Nell''anno 1954, e nel periodo 1973/1974-1978 ci fu una vera e propria invasione di UFO che interessò tutto il pianeta. Si trattò di ondate dalle proporzioni bibliche, in cui astronavi aliene sorvolavano zone abitate appositamente per farsi vedere, comprese le grandi città, spesso atterravano ed interagivano in ogni modo con le persone. Tutto ciò è qualcosa di unico nella storia, che si è verificato solo ed unicamente in quegli anni.
È evidente che si è trattato di un comportamento da parte degli alieni volto a dare un chiaro messaggio alle potenze terrestri, ed a condizionarle in talune decisioni o comportamenti. Ad originare le rappresaglie aliene in quelle tre occasione ci sono tre eventi di importanza storica nel rapporto segreto tra alieni ed autorità (gli USA). Sin dal luglio 1947, quando gli USA recuperarono un veicolo alieno caduto ed i suoi occupanti, tutto ciò che riguarda gli alieni è coperto dal più alto livello di segretezza possibile. Ciò vuol dire che è quasi impossibile venire a conoscenza di ciò che avviene nei rapporti tra USA e gli Alieni. Col passare dei decenni e con l'osservazione della realtà, si ha qualche informazione in tal senso, ma purtroppo è possibile spiegare solo una delle tre rappresaglie aliene di cui si sta parlando.

 



1954.
Si sa' per certo che l'incredibile ondata di UFO in tutto il mondo nel 1954 scattò in seguito al primo contatto ufficiale con gli alieni, ed alla conseguente decisione degli USA con scendere a patto con alcune specie aliene.
Secondo indiscrezioni, l'incontro avvenne la sera del 20 febbraio 1954 nella base californiana di Muroc Airfield (già base aerea di Edwards), dove il Presidente Eisenhower e dei rappresentanti delle istituzioni incontrarono una delegazione aliena che era atterrata con 5 UFO.
Per assicurarsi la tecnologia aliena e nel vano tentativo di limitare i crimini alieni, gli USA decisero di scendere a patti con una fazione "malvagia" degli alieni, nonostante la fazione "buona" degli alieni, avessero più volte contattato direttamente le autorità americane per non far instaurare i rapporti con la fazione "malvagia" degli alieni e per non acquisire tecnologia aliena. Inutile dire che tali avvertimenti sono stati ampiamente ignorati. Gli alieni "buoni" cercarono in tutti i modi di dissuadere eventuali accordi delle superpotenze con gli alieni "malvagi", anche mettendo in opera operazioni pubbliche, come le ondate di sorvoli di centri abitati (dette Flap) in cui si mostravano ad intere città del mondo.
Non a caso, a seguito del contatto ufficiale nel febbraio 1954, si verificarono una lunga serie di apparizioni ufologiche davvero rilevanti e certamente non casuali ma volute e volte a comunicare un messaggio ben preciso ai potenti della Terra: "non vogliamo che acquisiate tecnologia aliena e non vogliamo che stringiate accordi con quella specie aliena ingannatrice".
Solo per elencarne uno per tutti: il 27/10/1954 Firenze fu invasa da dischi volanti a forma di piatto e a forma del pianeta Saturno, che eseguivano (a coppie) varie manovre in cielo. La partita Fiorentina-Pistoiese fu sospesa quando il campo di calcio fu sorvolato da due dischi volanti. I dischi volanti lasciarono cadere sulla città una strana sostanza bianca simile alla lana e sfilacciata. Questa era la famosa “bambagia silicea” o “capelli d’angelo”, e grazie all’enorme quantitativo caduto, fu possibile analizzarla prima che si volatilizzasse: essa risultò composta di boro, calcio, magnesio, silicio e con la caratteristica che all’aria la sostanza “evaporasse”. Nello stesso anno ci furono anche contatti alieni ravvicinati con le persone comuni con caratteristiche sconcertanti, come nel caso della contadina di Arezzo che, mentre si recava in chiesa, fu fermata dagli dagli alieni e fu derubata dei fiori che portava in mano.
Nonostante oggi si abbiano molti più mezzi per fare avvistamenti, gli avvistamenti totali di uno degli ultimi anni corrispondono solo al 60% degli avvistamenti avvenuti nel 1954, in corrispondenza ad un picco caratteristico solo di quell'anno.

