Un massiccio impiego di droni nei campi di battaglia: dalla logistica alla prima linea. I futuri eserciti sperano di affidare svariati ruoli ai droni del domani. Un primo sguardo di ciò che il futuro potrebbe offrire proviene dal Consumer Electronics Show o CES di Las Vegas. I cinesi hanno mostrato al mondo il drone “Ehang 184”: una sorta di quadricottero eletttrico ad otto rotori.

 

 

Secondo l’azienda cinese, l’attuale prototipo è in grado di trasportare un passeggero di circa 100 chili per 23 minuti ad una velocità di 60 miglia all'ora. La serie 184 è stata progettata per trasportare un passeggero, automaticamente, inserendo soltanto la destinazione tra le 184 oggi disponibili sul sistema. L’obiettivo dell’azienda cinese è quello di rendere il volo più facile e veloce per chiunque, provando a rivoluzionare il settore commerciale, l'assistenza medica, il trasporto e la vendita al dettaglio.

Sebbene l’azienda cinese non abbia mai parlato di un possibile utilizzo militare, con estrema probabilità, accadrà.

I droni, nonostante alcuni fallimenti come il “Robotic Mule” della Boston Dynamics, continuano a rappresentare il futuro. Il Pentagono, ad esempio, continua a testare in Afghanistan alcuni droni da trasporto logistico cosi come l’ambizioso programma MUT. Il programma “Manned-Unmanned Teaming" concede ad un pilota che si trova su una piattaforma volante (elicottero o caccia) la capacità di controllare una formazione di droni. La nuova dottrina USA prevede infatti “un’evoluzione costante dell’automazione sul campo, con piloti umani destinati a divenire comandanti sul campo”.

La convergenza naturale di queste tendenze è un drone da trasporto per il personale militare. Nonostante i vantaggi siano evidenti (piccoli e meno costosi rispetto ad un aereo di linea o privato) ci si chiede il grado di sicurezza raggiunto da un sistema del genere per avarie che potrebbero inficiare i sistemi primari e comunque non gestibili da un utente non esperto.

Ritornando al possibile impiego militare del drone: ci si chiede, infine, quanto possa essere a rischio il rischieramento della fanteria affidata esclusivamente a dei droni automatizzati. Oltre ai vari problemi di natura meccanica che potrebbero sorgere, gli scenari del futuro prevedono picchi asimmetrici di guerra elettronica. Ciò renderebbe i droni da trasporto la preda preferita dagli hacker nemici.

di Franco Iacch - 12/01/16

Fonte: http://www.difesaonline.it

 

 

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