Un ragno su un seme di dente di leone.

 

Le capacità di spostamento di ragni sono ben note e alcune sono davvero particolari. Alcune specie, infatti, possono spostarsi anche per migliaia di chilometri rilasciando scie di seta, atto grazie al quale riescono a sospingersi verso l’alto e dunque a sfruttare i movimenti del vento, un po’ come si fa con una mongolfiera. Si tratta di un fenomeno noto ma una nuova ricerca, condotta da un gruppo di biologi dell’Università di Bristol, ha inteso comprendere come fanno alcune specie di ragni a sfruttare questo fenomeno anche con cielo nuvoloso e addirittura anche in condizioni di pioggia oppure in assenza di vento.

Secondo Erica Morley, esperta in biofisica sensoriale e una delle autrici dello studio apparso su Current Biology, i ragni utilizzano molti fili di seta i quali si allargano formando una sorta di ventaglio. Secondo la ricercatrice deve esserci una forza elettrostatica respingente. I ragni, dunque, non utilizzano solo il vento per prendere il volo ma usano anche il cosiddetto Atmospheric Potential Gradient (APG), una sorta di circuito elettrico globale, sempre presente nell’atmosfera.

Questi campi elettrici vengono infatti rilevati e sfruttati dai ragni (ma anche da altri insetti, come ad esempio i bombi) con la seta, di per sé un’efficace isolante elettrico. Attivando e disattivando questo campo elettrico i ragni riescono a muoversi verso l’altro pure verso il basso, dunque disperdendosi nell’aria anche in assenza di vento.

 

Fonte e link: https://notiziescientifiche.it

 

 

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