Uno dei soprannomi che l'F-4 Phantom II ha ricevuto nel corso della sua lunga e proficua carriera è stato: “l'Aereo dei Record”. Volgendo il nostro sguardo al passato, ripercorrendo la carriera operativa di questo straordinario velivolo da guerra, non si può fare altro che essere d'accordo.

Iniziato come progetto interno alla McDonnell Douglas, l'F-4 riuscì ad imporsi all'attenzione delle alte sfere militari degli Stati Uniti d'America e di molti tra i loro alleati grazie alle sue eccezionali prestazioni che lo portarono ad eclissare rapidamente quelle di tutti gli altri aviogetti introdotti in servizio da tutte le forze aeree dell'Occidente tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e i primi anni '60. L'F-4 rappresentò inoltre il primo esempio di applicazione in campo aeronautico del concetto, prima impiegato solo in campo terrestre e navale, di “piattaforma operativa”, ossia un sistema d'arma ad alte prestazioni progettato per integrare sempre nuovi aggiornamenti al fine di prolungarne la vita operativa ed incrementarne le prestazioni. Non solo, l'F-4 rappresenta tutt'oggi l'unico esempio ben riuscito di “aereo multiruolo” la cui resa operativa e duttilità ne portarono all'adozione da parte di tutte e tre le armi aeree degli Stati Uniti (USAF, U.S. Navy, USMC Aviation).

Il prototipo di quello che doveva diventare “l'Incudine Volante”, denominato XF4H-1, ebbe il suo battesimo del volo il 27 maggio del 1958 e dopo un lungo periodo di prove durato due anni e mezzo, venne ufficialmente adottato dalla U.S. Navy il 30 dicembre 1960.

 



A ruota anche l'USAF e la USMC Aviation decisero di adeguarsi, in parte cedendo alle pressioni del segretario della Difesa Robert McNamara perché tutte le armi aeree optassero per la standardizzazione dei mezzi, in parte perché le prestazioni del “Mattone Volante” risultarono talmente al di là di ciò che le alte sfere militari erano abituate a vedere da essere in grado di fugare ogni dubbio. A testimonianza di ciò, nel corso della sua carriera, l'F-4 riuscì a stabilire ben 15 record di volo, tra cui uno assoluto di velocità ed uno assoluto di altitudine.

Al di là della forma sgraziata che gli valse, tra gli altri, il soprannome di “Doppio Brutto”, l'F-4 poteva vantare come punti di forza il radar AN/APQ-120, all'epoca il radar volante più potente del mondo, associato al missile AIM-7 Sparrow (il primo missile con caratteristiche BVR-Beyond Visual Range, letteralmente “Oltre l'Ingaggio Visivo”) e la coppia di motori J79 in grado di spingere il nostro eroe fino alla temibile velocità di Mach 2,2; una prestazione di tutto rispetto per una bestia da quasi 19 tonnellate ed in grado di portare in battaglia 8.400 chili di carico bellico tra missili aria-aria, missili aria-terra, pod con cannone, bombe e serbatoi ausiliari. Nonostante il considerevole peso e l'armamento esterno influenzassero negativamente sul raggio d'azione (comunque rispettabile dati i suoi 680 chilometri) l'incorporamento in alcune varianti di una sonda per il rifornimento in volo permise al “Battitore di St. Louis” di avere la necessaria flessibilità per portare a compimento una vastissima gamma di attività.

Di missioni l'F-4 ne ha davvero intraprese tante: superiorità aerea, intercettore pilotato, difesa della flotta, bombardamento, attacco al suolo, interdizione, appoggio tattico, missioni anti-radiazione, sgancio di munizionamento di precisione, allerta nucleare, foto-ricognizione e chi più ne ha, più ne metta. È quasi impossibile elencare tutte le combinazioni di carico bellico che il Phantom ha trasportato nel corso della sua pluridecennale carriera, anche perché gli esemplari ancora in servizio vengono continuamente aggiornati al fine di poter essere idonei allo sgancio dei nuovi armamenti ottenuti o sviluppati dagli utilizzatori.

