Secondo ex e attuali informatori dei servizi segreti, a quanto pare le aziende cinesi hanno la capacità occulta di accedere a distanza alla tecnologia delle telecomunicazioni venduta agli Stati Uniti e ad altri paesi occidentali, e potrebbero “disattivare le infrastrutture di telecomunicazioni di un paese prima di un conflitto militare.”

 

 

Secondo la società di intelligence indipendente Lignet , composta da ex analisti dei servizi segreti statunitensi, i cinesi hanno anche la possibilità di sfruttare le reti informatiche “per consentire alla Cina di continuare a sottrarre tecnologia e segreti commerciali.”
La questione porta alla società cinese Huawei Technologies, che fonti dei servizi segreti USA dicono abbia legami diretti con il governo cinese e l’Esercito Popolare di Liberazione (PLA). Questi informatori affermano che la Huawei e altre aziende di telecomunicazioni come la ZTE, hanno “accessi elettronici non autorizzati” alla tecnologia delle telecomunicazioni venduta agli Stati Uniti e ad altri paesi.
La notizia della capacità di intrusione elettronica non autorizzata nelle reti di telecomunicazioni statunitensi e occidentali giunge sulla scia delle recenti rivelazioni del WND/G2 Bulletin, secondo il quale la Cina ha fabbricato componenti contraffatti che sono arrivati nei delicati sistemi degli armamenti americani.
Il problema dei componenti elettronici cinesi falsi, installati da fornitori privati della Difesa senza controlli preventivi e ora in funzione sui sistemi militari statunitensi, è molto più diffuso di quanto si pensasse inizialmente.
Questi componenti non provengono soltanto direttamente dalla Cina, ma anche da fornitori del Regno Unito e del Canada che dirottano i prodotti cinesi agli appaltatori statunitensi della Difesa.
I componenti contraffatti sono stati trovati in delicati sistemi missilistici USA destinati a impedire l’eventualità di un attacco missilistico cinese, come pure nei dispositivi per la visione notturna e in diversi velivoli militari.
“Non vogliamo che l’affidabilità di un intercettore della Difesa da 12 milioni di dollari venga compromessa da un pezzo contraffatto da due dollari,” ha detto il gen. Patrick O’Reilly, responsabile della MDA (Agenzia di Difesa Missilistica) statunitense.
La Huawei, sospettata di sfruttare gli accessi elettronici illeciti delle telecomunicazioni, continua a vendere negli Stati Uniti e in altri paesi tecnologia delle comunicazioni, nonostante un divieto imposto alla società che doveva impedirle di fare offerte sulle reti di cellulari e sugli appalti governativi, come ha detto un informatore di intelligence in servizio.
Pare che le potenzialità dell’accesso elettronico non autorizzato possano consentire al governo cinese, attraverso la Huawei e la ZTE, l’accesso a informazioni che viaggiano attraverso le reti di telecomunicazione, o persino di sabotare i dispositivi elettronici, affermano alla Lignet.
Con questa capacità la Cina sarebbe in condizione di sabotare cruciali sistemi di difesa e importanti siti informatici statunitensi, e potrebbe anche inglobare informazioni o apparati impiegati dai fornitori privati della Difesa per svolgere azioni a nome del governo americano.
Con l’aumento dello spionaggio informatico e i crescenti attacchi diretti ai sistemi informatici del governo americano, questi informatori sostengono che la Huawei ha raggiunto questa capacità per conto del governo cinese.
Le fonti affermano che la Huawei può utilizzare il suo accesso elettronico occulto per penetrare negli apparati di telecomunicazione delle aziende estere senza che queste ne siano consapevoli e senza il loro permesso.
Nel caso del produttore di telefoni cellulari ZTE, la Lignet ha detto che la società si è occupata di vulnerabilità della sicurezza mediante una porta d’accesso elettronica illecita sui telefoni cellulari con il sistema operativo Android di Google.
“Pare che questo accesso hacker possa consentire a qualcuno di controllare a distanza il telefono,” hanno detto alla Lignet.
Nella legge di bilancio della Difesa del 2013, la Sottocommissione per le Forze Strategiche della Commissione della Camera sulle Forze Armate aveva presentato una domanda per richiedere un’ispezione di tutti gli arsenali di armi e infrastrutture nucleari americani, al fine di eliminare prodotti di aziende cinesi come la Huawei e laZTE, a causa dell’eventualità di “porte d’accesso illecite e codici a scopo di spionaggio e/o sabotaggio da parte del governo cinese,” hanno sottolineato alla Lignet.
Queste rivelazioni seguono un avvertimento del Dipartimento della Difesa americano secondo il quale hacker cinesi starebbero inviando virus agli enti e alle industrie del governo USA, in grado di minacciare l’economia nazionale.
Il messaggio rivela che questi attacchi sono diretti dallo stesso governo cinese.
Secondo una recente relazione del Dipartimento della Difesa al Congresso, “i soggetti cinesi sono gli esecutori più attivi e tenaci al mondo nello spionaggio economico." I tentativi cinesi di reperire informazioni tecnologiche ed economiche statunitensi continueranno ad un alto livello e costituiranno una crescente e continua minaccia alla sicurezza economica americana.
“E’ probabile che la Cina rimanga un canale di raccolta aggressivo ed esperto di delicate informazioni economiche e tecnologie americane, soprattutto nelcyberspazio,” ha aggiunto il Dipartimento.
Un altro problema sollevato dagli informatori è che la Huawei e altre società cinesi di telecomunicazioni forniscono anche tecnologia all’ Iran e ai talebani.
Secondo le fonti, le reti di sicurezza iraniane si basano sulla tecnologia della Huawei, evidenziando l’idea, come dicono le stesse fonti, che gli iraniani possano ottenere lo stesso accesso informatico illecito che i servizi segreti cinesi hanno nei confronti della Difesa e le cruciali industrie statunitensi.
Questa preoccupazione si è fatta più grande con le nuove minacce iraniane di intraprendere una guerra informatica con gli Stati Uniti in risposta alle recenti rivelazioni, secondo le quali gli USA sono stati i principali artefici nello sferrare un sofisticato attacco informatico al programma nucleare iraniano.
Con il nome in codice “Olympic Games”, il tentativo dell’amministrazione Obama è stato quello di dare inizio a una guerra informatica contro l’Iran e al fianco di Israele. Tale rivelazione ha lasciato pochi spazi al dubbio che gli Stati Uniti e Israele fossero anche dietro al virus Stuxnet che ha infettato le centrifughe iraniane per l’arricchimento dell’uranio.
Un informatore ha detto che Washington ha già dichiarato che un attacco informatico agli apparati dei computer americani rappresenterebbe un atto di guerra e che richiederebbe una risposta militare. All’inizio di questo mese, il Pentagono ha dichiarato che ci sarebbe stata una risposta militare nel caso di un attacco informatico ai sistemi governativi – equiparando a tutti gli effetti un attacco informatico a un atto di guerra.
Tuttavia, gli Stati Uniti hanno già dato inizio a questo tipo di attacco contro l’Iran, il quale ora minaccia di fare la stessa cosa ai sistemi informatici degli Stati Uniti.
Nel tentativo di scoprire gli attacchi informatici prima che vengano fatti troppi danni, gli informatori dicono che vi sono milioni di linee di codici software che trasmettono i dati in modo sicuro e che trovare codice dannoso sarebbe problematico e a un costo proibitivo.

Fonte: F. Michael Maloof per Business Insider 08.06.2012
Traduzione di Gabriele Picelli per http://www.times.altervista.org

 


 

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