 


1973/1974.
Nel 1973 e nel 1974 si scatenò in tutto il mondo una vera e propria apocalisse ufologica, generando migliaia di avvistamenti in tutto il mondo, in cui gli UFO compivano manovre in zone dove potevano essere avvistati da molte persone: tale comportamento alieno era un monito per le autorità terrestri, relativamente a gravi accadimenti nei rapporti con gli alieni di cui noi siamo all'oscuro.
Si tratta di un'incredibile ondata di UFO superiore di circa il 27% rispetto all'eccezionale picco del 1954.
Nonostante oggi si abbiano maggiori mezzi per fare avvistamenti, gli avvistamenti totali di uno degli ultimi anni corrispondono solo al 39% degli avvistamenti avvenuti nel 1973 o nel 1974, in corrispondenza ad un picco caratteristico solo di quei due anni.

 


1978.
A partire dalla fine del 1977 e per tutto il 1978 si scatenò in tutto il mondo una vera e propria apocalisse ufologica, la più grande in assoluto durante tutta la storia umana, generando migliaia di avvistamenti in tutto il mondo, in cui gli UFO compivano manovre in zone dove potevano essere avvistati da molte persone: tale comportamento alieno era un monito per le autorità terrestri, relativamente a gravi accadimenti nei rapporti con gli alieni di cui noi siamo all'oscuro.
Si tratta di un'incredibile ondata di UFO superiore del 50% rispetto all'eccezionale picco del 1954.
Nonostante oggi si abbiano maggiori mezzi per fare avvistamenti, gli avvistamenti totali di uno degli ultimi anni corrispondono solo al 30% degli avvistamenti avvenuti nel 1978, in corrispondenza ad un picco caratteristico solo di quell'anno.

Per avere un idea di queste vere e proprie invasioni di UFO, è possibile vedere questi dati che ben evidenziato la situazione di quegli anni in Italia (che ben rispecchia la situazione anche degli altri Paesi):
http://www.cun-italia.net/avvistamenti/avvufo.html

 


Gli avvistamenti dell'ottobre 1954 in Italia.