 



Oltre alle forze aeree degli Stati Uniti, lo “Spaventoso”, è stato utilizzato anche dalle forze aeree di Australia (in leasing), Regno Unito, Spagna, Germania, Grecia, Turchia, Egitto, Israele, Iran, Corea del Sud e Giappone. Ben 4 dei suoi 12 utilizzatori lo hanno impiegato in una quindicina di conflitti, tra i quali spiccano: la Guerra del Vietnam, le Guerre Arabo-Israeliane, la Guerra Iran-Iraq e la Guerra del Golfo. Nel corso di queste guerre il Phantom incontrò anche i suoi grandi rivali: il Mikoyan Mig-21 Fishbed sovietico e la sua copia cinese Chengdu J-7/F-7 Airguard con i quali ingaggiò innumerevoli duelli all'ultimo sangue sui cieli del Vietnam e del Medio Oriente. Sebbene dotato di un armamento missilistico più potente, l'F-4 fu inizialmente penalizzato dalla scarsa precisione delle prime versioni dei missili AIM-9 Sidewinder e AIM-7 Sparrow e dalla mancanza di un cannone integrato, manchevolezza successivamente corretta dall'introduzione dell'eccellente M61 Vulcan a partire dalla versione F-4E.

Gli Americani si presentarono all'appuntamento della guerra del Vietnam totalmente impreparati al tipo di conflitto che si trovarono poi ad affrontare e ciò risultò drammaticamente chiaro dall'insufficiente addestramento dei piloti che, nei primi anni della guerra caddero dal cielo letteralmente come mosche. Tuttavia, sul finire degli anni '60, gli Stati Uniti iniziarono il programma “Top Gun” volto a rivoluzionare completamente l'addestramento dei piloti alle tattiche dell'ingaggio aria-aria. Inoltre le nuove versioni dei missili AIM-9 e AIM-7 corressero i problemi emersi nell'impiego di quelle precedenti e gli avieri poterono finalmente avere a disposizione delle armi affidabili con le quali risollevare le sorti dei combattimenti aerei. Questi sviluppi ebbero un impatto positivo anche sugli Israeliani e sugli Iraniani allorché le loro rispettive flotte di Phantom si presentarono all'appuntamento con la Storia nei cieli del Medio Oriente dove fecero strage degli aerei di progettazione sovietica, cinese e francese in servizio con le aeronautiche dei paesi arabi.

 



Oggi, a 60 anni dal suo primo volo, meno del 6% dei 5.195 F-4 Phantom II prodotti é ancora in servizio con 5 dei 12 utilizzatori originali. Gli F-4 continuano a volare con le forze aeree del Giappone (73 esemplari), Corea del Sud (71 esemplari), Grecia (34 esemplari), Turchia (49 esemplari) e Iran (tra i 64 e gli 82 esemplari a seconda delle stime). Tutti gli F-4 ancora in servizio sono stati ampiamente modificati giungendo ad ottenere prestazioni solamente immaginabili dagli F-4B originali introdotti in servizio nel 1960; tuttavia sono gli F-4E 2020 Terminator della Turchia quelli che rappresentano l'epitome finale della fortunata formula del bimotore di St. Louis. Nonostante oggi le cellule siano logore e risultino sempre più difficili da mantenere in servizio, negli ultimi anni l'F-4 ha visto ancora un intenso impiego operativo nelle mani delle forze aeree iraniane in missioni di bombardamento contro l'ISIS in Iraq e in quelle delle forze aeree turche, impegnate contro l'ISIS in Siria e contro i Curdi sia in Turchia che in Siria e in Iraq.

Nonostante le aeronautiche di questi paesi vogliano già da tempo radiare i velivoli rimasti nei prossimi anni, l'instabilità che affligge le aree del mondo dove si trovano gli ultimi utilizzatori del “Rinoceronte” consiglia di non abbassare la guardia. La zona del Mar Egeo, la penisola anatolica, il Medio Oriente, il Golfo Persico, la penisola coreana e il Mar Cinese Orientale sono tutte aree tra le più “calde” al mondo, geopoliticamente parlando, sempre sull'orlo di un conflitto generalizzato che potrebbe coinvolgere una o più grandi potenze, oltre a vari attori regionali. Nel caso che una o più di queste aree dovessero venire destabilizzate, c'é da scommettere che le forze aeree dei paesi sopra menzionati potranno ancora fare affidamento sul leggendario bimotore della McDonnell Douglas e, nonostante l'età, il “Più Grande Distributore di Parti di Mig al Mondo” potrà uscire dalla Storia ed entrare definitivamente nella leggenda.

Nota: Tutti i soprannomi riportati tra virgolette nell'articolo si riferiscono unicamente al McDonnell Douglas F-4 Phantom II

di Andrea Gaspardo

Fonte: http://www.difesaonline.it

 

 

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