Londra, 20 mag – Philip Cross è un utente Wikipedia, come migliaia di altri. Solo molto più attivo. Circa 133.612 modifiche all’interno dell’enciclopedia online sono a suo nome; in particolare dal 2013 al 2018 ha avuto 1721 giorni in cui ha operato, senza saltare una singola giornata. Niente feste civili o religiose.

 



Con una media di 30 modifiche al giorno è evidente che ci troviamo di fronte ad un membro molto legato ai valori della comunità Wiki; con una enorme cultura e parecchio tempo libero. Anche troppo. Possiamo avanzare un’altra ipotesi, soprattutto alla luce del tipo di modifiche e interventi fatti da questo utente: diciamo che è più probabile si tratti di nome collettivo, legato ad una identità fittizia o anche reale, ma all’interno di una operazione di Psy-Ops o propaganda.

Lo si può affermare con ragionevole certezza osservando i bersagli di questa attività: ognuna delle migliaia di modifiche mira a colpire soprattutto giornalisti o politici occidentali che muovano critiche all’interventismo occidentale in politica estera e/o tutelare da critiche ed accuse personaggi, al contrario, legati al mondo della politica e del giornalismo mainstream.

Una figura come George Galloway (ex parlamentare del partito laburista, espulso ed ora critico da sinistra del labour party) ha subito circa 1800 modifiche; tutte con fini diffamatori o miranti a minarne la credibilità. Un numero impressionante.

Nei confronti di altri laburisti “Philip Cross” si è mostrato molto più gentile, ad esempio, dalla pagina di Ruth Smeeth (parlamentare laburista notoriamente filo israeliana) ha eliminato il riferimento al cablogramma diplomatico Usa pubblicato da Wikileaks che la identificava come “fonte sicura del dipartimento di Stato Usa all’interno del Labour Party”.

In breve le posizioni difese da Philip Cross sembrano ricalcare la linea del cosidetto “new labour” ovvero il percorso impresso alla sinistra inglese da Blair e caratterizzato da scelte in politica estera interventiste, filo-Usa, filo-israeliane, un periodo del partito che il più sinistroso Corbyn ha definito “morto e sepolto” ma che evidentemente ha ancora influenza ai vertici della società inglese.

Chi c’è dietro Philip Cross dunque? Craig Murray, un giornalista investigativo (a sua volta bersaglio di Cross), avanza l’ipotesi che ci sia un legame con Oliver Kamm: importante giornalista, esponente di spicco del “new labour” e amico di Blair; pare vi sia una correlazione tra chi si scontra con Kamm e chi si trova bersaglio di Cross. L’ipotesi in realtà non è peregrina e attorno alla cricca di Blair effettivamente possiamo trovare sia pezzi grossi del mondo dell’intelligence occidentale, sia uomini provenienti dalla società civile che avrebbero le competenze per costruire “Philip Cross”, d’altra parte lo stesso fondatore di Wikipedia Jimmy Wales è sposato con l’ex segretaria di Blair (stando alla sua biografia su Wikipedia).

Tuttavia sopra ad un certo livello è poco rilevante ricostruire esattamente chi c’è dietro e relativamente impossibile; quel che è davvero importante, in questa epoca di allarmi per le fake news e per pochi account russi che parrebbero influenzare le elezioni con inserzioni da 35 dollari, è che finalmente gli indizi che qualcuno abbia perpetrato per anni operazioni di disinformazione verso il pubblico occidentale ci sono e che tutto taccia perchè forse, ancora una volta, ci dovremmo difendere proprio da chi ci dovrebbe difendere.

Guido Taietti

Fonte: https://www.ilprimatonazionale.it

 

 

 

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