È utile riportare in maggior dettaglio gli avvistamenti avvenuti nell'ottobre 1954 in Italia. Quello che segue è tratto da un articolo di Mauro Paoletti presente sul sito Edicolaweb.
Quello che avvenne in Italia nell’ottobre del 1954 fu qualcosa di eccezionale importanza.I giornali dell’epoca scrissero che nei nostri cieli "era come se un ipotetico Stato Maggiore dei dischi volanti avesse deciso di fare le sue grandi manovre a Firenze e in Toscana". Fu l'anno della grande ondata autunnale che interessò praticamente tutta la penisola e il tema ricorrente delle copertine della Domenica del Corriere e dei titoli del quotidiano La Nazione. Stando alle cronache si registrarono ripetuti avvistamenti di oggetti non identificati che transitavano "a coppie dalle forme diverse: di ala come bianchissimi gabbiani in volo, a goccia d’acqua, a cappello cinese; velocissimi a pochi secondi l’una dall’altra". La testimonianza più famosa è quella del giornalista Batini autore di un esauriente articolo su La Nazione, ma il quotidiano per giorni riportò una sequela di segnalazioni e relative ipotesi circa la natura del fenomeno.
Erano le 14,30 del 27 Ottobre 1954 alla redazione del giornale giunse la telefonata di uno studente di ingegneria, Alfredo Jacopozzi, che affermava di vedere, insieme ad altre persone, diversi dischi volanti nel cielo di Firenze. Oggetti visti anche dal giornalista salito, nel frattempo, sui tetti di via Ricasoli per osservare una "cosa" bianca, tonda, lucida, immobile. Ad un tratto tra l’oggetto e la cupola del duomo sfrecciò un altro "palloncino bianco", più veloce di un aereo; poi un altro "disco" e un altro ancora. Sei oggetti che lasciarono al loro passaggio degli strani "fiocchi" bianchi simile a bambagia. I telefoni impazzirono. Avvistamenti ovunque. Una voce concitata annunciava che a Sesto un disco si era aperto e diviso in tre parti; queste si erano dirette in tre direzioni diverse mentre "delle ragnatele lucenti cadevano lentamente al suolo" posandosi sui tetti, alberi, auto; ovunque. Poi avvenne la cosa più clamorosa il cui ricordo è ancora vivo nella mente dei numerosi testimoni che assisterono all’inconsueto fenomeno. Allo stadio Comunale si stava giocando la partita d’allenamento fra la Fiorentina e la Pistoiese. Fra i giocatori della Fiorentina ricordiamo Costagliola, Magnini, Cervato, Chiappella, Rosetta, Segato, Mariani, Gren, Virgili, Gratton, Bizzarri, Sarti, Capucci, Del Gratta, Scaramucci, Biagi, Orzan, Luna, Tassinari, Ghersetich, Buzzin, Vidal. Per la Pistoiese Vadi, Pierallini, Vettori, Caiumi, Tuci, Lomi, Balsimelli, Lenci Carpini, Vannucchi, Fossi. Sopra lo stadio volteggiarono due misteriosi oggetti volanti. La partita venne interrotta; i tifosi delle due squadre, stupefatti, alzarono gli occhi al cielo a guardare le evoluzioni degli oggetti; anche Ferruccio Valcareggi osservava la scena attonito insieme ai giocatori delle due squadre. Romolo Tuci, al tempo capitano della Pistoiese, racconta: "Era una bella giornata. A un certo punto ci accorgemmo che gli spettatori guardavano in aria. Venne spontaneo fermarsi anche per noi giocatori. Io vidi come dei piccoli anelli lontani, che cosa fossero non lo so davvero. Insomma, fra noi c'era chi li vedeva e chi no, e c'era anche chi non ci fece caso, credendo chissà a che cosa. Per quanto tempo rimase sospesa la partita, sinceramente non lo ricordo, sono passati cinquant'anni, come faccio a dire dieci minuti, o di più? Però guardavamo tutti in aria. Cinquant'anni fa, ci pensate?". Tutta la città si era fermata col naso in su ad osservare le evoluzioni degli oggetti. Non si trattò certamente di allucinazione collettiva; diecimila persone allo stadio, telefonate da ogni parte della città e da fuori città, Sesto, Peretola. Tutti a descrivere oggetti nel cielo e una strana nevicata di ragnatele.Il signor Jacopozzi e altre persone in sua compagnia guardarono gli oggetti con il binocolo e raccolsero la misteriosa bambagia. Dalle osservazioni sarebbe emerso che gli oggetti erano a forma di goccia di acqua, altri a forma di cappello da mandarino cinese; procedevano