I rappresentanti della corporazione dell'industria aeronautica cinese AVIC in un'intervista concessa a Jane's Defense Weekly hanno dichiarato che l'utilizzo dei motori aeronautici di fabbricazione russa sugli aerei fabbricati dalla corporazione continuerà per i prossimi 5-8 anni, cioè fino a 2018-2021.

In precedenza il vice-presidente dell'unità import-export della AVIC, la società CATIC, Ma Zhi Ping ha comunicato che il caccia cinese della quarta generazione J-10 tuttora è privo dell'autorizzazione per l'esportazione. Considerando che già nel novembre del 2009 si era saputo del contratto per la fornitura nel Pakistan di 36 caccia J-10 per un totale di $1,4 miliardi. Le due notizie sono strettamente legate e significano che le prospettive delle esportazioni degli aerei cinesi da combattimento nel futuro prossimo non sono del tutto rosee.

La Cina fabbrica tre principali tipi di caccia della quarta generazione (secondo la terminologia cinese appartengono alla terza generazione): J-10, J-11B e FC-1. Tutti tre i tipi utilizzano motori aeronautici russi. J-10 utilizza motori AL-31FN, FC-1 – RD-93, mentre J-11B e le sue modifiche – AL-31F. Anche se la Cina fabbrica in serie il motore "Taihan", il quale può essere montato su J-11 e J-10, il loro utilizzo è limitato a causa della loro insufficiente affidabilità e prestazioni.

Fang Peyde, autorevole accademico nel campo dell'industria aeronautica cinese, in un'intervista concessa ai mass media cinesi nello scorso settembre, ha apertamente riconosciuto che gli ufficiali dell'Aeronautica Militare cinese non si fidano del tutto dei motori cinesi, preferendo utilizzare quelli d'importazione. E' ancora più difficile conquistare la fiducia per i motori cinesi da parte di un cliente straniero. Praticamente l'intera aerotecnica militare e civile di fabbricazione cinese è fornita per l'esportazione con dotazione di motori d'importazione, con tanto del ruolo leader svolto dalla Russia e dall'Ucraina (per gli aerei) e dalla Francia (fornisce motori Turbomeca Arriel 2 per elicotteri).

Per poter esportare tecnica militare con motori di fabbricazione straniera la Cina deve ottenere l'autorizzazione per ri-esportazione da parte del paese-produttore di motori. Altrimenti il produttore si rifiuterà di assicurare la manutenzione tecnica e riparazione del motore, ciò che può creare problemi. Per poter esportare il caccia FC-1 la Cina ha ottenuto l'autorizzazione per ri-esportazione del motore di fabbricazione russa RD-93 in una serie di paesi, compreso Pakistan.

Il rilascio dell'autorizzazione per Pakistan è stato difficile. India ha esercitato forti pressioni politiche sulla Russia, chiedendo di vietare le forniture. Tuttavia a causa dell'importanza del programma FC-1 per l'industria cinese e il carattere d'amicizia nelle relazioni russo-cinesi, la Russia ha consentito di autorizzare la ri-esportazione. La dichiarazione di Ma Zhi Ping che il caccia J-10 è privo dell'autorizzazione per esportazione può significare che la Russia non ha autorizzato le forniture dei propri motori AL-31FN al Pakistan.

Ci potrebbero essere motivi per questo. J-10 – è di gran lunga più potente e moderno aereo rispetto a FC-1. Perciò le pressioni da parte dell'India potrebbero essere state particolarmente forti. Nello stesso tempo sul piano politico ed economico il contratto per le forniture di J-10 non è tanto importante per la Cina quanto un grande contratto per le forniture di FC-1. L'impossibilità di fornire FC-1 al Pakistan significherebbe il fallimento di questo progetto. Nonostante la dichiarazione che questo aereo possa lanciare una sfida al russo MIG-29 sul mercato globale, finora non si è trovato un committente oltre a Pakistan. Anche l'Aeronautica Militare cinese si è rifiutata di metterlo in dotazione. Invece lo J-10 è richiesto e altamente apprezzato dai militari cinesi e perciò la linea di produzione di questo aereo sarebbe stata riempita in ogni caso.

L'esempio delle forniture dei cacci al Pakistan mostra in modo illustrativo che è impossibile raggiungere il successo nelle esportazioni degli aerei da combattimento senza il controllo della fabbricazione dei motori. E' evidente che la Cina dovrà confrontarsi con delle difficoltà nelle esportazioni della propria aerotecnica nei mercati dove è elevata possibilità di competizione con la Russia. Perciò i successi più significativi nelle esportazioni militari della Repubblica Popolare Cinese possono avvenire nei campi non legati all'aviazione. Ad esempio nelle forniture all'estero di armi missilistiche e dei mezzi della difesa antiaerea. Proprio in questo campo la Cina recentemente ha raggiunto probabilmente il suo più grande successo in tutta la sua storia dell'esportazione degli armamenti, avendo vinto la gara d'appalto per la fornitura alla Turchia dei complessi missilistici antiaerei pesanti HQ-9 per una costo complessivo di $3 miliardi.

Fonte: http://italian.ruvr.ru

 


 

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