Iawn e' l'alleanza mondiale in via di organizzazione contro gli asteroidi ed altre minacce spaziali, in cooperazione con l'Onu ed altre famose potenze militari. Entro un decennio si desidera poter difendere la Terra dai rischi cosmici, ma per questo occorrono risorse per seguire oggetti oltre l'atmosfera, sistemi in grado di deviare o distruggere le eventuali minacce e standardizzazione per consentire le operazioni in cooperazione tra soggetti nazionali differenti. Se sta' nascendo una sorta di Nato mondiale verso lo spazio allora Iawn e' un termine da imparare. Ecco degli articoli utili per comprendere meglio questo costoso progetto di difesa globale.

 

 

Per la prima volta, le agenzie spaziali del Nord e del Sud America, dell’Europa, dell’Asia e d’Africa creeranno un gruppo di esperti con l’obiettivo di unire l’impegno di tutte le nazioni quando si tratterà di reagire ad una minaccia proveniente da un asteroide. Il suo compito è quello di coordinare le competenze e le capacità per delle missioni volte a contrastare gli asteroidi che potrebbero un giorno colpire la Terra. Degli oltre 600.000 asteroidi conosciuti nel nostro Sistema Solare, più di 10.000 sono classificati come oggetti vicini alla Terra, o NEO (near-Earth objects), perché le loro orbite li portano relativamente vicini al nostro pianeta. La prova drammatica che un asteroide possa colpire la Terra si è avuta il 15 febbraio 2013, quando un oggetto sconosciuto del diametro presunto di 17-20 m è arrivato verso la Terra alla velocità di 66.000 km/h ed è esploso sul cielo di Chelyabinsk, in Russia, sviluppando un’energia più grande 20-30 volte più della bomba atomica di Hiroshima. L’onda d’urto risultante ha causato danni diffusi e ferite alle persone, rendendolo il più grande oggetto naturale conosciuto che sia mai entrato nell’atmosfera fin dall’evento di Tunguska del 1908, che ha distrutto una remota foresta in Siberia.

Coordinare gli sforzi globali.
Lo Space Mission Planning and Advisory Group (SMPAG – pronunciato ‘same page’) è stato creato dall’Action Team 14, un forum tecnico con un mandato dell’UN Committee on the Peaceful Uses of Outer Space (UNCOPUOS) per sviluppare una strategia di reazione ad una possibile minaccia di impatto di un asteroide. Il gruppo coordinerà il know-how tecnologico delle agenzie per suggerire sforzi specifici correlati alle minacce degli asteroidi, incluse una ricerca di base e lo sviluppo, misure di mitigazione dell’impatto e missioni di deviazione degli asteroidi. “SMPAG svilupperà e perfezionerà anche una serie di missioni di riferimento che potrebbero essere lanciate per intercettare un asteroide sia individualmente che in cooperazione” dice Detlef Koschny, Direttore del NEO Segment del programma dell’ESA Space Situational Awareness (SSA). “Queste includono missioni di test o di valutazione, che ci servono per provare la tecnologia prima che giunga una vera minaccia”. Il primo incontro avverrà il 6-7 febbraio al Centro operativo dell’ESA a Darmstadt, in Germania. Più di trenta rappresentanti di 13 agenzie diverse, sette ministri di governi e le Nazioni Unite condivideranno la conoscenza e le ultime ricerche relative ai casi di studio degli impatti di asteroidi e svilupperanno un piano di lavoro per i prossimi due anni. “Come primo passo, il gruppo studierà le capacità organizzative e operative, le tecnologie specifiche e le abilità scientifiche di ogni agenzia e proporrà le opzioni che fanno il miglior uso di chi può fare cosa, il migliore” dice Detlef.
Il gruppo lavorerà in stretta collaborazione con un altro comitato con mandato Action Team 14: l’International Asteroid Warning Network (IAWN). Ognuno studierà e raccomanderà azioni specifiche per affrontare diversi aspetti della minaccia asteroidi: IAWN coordinerà la ricerca globale dei NEO pericolosi, studiando gli effetti in caso di collisione e interfacciandosi con la preparazione al disastro e con le agenzie di risposta civile; lo SMPAG si occuperà degli aspetti tecnologici e delle missioni spaziali.

