"Have a fit of the gremlins" capitava spesso di udire ai piloti inglesi durante seconda guerra mondiale quando su un aereo della RAF qualcosa andava storto. Nella strumentazione o nel motore qualcosa smetteva di funzionare, l'aereo perdeva quota e allora al pilota rassegnato non restava che avvertire i compagni per radio e lanciarsi. Era davvero colpa dei gremlins?

Forse non tutti sanno che la figura folcloristica dei 'Gremlins', creature leggendarie che la maggior parte di noi conosce per il cult movie prodotto da Steven Spielberg nel 1984, sono in realtà un'invenzione dei piloti della Royal Air Force britannica, che dal 1920 e per tutta la durata del secondo conflitto mondiale diedero la colpa dei loro problemi ai malvagi 'spiritelli': incolpandoli di sabotare di nascosto i loro aeroplani per giocargli degli scherzi. Già nel 1920 infatti, molti piloti di stanza a Malta e nei possedimenti britannici del Medio Oriente avevano coniato questa parola gergale per descrivere dei 'folletti' ai quali affibbiavano la colpa per ogni problema meccanica delle loro apparecchiature.

Fu lo scrittore Roald Dahl, pilota di Hurricane nell'80° Sqd. di stanza in Egitto, a portare questo mito al di fuori del mondo aeronautico inviando un manoscritto al padre dell'animazione Walt Disney. Dopo esser rimasto coinvolto in incidente nel deserto libico, che lo costrinse a terra per diverso tempo, Dahl si dedicò alla stesura di una favola dal titolo 'The Gremlins'. Il testo, passando per un funzionario del servizio informazioni britannico di base a Washington, arrivò alla Disney nel 1942 diventando un lungometraggio animato del filone propagandistico bellico e contemporaneamente un libro illustrato dalla Random House.

A causa delle ferite riportate al cranio che gli provocavano momentanei attacchi di cecità quando era sottoposto a repentine evoluzioni in aria, Dahl dovette rinunciare alle ali da pilota, proseguendo invece la sua carriera di scrittore. Mentre Roald era a terra, i suoi gremlins continuavano ad accompagnare i piloti alleati nel folclore, talvolta come 'mascot' porta fortuna, tal volta come nella loro natura, impegnati a perpetrare dispetti che causavano guasti e incidenti.

 

 

Nel 1944 il pilota di un bombardiere B-25 giurerà di aver visto davvero un folletto agitarsi sul proprio aereo durante una missione nei cieli europei.

L'idea che 'spiritelli' si aggirassero tra gli aerei della RAF e dell'USAF venne sempre giustificata con l'eccessivo stress al quale erano sottoposti i loro equipaggi, alle altezze vertiginose alle quale spesso erano costretti ad operare, e alla momentanea carenza di ossigeno nelle maschere che poteva essere causa di allucinazioni. I guasti invece erano semplicemente additati all'usura accumulata dagli apparecchi, sottoposti a continue sollecitazioni oltre i limiti garantiti.

Dopo il termine della guerra Roald Dahl proseguì la sua carriera di scrittore di favole per bambini dando alla luce nel 1964 il suo più grande successo letterario: 'La Fabbrica di Cioccolato'.

Fonte: http://www.difesaonline.it

 

 

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