a velocità elevatissima avvitandosi nel procedere avanti e si producevano in complicate evoluzioni.La bambagia raccolta in una provetta di vetro sterile, appariva come un filo del baco da seta; luccicava e si dimostrava appiccicosa aderendo immediatamente al tubetto di vetro.Anche i giornalisti riuscirono a prendere della bambagia e insieme a quella dello studente venne analizzata dal professor Canneri Giovanni direttore dell’Istituto di Chimica Analitica dell’Università fiorentina, con l’aiuto del suo assistente professore Danilo Cozzi.Dall’esame microscopico e da quello spettrografico risultò che la sostanza raccolta a Sesto e Lungo l’Africo era una "sostanza a struttura fibrosa, notevole resistenza meccanica alla trazione e alla torsione. Al riscaldamento imbruniva lasciando un residuo fusibile e trasparente. Il residuo fusibile spettrograficamente mostrava contenere prevalentemente: Boro, Silicio, Calcio e Magnesio. Sostanza a struttura macromolecolare probabilmente filiforme. In linea puramente ipotetica, la sostanza esaminata nella scala microchimica poteva essere un vetro borosilicico". Secondo il professore poteva essere fabbricata insufflando aria ad altissima velocità su una massa di vetro fuso ad alta temperatura. Tanto più l’aria è veloce tanto più la temperatura di fusione è alta e tanto più la fibra è sottile. Dopo tale dichiarazione molti "esperti" si profusero in tentativi di spiegazioni plausibili del fenomeno.Il fatto che le analisi abbiano stabilito la composizione del materiale non spiegava la curiosa manifestazione perché non era facile capire in che modo un razzo, un reattore o un "disco", poteva rilasciare una scia vetrosa.
Il 28 ottobre, in concomitanza del passaggio di strani oggetti in cielo, continuava la curiosa pioggia di filamenti vetrosi a Prato, Firenze e Siena che imbiancò la sommità del passo della Consuma come una nevicata; i filamenti brillavano al sole somigliando proprio a fiocchi di neve.Il proprietario dell’albergo "Fonte al Prato" della Consuma notò che dal Casentino in direzione del Valdarno cadevano filamenti vetrosi come quelli erano apparsi il giorno prima sulle città toscane. Lunghe strisce luminose, fili eccezionalmente brillanti, trasportati da un lieve alito di vento, che ricoprivano gli abeti come fossero gemme e pietre preziose. Sembravano tanti alberi di Natale.Il prof Piccardi, dell’Istituto di Chimica e Fisica dell’Università di Firenze, pur non avendola vista, ritenne fosse una specie di lana di vetro come quella usata per rivestimenti isolanti. Per il professore poteva essere stata portata in aria da raffiche di vento dopo essere stata prelevata da una fabbrica, in seguito al disfacimento di qualche pannello. Oppure essere stata "seminata" in cielo da qualche aereo in seguito ad un avaria. Ma non poteva esprimere un giudizio basato su dati di fatto. Per il professore si tratta di palloni sonda meteorologici che di giorno assumevano strane luminescenze, ed erano illuminati di notte per consentire agli studiosi di osservarne il percorso. In balia delle correnti aeree davano vita a bizzarre evoluzioni e si potevano scambiare con "apparecchi di straordinaria maneggevolezza come il disco avvistato lungo il litorale adriatico da Trieste a Bari". Fra le tanti ipotesi proferite per spiegare il fenomeno anche quella del vice presidente della Fondiaria di Firenze. Ricordandosi delle colate laviche di ossidiana alle Lipari, ipotizzò che la terra stesse attraversando una zona di cielo affollata di corpi composti di ossidiana e che a causa dell’attrito con l’atmosfera si riscaldavano fino al punto di dissolversi in filamenti componenti la "bambagia". A tale proposito il giornalista riportava come esempio l’avvistamento avvenuto di un disco volante che si disintegrava a Gramlhet nel Tarn, nei cieli di Losanna. Alcuni frammenti del disco consistenti in filamenti argentei che si sbriciolavano al contatto con la mano e del suolo furono raccolti dalla gendarmeria che condusse l’indagine. Vasco Magrini, noto pilota fiorentino, espresse l’opinione che difficilmente un aereo poteva