La guerra dei mondi.
Ciò che poteva apparire come la narrazione dal vivo di un vero e proprio attacco alla terra da parte dei marziani, non era altro che un episodio della serie The Mercury Theatre on The Air. The Mercury Theatre era la compagnia teatrale del giovanissimo Orson Welles e verso la fine degli anni Trenta la CBS ne capì il potenziale narrativo e la trasformò in un anni programma radiofonico. In ogni puntata Welles trasmetteva insieme alla sua compagnia la riduzione di un libro famoso. Non poteva esserci un’occasione più adatta – se non la vigilia di Halloween – per mettere in scena un episodio tratto dal celebre romanzo di fantascienza di Herbert George Wells: La guerra dei Mondi. Il libro di H.G.Wells è ambientato nell’Inghilterra di fine Ottocento e racconta la storia di una civiltà marziana che, raggiunta la Terra a bordo di una navicella fiammeggiante, si lancia alla conquista del pianeta. Nonostante la schiacciante superiorità degli alieni, nel romanzo alla fine gli umani riescono a spuntarla grazie all’inaspettato aiuto dei batteri, che prima infettano e poi uccidono i marziani.



La locandina di "La Guerra dei mondi" di Byron Haskin, nel 1953.



Il copione per la radio.
Orson Welles, che desiderava sempre sperimentare nuove forme di recitazione, non voleva però una lettura pagina dopo pagina de La guerra dei mondi. L’attore voleva proporre al pubblico qualcosa di totalmente innovativo e fu colto dall’intuizione di raccontare il libro usando lo stile della radiocronaca, come se l’evento stesse accadendo davvero. «Il programma sarebbe stato trasmesso in forma drammatica in modo da sembrare un vero e proprio evento che si stesse svolgendo esattamente in quel preciso istante. Non doveva sembrare un semplice gioco radiofonico. Andava seguito lo stesso metodo utilizzato durante la puntata del programma della BBC Broadcasting the Barricades, quando nel 1926, Ronald Knox diede la falsa notizia che fosse in corso una rivolta per le strade di Londra», spiegò anni più tardi Welles. Dopo alcune bozze, l’attore curò personalmente il riadattamento finale del romanzo nei limiti del possibile, utilizzò nomi di persone e posti realmente esistenti. Le musiche egli effetti sonori erano invece affidati a Bernard Herrmann.



Orson Welles durante la trasmissione de "La guerra dei mondi".

 

La messa in onda.
Quella sera sulla CBS stava suonando dal vivo Ramon Raquello and His Orchestra. Poco prima della venti il concerto venne interrotto bruscamente dalla voce di uno speaker del telegiornale, che annunciava che alcuni astronomi di un osservatorio vicino Chicago avevano notato strane esplosioni di gas sul pianeta Marte. La notizia era piuttosto inquietante, ma la musica di Ramon Raquello, non appena lo speaker – in realtà un attore –  finì di parlare, riprese a suonare. Pochi secondi ed ecco di nuovo un’altra interruzione. Gli ascoltatori, stavolta, udirono un professore di Princeton (interpretato da Orson Welles), tale Richard Pierson, rispondere ad alcune domande. Pierson, nel corso dell’intervista, avanzò una serie di teorie riguardo la presenza di vita su Marte. Il pianeta, secondo lui, era abitato da una civiltà tecnologicamente più avanzata di quella terrestre. Un attimo dopo, un’altra interruzione. Questa volta la voce dello speaker era molto più allarmata. Raccontava di un esplosione avvenuta a Grover’s Mill nel New Jersey. Una truppe della CBS, recatasi sul posto, cominciò a raccontare quanto stesse accadendo. Quell’esplosione, secondo l’inviato Carl Phillips (personaggio di pura fantasia), non era stata causata da un meteorite proveniente dallo Spazio, quanto piuttosto da una sorta di razzo. Improvvisamente, da quella coltre di fumo e polvere, Carl Phillips disse di scorgere due dischi luminosi molto simili a due occhi. Un essere gigantesco stava venendo fuori dall’oscurità e d’un tratto la folla, che si era radunata tutt’attorno, cominciò a gridare e a fuggire. La macchina aprì il fuoco e con una sorta di raggio luminoso incenerì un gruppo di malcapitati spettatori. Il caos fu totale. Il pubblico, che in quel momento era all’ascolto, sentiva provenire dalla radio urla, spari, esplosioni e persone che chiedevano aiuto. Sulla CBS era in corso una vera e propria guerra di resistenza dell’esercito degli Stati Uniti contro le macchine aliene. Subito dopo l’intervento del Ministro degli Interni, un giornalista, sul tetto del grattacielo della CBS, disse che New York era totalmente in balia delle forze marziane. La folla correva in cerca di un qualche riparo e tutt’attorno era morte e distruzione. La comunicazione si interruppe nuovamente. Quando riprese si sentì la voce di un uomo, in preda al panico e terrorizzato, esclamare: «Isn’t there anyone on the air? Isn’t there anyone on the air? Isn’t there… anyone?». Pochi attimi dopo giunse la voce dell’annunciatore Dan Seymour che disse: «State ascoltando una presentazione della CBS di Orson Welles e il Mercury Theatre on The Air, in una drammatizzazione originale di La guerra dei mondi di H.G.Welles. Lo spettacolo continuerà dopo una breve pausa». Dopo la pausa, Orson Welles raccontò la fine del romanzo e quindi la morte degli alieni sterminati dai batteri. La trasmissione finì con il mistero svelato: quello che sembrava il resoconto dettagliato in un attacco alla Terra, in realtà non era altro che una colossale messa in scena. Un’opera di finzione ideata da un giovane attore teatrale, alle prime armi con la radio ma estremamente talentuoso.



Un' illustrazione di un Tripode marziano.



Il panico degli ascoltatori.
Quello che, a detta di Welles, sarebbe dovuta essere una puntata piuttosto noiosa del programma fece piombare nella paura i quasi sei milioni di spettatori che, al momento della diretta, erano in ascolto sul canale della CBS. Migliaia di telefonate giunsero ai vari dipartimenti di polizia e al centralino del canale radio. La gente era letteralmente impazzita. La forza della suggestione fu tale che molte persone uscirono di casa a Grover’s Mill, armate di pistole e fucili, pronte a combattere contro gli alieni. Testimonianze raccontano di alcuni esaltati che in aperta campagna, spararono contro una cisterna d’acqua credendo che fosse un tripode marziano. Riportare la popolazione alla tranquillità non fu affatto facile e le autorità impiegarono diverse ore prima di riuscirci. Welles si rese conto del putiferio che aveva innescato solo il giorno dopo, quando lesse i quotidiani. L’incredibile riadattamento de La guerra dei mondi fece accendere tutti i riflettori sopra di lui. La casa di produzione cinematografica RKO, accortasi del geniale talento di Welles, decise di proporgli un contratto per la realizzazione di tre film a Hollywood. Non fu un caso che l’attore, riferendosi in seguito a quanto accadde quella sera del 30 ottobre del 1938,  dichiarò: «Per quello che abbiamo fatto sarei dovuto finire in galera, ma al contrario, sono finito a Hollywood».

Scritto da Alessandro Boccia

Fonte: http://www.flyorbitnews.com

 

I quotidiani del giorno dopo la trasmissione de "La Guerra dei Mondi".




 

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