Minacce attuali, scenari futuri.
Il primo passo critico è di rintracciare potenziali minacce nel cielo con ampio margine di anticipo. “L’ESA sta già facendo molto per sostenere lo sforzo globale per affrontare la minaccia degli asteroidi” dice Nicolas Bobrinsky, Manager del programma SSA dell’ESA. L’Agenzia sta già sviluppando la capacità di integrare gli attuali asset di tracciamento di NEO europei, ma anche le nuove tecnologie come i telescopi automatizzati ad ampio campo di vista, in un sistema di tracciamento NEO coordinato e più efficiente che possa fornire indagini del cielo notturno e avvisi avanzati. Tra gli altri sviluppi recenti, a partire dalla fine del 2013, l’ESA ha iniziato ad avvalersi del tempo di osservazione presso l’Osservatorio Europeo Australe (ESO) in Cile per avere conferme rapide e accurate dei NEO più pericolosi.

Fonte estera: http://www.esa.int
Fonte italiana: http://www.astrocupola.it

 

 

Un gruppo di esperti di scienziati, giornalisti ed esperti della gestione del rischio, si sono riuniti per discutere sul rischio che riguarda la Terra attraverso gli oggetti Sistema Solare la cui orbita può intersecare quella della Terra. Questi oggetti prendono il nome di NEO, acronimo di Near Earth Object. La riunione di questi professionisti sta aiutando a redigere un rapporto per il comitato delle Nazioni Unite (ONU COPUOS) sull’uso pacifico dello spazio esterno, che sarà consegnato al gruppo di lavoro dedicato a organizzare un approccio che contrasta la potenziale minaccia rappresentata dai Near Earth Objects, o NEO. In particolare, il gruppo di lavoro dell’ONU nelle sue deliberazioni, valuta di istituire una rete di informazione, di analisi e di avviso (IAWN). Al team dei partecipanti, sono inclusi giornalisti e scrittori, autorità di comunicazione dei pericoli, artisti e ricercatori NEO. La riunione, tenutasi dal 14 al 15 novembre, è stata organizzata dalla University of Colorado, a Boulder. La riunione è stata convocata dalla Fondazione Mondo Sicuro e dall’Associazione degli Esploratori dello Spazio. Tra le questioni discusse durante i due giorni ci sono:

- Quali sono gli strumenti efficaci per educare il pubblico con un concreto piano di sensibilizzazione e di educazione, favorire informazioni accurate e tempestive sui possibili effetti di un oggetto potenzialmente pericoloso e quali passi attuabili si possano prendere.
- Come migliorare l’informazione verso il pubblico riguardo ai NEO e a qualsiasi altro oggetto pericoloso per la Terra, al fine di evitare la disinformazione.
- Quali iniziative possano essere prese per sviluppare un piano di sensibilizzazione e di educazione, quella che offre informazioni accurate e tempestive sui possibili effetti di oggetti potenzialmente pericolosi.

La World Foundation ha un interesse di lunga data in merito a mantenere un occhio vigile sui NEO, così come la creazione di una strategia di Difesa Planetaria. Le conseguenze derivanti da uno di questi oggetti in relazione alla Terra dipende dalla sua dimensione e dalla sua traiettoria. I danni possono variare, dalla distruzione di un’area delle dimensioni di una città, alla creazione di tsunami, alla distruzione totale. “L’istituzione di una strategia di difesa planetaria comprende una serie di componenti; trovare gli oggetti potenzialmente pericolosi, prevedere le loro posizioni future, e fornire avvisi circa gli impatti futuri con la Terra”, ha dichiarato il Dr. Ray Williamson, direttore esecutivo del World Foundation Secure. Inoltre, una strategia di difesa planetaria comprende anche missioni che possano deviare asteroidi modificando la loro orbita, nonché la preparazione e la gestione delle catastrofi, formando un piano di mitigazione e recupero per contrastare le conseguenze. La necessità di un IAWN era stato identificato da un invito ad una risposta globale, un rapporto preparato da un gruppo di esperti convocato dalla Associazione di esploratori spaziali (ASE) per aiutare il lavoro del team delle Nazioni Unite su questi corpi, che è stata fondata nel 2001.

Fonte estera: http://www.spacedaily.com
Fonte italiana: http://www.meteoweb.eu

 

 

Nel corso dell'ultimo anno e mezzo, dopo caduta del meteorite a Chelyabinsk, la comunità mondiale ha compiuto passi concreti per combattere la minaccia asteroidi. Il Comitato delle Nazioni Unite per l'uso dello spazio esterno a scopi pacifici (COPUOS) ha raccomandato la creazione di una rete internazionale di avvertimento sulla presenza di asteroidi (International Asteroid Warning Network, IAWN).