seminare "bambagia", benché nelle costruzioni aeronautiche venga impiegata lana di vetro come isolante delle cabine interne; significherebbe che il velivolo si sta sfasciando. A meno che l’equipaggio non si sia disfatto della lana di vetro anche se è vietato lanciare qualsiasi cosa da bordo di un aeroplano. Sembra tuttavia che in concomitanza di alcune delle apparizioni fu udito proprio il motore di un aereo.Anche il professor Piccardi dell’istituto di chimica e fisica dell’Università di Firenze, interrogato sull’argomento, si dichiarò concorde con il parere di Magrini e ipotizzò che qualche raffica di vento l’avesse prelevata da una fabbrica.Nel cielo fiorentino comunque passarono, forse casualmente, un quadrimotore alle 14.30 circa e un reattore alle 16. Riguardo al fatto che potesse essere sfuggita lana da qualche vetreria, va precisato che in Toscana esisteva nel 1954 una sola vetreria che produceva lana di vetro: La Vetreria Balzaretti e Modiglioni di Livorno. L’ingegner Francesco Centro, tecnico della lavorazione del vetro, escluse che tale materiale poteva essere sfuggito dalle vetrerie della Toscana; inoltre dichiarò che i frammenti di vetro sottoposti all’analisi del Prof. Canneri erano troppo piccoli per poterne capirne la natura e stabilire se si trattava di materiale lavorato o formatosi naturalmente per un qualsiasi fenomeno. Furono avanzate altre ipotesi: dall’esplosione atomica (in quegli anni si fanno esperimenti nell'atmosfera), al vetro fuso dalla scarica di un fulmine, al vetro fuso appartenente ad un meteorite di passaggio, alla lana di vetro utilizzata da aerei sperimentali in funzione antiradar, ai residui di combustione di un nuovo carburante per motori. Si chiamarono in causa persino vapori sparsi dai soffioni di Larderello ricchi di sali di boro e silicio. E circa i globi luminosi si ricordarono che nel mese di ottobre si possono facilmente osservare piogge meteoriche che talvolta danno luogo a spettacoli grandiosi; benché risultasse strana la visione di meteoriti in pieno giorno.
Il 29 Ottobre si ripeterono le segnalazioni di dischi volanti e di bambagia su Firenze.Alle 13,05 Calenzano fu sorvolato da una formazione di dischi volanti che lanciavano fiocchi bianchi. La formazione si dirigeva verso Firenze passando sopra Monte Morello a diecimila metri di altezza. La stessa cosa avveniva a San Piero Agliana.Poco dopo da Arcetri giunse l’invito ai giornalisti di recarsi all’osservatorio per vedere quel "qualcosa" precedentemente avvistato. Dentro una provetta di vetro una parte della bambagia come quella rinvenuta nei giorni precedenti anche nelle strade cittadine.Il prof. Righini dell’Osservatorio di Arcetri aveva notato in direzione est cadere i fiocchi bianchi. Per il professore si trattò di una enorme quantità di lana vetrosa che a distanza poteva apparire come "dischi o sigari" a causa dei riflessi dei raggi solari; quando perdevano la brillantezza si confondevano sullo sfondo del cielo.Secondo Righini tutto dipendeva dalle dimensioni angolari del fiocco. Un fiocco di 5 centimetri di diametro visto a 50 metri sottintende lo stesso angolo di un oggetto di 5 metri visto a 5 chilometri di altezza. Un oggetto grande molto lontano equivale ad un oggetto piccolo visto da vicino. Un colpo di vento fornisce l’impressione della forte velocità. Non è facile stimare le distanze senza avere un termine di confronto quando si osserva un oggetto sullo sfondo del cielo. Secondo il Professore, data l’ora e la posizione del sole, poteva darsi che il materiale avesse originato fenomeni di riflessione scambiati per dischi o palloni. Come esempio citò il racconto di Donald Menzel, astronomo americano, il quale, passeggiando un giorno in campagna, vide un aereo che planava a bassa quota e gli veniva incontro. Vedendolo avvicinarsi velocemente istintivamente si gettò a terra, ma non udendo il rumore dell’urto rialzò la testa e poté vedere che vicino a lui si era posato un modellino come quello usato dai ragazzi. Il campione di bambagia raccolto dal personale di Arcetri venne esaminato dall’Istituto di Fisica con il