E’ una domanda vecchia come l’uomo: gli animali sono in grado di prevedere i terremoti? Adesso la risposta è sì, scientificamente accertata. Almeno nel caso dei rospi e del terremoto de L’Aquila del 6 aprile.

 

Una ricercatrice inglese stava conducendo uno studio sui rospi in zona proprio in quei giorni. Ad un certo punto è rimasta di sasso: i rospi erano spariti. Tutti. E poi è avvenuta la catastrofe.

Il comportamento dei rospi aquilani nei giorni del terremoto è stato descritto su un articolo pubblicato ieri dal Journal of Zoology a firma della ricercatrice Rachel Grant della Open University di Milton Keynes. Il testo completo è disponibile solo a pagamento, ma il testo è stato ripreso da diversi siti fra cui il blog della prestigiosa rivista scientifica Nature.

Rachel Grant da quattro anni studia la riproduzione degli anfibi in relazione al ciclo lunare. L’anno scorso, insieme al suo assistente, osservava i rospi (Bufo bufo per gli zoologi) accanto a un laghetto ad una settantina di chilometri dall’epicentro del sisma, nel periodo compreso fra la luna di marzo e quella di aprile.

Quella, per i rospi, è stagione di amori. I rospi maschi abitualmente stanno nei siti di accoppiamento fino a fecondazione avvenuta. Quattro giorni prima del terremoto, Rachel Grant è rimasta di sasso: i rospi erano spariti. O almeno, era sparito il 96% dei maschi. Il giorno successivo gli accoppiamenti dei rospi cessarono completamente.

La ricercatrice non riusciva a spiegarsi, non riusciva a capire. E poi, il 6 aprile, ci fu la scossa che distrusse L’Aquila e costò la vita a circa 300 persone. Nei giorni successivi i rospi tornarono al laghetto degli amori.

Avevano “sentito” l’avvicinarsi del sisma, non ci sono altre possibilità. Ma come se ne erano accorti? Non si sa. Gli studiosi sospettano che abbiano avvertito perturbazioni pre-sismiche nella ionosfera.

In ogni caso, finora le associazioni fra il comportamento degli animali e i terremoti erano sempre avvenute a posteriori. Cioè: prima si verifica il terremoto, e poi cominciano a girare storie di cani che ululavano, di gatti inquieti, di galline starnazzanti nottetempo. Chi non le ha sentite?

A L’Aquila invece è stato scientificamente osservato il comportamento degli animali prima, durante e dopo il terremoto. E’ proprio vero: i rospi “sapevano” in anticipo. Chissà se un giorno il loro comportamento potrà essere utilizzato per salvare vite umane.

Fonte: http://www.blogeko.it

 

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