In Francia il 1952 si chiuse con un evento stupefacente: l'atterraggio di un UFO all'aeroporto di Marignane.

 

 

L'aereoporto in questione, sovrastato da una normale nuvola.

Fu il doganiere Gabriel Gachignard ad osservare l'ordigno posarsi al suolo e quindi ripartire dopo una brevissima sosta. "Verso le due del mattino del 27 ottobre - raccontò Gachignard - mi trovavo su una terrazza della dogana dell'aeroscalo. Il corriere postale Nizza-Parigi era appena decollato quando,all'improvviso, alla mia sinistra, scorsi una piccola luce che sembrava avvicinarsi sorvolando la pista. Non era molto forte, ma ben visibile e nitida, ed ebbi l'impressione che procedesse a circa 250 chilometri orari. Dapprima pensai si trattasse di una stella cadente e di essermi sbagliato nella valutazione della distanza e della velocità. La luce - proseguì il doganiere - si abbassò sino ad una decina di metri al di sopra di una costruzione che si trova a circa un chilometro, al margine della pista. La traiettoria dell' oggetto era assolutamente rettilinea, senza oscillazioni. Poi mi passò davanti ed allora compresi che non si trattava di una stella cadente, ma di qualche cosa di completamente diverso. Dopo avermi oltrepassato, la luce giunse allivello del suolo e improvvisamente si fermò, passando dai circa 250 chilometri orari all'immobilità completa. Nel momento preciso in cui l'oggetto si posò sulla pista, a circa 100 metri di distanza, udii un rumore sordo, come soffocato; il rumore di un oggetto pesante che viene deposto al suolo. Era il primo suono che sentivo perché tutto si era svolto in assoluto silenzio. Non poteva trattarsi di un aeroplano, poiché non aveva rallentato né rullato al suolo, e neppure di una luce, perché aveva emesso rumore: era qualcosa di materiale. Ero enormemente incuriosito e cominciai ad avvicinarmi". L'oggetto, che "spiccava sulla massa più chiara del fabbricato della Stazione Meteorologica", secondo la descrizione di Gachignard era a forma di palla da rugby, di un metro per cinque. Mentre la parte inferiore del velivolo rimaneva in ombra, quella superiore emetteva luce "da quattro portelli quadrati di 20 o 30 centimetri per lato, disposti su una linea che seguiva la curvatura superiore. Dietro ai portelli palpitava una luce strana, né stabile, né fissa, ma blanda, pallida, quasi lattiginosa. Avevo l'impressione che qualcosa passasse e ripassasse dietro a quella specie di finestre. Quando mi trovai ad una distanza di circa 50 metri dall' oggetto vidi uscire delle scintille dalla punta posteriore, o forse si trattava di un fascio di piccolissime particelle bianche e scintillanti. Questo getto, che fu accompagnato da un crepitio simile a quello dei fuochi d'artificio, ebbe la durata di un attimo, poi, improvvisamente, il sigaro decollò con una tale forza che mi fece indietreggiare di cinque o sei passi. Non ci fu spostamento d'aria, né un soffio di vento, né depressione. Apparentemente, l'oggetto decollò non con un' accelerazione progressiva, ma con un passaggio istantaneo ad una velocità spaventosa, impossibile a valutarsi". Dopo alcuni istanti, lasciandosi dietro una scia di particelle bianche, l'UFO, allontanandosi sopra lo stagno di Berre, scomparve nella notte.

Fonte: http://misteroufo.blogspot.it

 


 

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