In una recente riunione del Comitato di Vienna, nel considerare la questione, la delegazione russa ha proposto di creare uno spazio d'informazione unico con un centro di controllo presso le Nazioni Unite.

Il modello del Centro è stato presentato nella relazione di Boris Shustov direttore dell'Istituto di Astronomia dell'Accademia Russa delle Scienze. Tale organo può avere base a Vienna. Potrebbero essere elaborate le informazioni di tutti i corpi celesti potenzialmente pericolosi e i detriti spaziali. Se l'oggetto è destinato a cadere a terra si potrebbero calcolare il luogo dell'incidente e i rischi potenziali che sarebbero poi notificati alle autorità delle rispettive regioni.

Oltre a tale organismo, la rete IAWN avrà mezzi attuali e futuri di osservazione del cielo in diversi Paesi. Il reale contributo della Russia allo sforzo globale potrebbe essere dato dall'attuale sistema di telescopi robot dell’MGU (Università Statale di Mosca). Il gruppo è composto da telescopi di 40 centimetri estesi da Kislovodsk sino all'Estremo Oriente, ed è una squadra capace di vedere un punto desiderato del cielo via Internet. Il sistema stesso è costruito per uno scopo diverso, ma con esso sono stati scoperti anche asteroidi. Il professor Vladimir Lipunov dell’MGU, responsabile del progetto, ha dichiarato:

"I nostri piccoli telescopi sono progettati per la ricerca di base. Per risolvere i problemi legati alla pericolosità degli asteroidi, è necessario avere telescopi più grandi. Se si vuole avvertire la popolazione 24 ore prima, il Maser è sufficiente. Ma la prevenzione sarebbe migliore se fosse di più giorni. Per questo è necessario un telescopio da un metro."

Dopo l'adesione della Crimea alla Russia, si può utilizzare l’osservatorio di Crimea con il grande telescopio del diametro di 2,6 m, che sarà collegato al monitoraggio del programma asteroidi russo. L'Istituto di Astronomia ha già individuato l'importanza di questo impianto ai fini di un monitoraggio complessivo, come rileva il capo del dipartimento di astrometria spaziale Lydia Rykhlova:

"Abbiamo bisogno di almeno due telescopi grandangolari che opereranno principalmente su questo programma. Ora abbiamo la Crimea. Ma ce ne serve un altro più vicino all’Estremo Oriente. È inoltre necessario aggiornare i telescopi. Perché una cosa è trovare, ma altra è mantenere la traccia. Se abbiamo le coordinate dell'oggetto che deve essere osservato, i piccoli telescopi possono anche trattarlo, anche se non può essere un servizio. E senza base spaziale la lunga rilevazione dell’avvicinamento alla Terra di oggetti pericolosi non funzionerà. Necessitiamo almeno di telescopi in orbita geostazionaria. La componente spaziale di Roskosmos può fare la differenza."

Per creare un servizio internazionale unitario sugli asteroidi occorre risolvere molti problemi, non solo tecnici e finanziari. Bisogna unire le squadre di diversi Paesi e le agenzie che hanno osservatori ottici. Non solo astronomi, ma anche l'esplorazione dello spazio con risorse militari. Molto diversi sono i linguaggi informatici di controllo dei telescopi e i programmi di elaborazione dei dati. Quindi, non si può fare a meno della standardizzazione. Esempi di interazioni di successo sono: il comando Air Force degli Stati Uniti che ha fornito agli scienziati i propri telescopi in New Mexico per il progetto LINEAR (Lincoln Near-Earth Asteroid Research), e con esso nel periodo 1998-2005 sono stati scoperti quasi 3000 nuovi corpi celesti nello spazio vicino alla Terra. Le osservazioni di asteroidi, anche se non regolari, vengono condotte nelle Hawaii, presso l'isola di Diego Garcia nell'Oceano Indiano, in Australia, in Arizona, presso l’osservatorio astronomico del monte Palomar. Ci sono reti robotiche. Oltre al MASER russo, è funzionante il progetto IONI (Network International Scientific Optical, ISON) con 30 telescopi di 10 Paesi. Attualmente non esiste un sistema internazionali di catalogo delle informazioni ed i dati degli oggetti sono ricevuti dal Minor Planet Center di Cambridge (Massachusetts).

