A riportarlo è la Cnbc che cita fonti di intelligence: la Russia ha effettuato recentemente un test segreto in cui il nuovo sistema S-500 ha intercettato un bersaglio a più di 480 chilometri (299 miglia), ovvero 80 chilometri in più di quanto mai fatto sino ad oggi, stabilendo un nuovo record. Nonostante la fonte sia ben informata non viene riportato esattamente il giorno del test né dove sarebbe stato effettuato, mentre da Mosca – come spesso accade in questi casi – tutto tace.

 




Che cos’è il sistema S-500?
L’S-500 è il nuovo sistema da difesa aerea e antimissili balistici sviluppato dalla russa Almaz-Antey (che annovera tra i suoi prodotti i ben noti S-300 e S-400) a cominciare dal 2002. Le prime consegne ai reparti di questo avveniristico sistema erano previste per il 2015 per poi essere posticipate al 2017 ma, a causa dei cronici ritardi che affliggono i programmi militari complessi, si prevede che entrerà in servizio entro il 2020 essendo ancora in fase di test. Secondo quanto riportato dal Vice Comandante in Capo delle Forze Aeree Russe – tenente generale Viktor Gumenny – ad aprile di quest’anno, il sistema S-500 sarà in servizio “nell’immediato futuro”.



Le caratteristiche del sistema S-500.
Cominciamo subito col dire che il sistema S-500 non è una semplice evoluzione del sistema precedente, l’S-400, ma rappresenta un’arma del tutto nuova. Il missile infatti ha un proprio sistema di intelligenza che gli permette di analizzare le condizioni dell’ambiente radar/elettronico e aereo in cui si trova e prendere decisioni autonome che riguardano altitudine, velocità e direzione di volo. Una vera e propria forma di Intelligenza Artificiale, come riferito dal Comandante delle Forze Aeree Russe colonnello generale Viktor Bondarev in una dichiarazione del 10 agosto 2014.  I dati tecnici del sistema S-500 “Prometey” sono ancora frammentari. Quello che possiamo dire con un ragionevole livello di esattezza oggi è che sarebbe in grado di intercettare bersagli a una distanza massima compresa tra i 500 ed i 600 chilometri. Incertezza ricopre anche la quota massima di esercizio: secondo alcune fonti potrebbe raggiungere i 40/50 chilometri di altitudine mentre secondo altre questa arriverebbe addirittura a 200 (124 miglia). Fonti russe sostengono che possa intercettare anche i velivoli stealth di quinta generazione americani (F-22 “Raptor” ed F-35 “Lightning II”), ma data la particolare natura del mezzo è possibile che venga impiegato contro bersagli di particolare valore tattico come velivoli Awacs, da disturbo elettronico o per intercettare missili balistici. Il sistema S-500 può infatti tracciare un massimo di 20 missili balistici sino ad una distanza di 2 mila chilometri (secondo altre fonti sino a 3.500) e i veicoli di rientro a 1.300 chilometri, mentre può ingaggiare e colpire 10 testate contemporaneamente viaggianti ad una velocità massima di 5/7 km/s. Tra i requisiti del sistema ci sarebbe anche la possibilità di intercettare testate ipersoniche del tipo Hgv ed anche missili da crociera ipersonici, rappresentando – se confermato – un vantaggio esclusivo rispetto agli attuali sistemi occidentali in servizio o in fase di miglioramento. Come i suoi “fratelli minori” S-300 e 400 il sistema S-500 è mobile e tutti gli elementi che lo compongono (radar, centro comando e controllo, ricarica) sono costituiti da veicoli pesanti ad alta mobilità su ruote. Rispetto ai suoi predecessori i tempi di dispiegamento operativo si sono notevolmente accorciati: si parla di 10 minuti dal momento in cui il Tel (Transporter Erector Launcher) si ferma a quando è in grado di sparare il missile, migliorando notevolmente, pertanto, la capacità di sopravvivenza del sistema in combattimento. Già negli anni ’80, infatti, i sovietici usavano la tattica “shoot, scoot and hide” che potremmo tradurre con “spara, scappa e nasconditi” per i loro sistemi da difesa aerea S-300V. Il sistema S-500 sarà molto probabilmente articolato sul Tel 10×10 modello Baz-69096. I due posti comando sul camion 6×6 Baz 69092-12 mentre il radar di acquisizione dei bersagli e gestione tattica saranno a rimorchio della motrice 8×8 Baz-6403.01. Un secondo radar di acquisizione bersagli sarà montato sullo chassis 10×10 del Baz-69096 così come quello dedicato al tracciamento dei missili balistici. Invece il radar di ingaggio multimodale si prevede che sarà montato sul 8×8 Baz-6909-022. Tutti veicoli dalle buone doti fuoristrada.



L’analisi tattica.
Quando il sistema S-500 entrerà in servizio attivo sarà in grado di cambiare radicalmente la postura antimissile e da difesa aerea della Russia proiettandola ad un livello mai raggiunto prima. L’S-500 infatti, se vedrà confermata anche la sua capacità antisatellite, andrà ben oltre i semplici concetti della difesa A2/AD andando a riempire tutto lo spettro di risposta alle possibili minacce aerospaziali. Secondariamente, grazie al proprio raggio operativo implementato a 600 chilometri, diventa un perfetto e versatile sostituto degli aerei da caccia intercettori, andando, nel contempo, a diminuire notevolmente i tempi di reazione della difesa aerea grazie alla velocità dei propri vettori a medio/lungo raggio. Quando e se il sistema S-500 sarà rischierato nelle “bolle difensive” russe già esistenti (Crimea, Kaliningrad, Siria, Kola e Kachatka) rappresenterà un fattore destabilizzante proprio grazie alle caratteristiche dei missili e dei radar a lungo e lunghissimo raggio, un po’ come già avvenuto in occasione dello schieramento del Thaad e del suo radar AN/TPY-2 in Corea del Sud che ha notevolmente infastidito la Cina proprio per le sue caratteristiche.

 

Fonte: http://www.occhidellaguerra.it

 

 

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