contatore Geiger Muller e risultò che la bambagia non era radioattiva. Dalle analisi emerse che i componenti erano gli stessi rilevati dal prof. Canneri. Qualcuno pensò anche ad un fenomeno collaterale a qualche esperimento atomico; una esplosione poteva aver fuso una quantità di vetro se la deflagrazione fosse avvenuta vicina ad una cava di silicio; la bambagia poteva essere stata portata in alto e in giro per il mondo dalle forti correnti presenti in quota, per poi ricadere in terra; ma non si trattò di questo.Il fenomeno si ripeté nei giorni successivi in diverse città, soprattutto dell’Italia centrale, da Roma a Perugia, da Civitavecchia a Lucca sempre accompagnato dalla discesa di filamenti vetrosi.A Città della Pieve venne registrato un avvistamento collettivo con caduta di bambagia e poi a Pontassieve, Scarperia, S.Mauro a Signa, Siena, Pistoia, Montale, S.Marcello Pistoiese, Arezzo e Perugia e decine di altre località. Dalle 13 alle 14,30 furono visitate da dischi volanti e innevate da bambagia. Molta gente si riversò nelle strade per osservare i dischi e assistere alla caduta della bambagia.Furono visti attraversare il cielo di Prato a velocità fantastica come fusi luminosi seguiti da una scia bianchissima; effettuare una conversione a quarantacinque gradi e dirigersi su Firenze allineati a coppia.A Siena il fenomeno assunse le stesse caratteristiche di Firenze; dischi, sigari, sfere, che passarono a brevi intervalli e una pioggia di bambagia, simile a neve, si dissolveva al calore della mano o a contatto del terreno. Cadde per oltre due ore lentamente. Complessivamente su Siena passarono undici oggetti, tre di loro viaggiavano in perfetta formazione.In totale da Modena a Roma pervennero moltissime segnalazioni di questi passaggi. La cronaca racconta che a Modena, un disco, si sarebbe arrestato a cinquemila metri sopra il campo di aviazione, lanciando raggi luminosi in ogni direzione per almeno sessanta secondi. Gli avvistamenti continuarono copiosi anche nel mese successivo in tutto il territorio nazionale. A volte in modo clamoroso. Per esempio, il 14 novembre, domenica, una ventina di sigari volanti furono avvistati nei cieli di Gela, in Sicilia, dove vennero anche raccolti e analizzati altri residui di bambagia silicea. L’ultima "nevicata" si verificò il 4 dicembre nell’Aretino. Questa la cronaca dei fatti e delle ipotesi che si sciorinarono per spiegare l’inconsueto avvenimento. Cosa aggiungere? Basta la lettura dei quotidiani di quel periodo, anzi; di quegli anni perché dal 1950 al 1957, non solo in Italia ma in tutta Europa, numerose furono le segnalazioni di oggetti volanti. I giornali frequentemente riportarono le notizie di queste visite e le varie supposizioni stilate dagli studiosi che si cimentarono del dare plausibili spiegazioni del fenomeno.In Toscana ricordiamo l’ottobre del 1954, forse perché consideriamo il nostro un "UFO d’annata"...

 



Approfondimenti.

È interessante approfondire, nel link seguente, il caso dell'incontro con gli alieni della contadinella di Arezzo nel 1954:
http://www.ambrafilarmonica.it

Nonostante l'eccezionale presenza di UFO nei cieli di quei determinati anni, rimane una costante storica la presenza numerosa di UFO nei cieli terrestri in periodi di tempo non molto distanti tra loro, come testimonia ad esempio questo report del NICAP (in inglese) sugli avvistamenti UFO del 1952:
http://www.nicap.org

Interessanti informazioni possono essere rilevate anche dai resoconti degli avvistamenti più importanti, alcuni dei quali si possono vedere su questo sito (in inglese):
http://www.ufoevidence.org


Pasquariello Domenico

Fonte: http://mondomistero.blogspot.it

 


 

Questo codice QR qui sotto è un link che porta a questa specifica pagina web, all'interno di questo sito. Il codice dentro l'immagine quadrata viene interpretato da apposite applicazioni per smartphone, e da altri software, portando direttamente alla pagina che state consultando ora.
Qr Code
831710
OggiOggi415
IeriIeri1222
Questa settimanaQuesta settimana2917
Questo meseQuesto mese19214
Dall'inizioDall'inizio831710