Melodie monotone, lunghissime, ma per questo utili a conciliare il sonno nelle notti d’estate, quando la calura non fa riposare. Era il mio passatempo preferito già da quando possedevo solo una piccola radiolina vinta in un concorso a premi. L’ascolto della banda Am - e delle onde corte poi - mi ha sempre affascinato perché ha in se qualcosa di misterioso, suoni, non solo musica, che non sai da dove vengono, cosa significano.

 

 

Solo successivamente ho saputo che in queste bande operano sì radio pubbliche e private, che riescono ad arrivare da paesi lontani, ma anche pirati e le cosiddette utility, emittenti di servizio che trasmettono comunicazioni spesso intelligibili per le riceventi non dotate di particolari dispositivi. Si tratta di comunicazioni fra navi e aerei con stazioni costiere, fra ambasciate e i loro stati, o fra servizi segreti impegnati in attività di controllo. Le onde medie e soprattutto quelle corte sono sicuramente un mondo che riserva molte sorprese se si ha la pazienza di stare ad ascoltare, anche senza avere particolari apparecchi, dal momento che le comuni radio hanno spesso, oltre la banda Fm e Am, anche quella Sw, la ‘short wave’.

I pirati usano generalmente le onde corte, sia perché con potenze anche basse in buone condizioni di tempo si possono raggiungere distanze considerevoli, sia perché localizzare il segnale è più difficile e lungo rispetto a ciò che accade con la modulazione di frequenza. Per contro i trasmettitori sono molto difficili da costruire (si utilizzano di solito apparecchi per radioamatori modificati) e le antenne piuttosto voluminose. Non è possibile inoltre trasmettere da casa a meno che non si abiti in campagna: le trasmissioni in onde corte creano forti disturbi a televisori e telefoni nelle vicinanze.

Spesso per non essere scoperti i pirati si incamminano con l’attrezzatura e i programmi già registrati in aperta campagna, qui montano tutto, avviano le trasmissioni e vanno via ritornando dopo un po’ per smontare e spostarsi in un altro luogo. Sempre che le autorità non siano riuscite nel frattempo a individuare il luogo delle emissioni fuori legge, ma a quel punto si saranno persi soltanto gli strumenti.

Dei veri e propri miti sono le radio off-shore che trasmettevano da navi mercantili in disuso, riadattate ed ormeggiate in acque internazionali intorno alla penisola inglese. Di queste radio abbiamo parlato con nelle due interviste presenti nel sito con Federico l’Olandese Volante, che è stato uno dei dj di Radio Veronica, e Andrea Borgnino, riuscito a mettere piede sulla nave che ospita Radio Caroline.

Fonte: http://www.uniurb.it

 

 

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