A Vienna la rete internazionale di asteroidi IAWN di allarme sta diventando una realtà. Sarà creata e diventerà operativa entro 10 anni. Questo servizio di gruppo studierà le modalità per rendere inoffensivi gli asteroidi pericolosi per la Terra. Come si suol dire, "il dado è tratto".

/s

Fonte: http://italian.ruvr.ru

 

 

Il nuovo progetto sarà in grado di individuare asteroidi di dimensioni superiori ai cinquanta metri alla distanza di un’unità astronomica, ovvero la distanza tra la Terra e il sole (Foto: Alamy / Legion media)

L’Istituto astronomico dell’Accademia delle scienze russa e la Cometa Corporation hanno iniziato a svolgere alcune ricerche scientifiche volte a creare un sistema in grado di intercettare e monitorare asteroidi e comete pericolosi. L’iniziativa prevede la costruzione di un telescopio e dell’osservatorio spaziale di Nebosvod, che sarà in grado di individuare asteroidi di dimensioni superiori ai cinquanta metri alla distanza di un’unità astronomica, ovvero la distanza tra la Terra e il sole. Il sistema consentirà di proteggere la Terra dai corpi celesti come la meteorite di Chelyabinsk. Boris Shustov, direttore dell’Istituto astronomico Ras, ha parlato con Rbth delle particolarità del progetto.

A che punto è il sistema che proteggerà la Terra dai corpi celesti?
"La Cometa Corporation, in collaborazione con l’istituto astronomico Ras e l’Istituto astronomico Sternberg dell’Università statale di Mosca stanno sviluppando il progetto. I documenti relativi al progetto “Concetti per un sistema nazionale di risposta alle minacce spaziali” sono già stati preparati, ma per poter passare alla fase di realizzazione abbiamo bisogno di finanziamenti ingenti da parte del governo. È importante creare un servizio efficace che garantisca il monitoraggio costante e sia in grado di individuare con anticipo i corpi celesti pericolosi. Il ministero delle Situazioni di emergenza si sta attivamente interessando a questa iniziativa. È da anni che la ricerca scientifica conduce ricerche allo scopo di sviluppare i principi e i modelli necessari per creare un centro in grado di far fronte agli asteroidi e ad altre minacce provenienti dallo spazio".

Il nuovo sistema si concentrerà esclusivamente sugli asteroidi che minacciano il territorio russo?
"Gli asteroidi e le comete sono “apolitici” e possono cadere su qualsiasi Paese. Ecco perché ogni sistema nazionale deve essere integrato all’interno di un sistema mondiale. Tale sistema è in fase di realizzazione. Si chiama Rete internazionale di allerta asteroidi (Iawn). Io rappresento la Russia presso il comitato di coordinamento di questo sistema".

Entro quando la Russia potrà unirsi al Iawn?
"Ogni Paese deve contribuire alla cooperazione. Alcuni dei nostri osservatori partecipano alla rete Centro pianeti minori, che si trova negli Usa, è finanziata dalla Nasa e lavora sotto l’egida dell’Unione internazionale astronomica. Tuttavia, ci piacerebbe cooperare con il nostro centro nazionale a livello internazionale. L’osservatorio di Nebosvod, con il suo nuovo, potente telescopio, sarà in grado di svolgere l’attività di tutti gli osservatori attualmente in funzione in Russia, e diventare quindi il centro nazionale".

Quali sono i telescopi russi che attualmente “vegliano sulla Terra”?
"Con il patrocinio dell’Agenzia federale per lo spazio, la Russia sta mettendo a punto una rete in grado di monitorare i “rifiuti spaziali”, ovvero quegli oggetti industriali che rappresentano una minaccia quotidiana all’attività spaziale. I piccoli telescopi dal diametro pari o inferiore a mezzo metro scrutano il cielo in cerca di asteroidi e comete pericolosi. Un grande telescopio specializzato e montato a terra sta per essere completato: è destinato a un osservatorio della Siberia, nei pressi di Irkutsk, e ci auguriamo che possa vedere le sue prime stelle l’anno prossimo. Ma non basterà. Per poter efficacemente intercettare le minacce abbiamo bisogno di un telescopio costoso e dell’osservatorio di Nebosvod".

Fonte: http://it.rbth.com

 

 

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