (in en).



Fonte: http://it.wikipedia.org



 

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