ROMA – Scoperto un asteroide che sfida il Sole: è il corpo celeste più vicino mai osservato intorno alla nostra stella. La sua orbita è più ravvicinata rispetto a quella di Venere, il secondo pianeta più interno del Sistema Solare. È quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Publications of the Astronomical Society of the Pacific da un gruppo del California Institute of Technology (Caltech) americano, coordinato dall’astronomo Quanzhi Ye. Chiamato 2019 AQ3, l’asteroide è stato osservato per la prima volta il 4 gennaio e, secondo i primi calcoli degli astronomi, impiega solo 165 giorni a compiere un’orbita completa intorno al Sole, contro i 225 di Venere. La scoperta è stata fatta dall’Osservatorio Palomar del Caltech, nell’ambito del progetto di sorveglianza degli oggetti in transito vicino al Sole Zwicky Transient Facility. Il numero limitato di osservazioni non permette ancora di stabilire con esattezza le sue dimensioni, che potrebbero essere di circa 1,6 chilometri di diametro. Secondo gli astronomi del Caltech, l’orbita di questo asteroide, che non rappresenta al momento una minaccia per la Terra, è diversa da quella di altri corpi simili finora noti, come quelli che provengono dalla nube di Oort, culla di comete e asteroidi ai confini del Sistema Solare. Per Quanzhi Ye, “l’orbita dell’asteroide vicinissimo al Sole attraversa dall’alto al basso il piano orbitale del nostro sistema planetario. Abbiamo trovato un oggetto straordinario, che ci fa pensare – ha concluso – che potrebbero esserci molti altri asteroidi come questo ancora sconosciuti nel Sistema Solare”.

Fonte: https://www.blitzquotidiano.it




Fig. 1 Asteroide 2019 AQ3 tipo Atira con orbita interna a quella terrestre.




Fig. 2 – L'asteroide 2019 AQ3 ripreso da Giorgio Baj.




Fig. 3 - L'asteroide di tipo Atira confermato da Luca Buzzi.



Il numero totale di asteroidi NEO scoperti si avvicina alla soglia dei 20.000 oggetti e questo grazie all’efficienza delle survey moderne (Catalina e Pan-STARRS in testa) che ogni anno scoprono circa 1900 nuovi NEOs. I NEOs si dividono in alcune categorie a seconda delle caratteristiche della loro orbita: le principali sono gli Aten, gli Apollo e gli Amor, ma c’è una categoria molto particolare chiamata Atira, o Apohele, che hanno un’orbita completamente interna a quella della Terra. Hanno cioè l’afelio che è situato entro 0,983 UA dal Sole (il perielio terrestre); ad oggi ne sono conosciuti solo 19 perché sono a bassa elongazione solare e quindi difficili da scoprire. Uno di questi “Atira” è stato scoperto il 4 gennaio dalla Zwicky Transient Facility che utilizza la Schmidt da 1.2-m di Monte Palomar. Non appena l’asteroide è entrato nella NEO Confirmation Page del Minor Planet Center la sezione asteroidi UAI si è subito attivata per la conferma, vista anche la particolarità della scoperta. Si trattava di un asteroide relativamente brillante (mag. 19) ma con un’elongazione dal Sole di appena 46 gradi. Andava quindi osservato immediatamente in prima serata. La sera dell’Epifania il Minor Planet Center ha pubblicato la circolare MPEC 2019-A88 che contiene le posizioni astrometriche di 2019 AQ3 che ne hanno permesso la scoperta e la conferma. E’ molto importante precisare che, dei 4 osservatori che lo hanno confermato, tre sono astrofili italiani: M57 Observatory, Saltrio (Giorgio Baj, codice K38), Schiaparelli Observatory, Varese (Luca Buzzi, codice 204) e Sormano Observatory (P. Sicoli et al., codice 587). A questi si aggiunge anche l’Osservatorio di San Marcello Pistoiese, che l’ha osservato la sera successiva. Questo la dice lunga sull’importanza della nostra attività in questo campo: gli astrofili italiani sono presenti in moltissime conferme, ed in questo siamo davvero leader in campo internazionale. Sempre il 7 gennaio l’MPC pubblica la circolare MPEC 2019-A97 che contiene delle osservazioni di prediscovery effettuate da Pan-STARRS che risalgono ad ottobre 2015. Grazie a queste osservazioni l’orbita dell’asteroide è ben consolidata, e non c’è rischio di perderlo. 2019 AQ3 è l’asteroide che attualmente ha la minor distanza afelica, appena 0.774 UA (Venere ha un afelio di 0,728 UA) ed il minor semiasse maggiore, appena 0,589 UA. Il suo periodo orbitale è di appena 165 giorni, il più breve conosciuto. Con un diametro stimato in circa 1,2 km, è anche il terzo più grande della categoria degli Atira, ed uno dei circa 900 NEOs più grandi di 1 km .

Fonte: https://www.uai.it

Approfondimenti presso: https://www.astronomia.com




 

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