Si fa' un gran parlare e mormorare che il segreto sugli ufo stia per diventare di dominio pubblico, e c'e' chi da' ormai per certa la conferenza stampa del Presidente statunitense che svelera' al mondo la visita extraterrestre nonche' decenni di cover up. Questo ottimismo e' talvolta accompagnato dal commento che, non appena sara' detta tutta la verita' al mondo, tutti noi ce ne andremo a casa rinunciando alle ricerche ufologiche:
se le autorita' ci donano la verita' perche' dovremmo continuare ad indagare?

 

 

Per questo articolo e' bene illustrare realta' poco note sull'incredibile capacita' di sottomissione che la gente normale puo' avere nei confronti di verita' ufficiali, modi di pensare comuni ed autorita'. La Prima Guerra Mondiale e' lontana con le sue incredibili storie di decimazioni, quando pochi Carabinieri o pochi ufficiali erano sufficienti per disarmare e fucilare gruppi di soldati che, con un altro spirito, avrebbero facilmente salvato la vita ed ucciso chi li voleva morti al posto di consegnare le armi. Oggi non possiamo capire quell'intreccio di mitologie patriottistiche, onore, religione, senso di autorita' che permise a pochi di poter ottenere la rinuncia alla vita di tanti senza combattere... Con le scarpe che si rompono, le medicine che non arrivano, le ruberie degli ufficiali totalmente impunite, nella vita di trincea era fin troppo facile sentirsi traditi dallo stato italiano, dagli alti gradi e da chi fabbricava il materiale per la guerra. Se io penso a decine di adulti armati ed esperti nel combattimento, in rivolta per ottime ragioni, che consegnano i mitra spontaneamente per farsi fucilare o decimare ad ufficiali inferiori di numero:
http://it.wikipedia.org
posso constatare l'incredibile livello di sottomissione che gli esseri umani possono arrivare ad accettare. Nella zona dove abito, a meta' degli anni novanta, ad un tratto un numero enorme di famiglie si lamento' di aver ricevuto bollette telefoniche esorbitanti. Indagando risultarono chiamate verso il Borneo, l'India, l'Equador... Chiamando il monopolista telefonico un operatore diceva la mitica frase ad effetto che semplificava la ricerca di un responsabile:
"... Ma scusi, lei ha figli?"
Ve lo assicuro, un sacco di gente ha preferito supporre contro ogni logica che la figlia di 10 anni telefonasse nell'atollo di Vanatu o che fosse stato il nipote a chiamare Irkutsk in Russia pur di non dover andare contro i luoghi comuni... Il monopolista telefonico, quella grande azienda cosi' autorevole, con quell'immagine cosi' vincente in televisione, non poteva aver fatto qualche errore come l'aver truffato gli utenti certi dell'impunita oppure aver lasciato falle nel suo sistema informatico, doveva essere per forza colpa del soggetto piu' debole ed attaccabile in famiglia... Questo e' un esempio di senso di autorita', di mito che non deve essere intaccato, di regale maesta' che non deve essere inquinata da dubbi... Ma esiste vita intelligente sulla Terra? L'autorevolezza di poter litigare in un dibattito in tv o l'essere interpellati da un telegiornale, essere additati come un genio nei mass media o essere presentati da una scintillante pubblicita' sulle principali reti da' automaticamente un alone di santa intoccabilita' ed insindacabilita', non e' possibile che quella grande azienda o quel grande personaggio possa sbagliare o mentire... Se dipendesse dalla percezione emotiva della gente comune si potrebbe urlare "Santo subito!" per i peggiori filibustieri che questo paese ha la disgrazia di ospitare.



Chi conosce l'ambiente scientifico e la sua rigida selezione, competizione ed ingerenza politica non ha molta fede nei grandi nomi celebrati della scienza moderna. Spesso sono piu' manager che ricercatori, icone che vivono del loro mito e che senza una buona equipe di eterni sconosciuti alle spalle non farebbero un cerchio con il bicchiere? Non e' tanto per le eterne dicerie secondo cui il grande fisico e' li' nell'Olimpo dei grandi nomi SOLO per via del Vaticano, o del grande dottore che senza il grande politico che gli ha fatto avere un reparto d'ospedale sarebbe ancora a sistemare cartelle cliniche... Ma siamo cosi' sicuri che esista il monopolio dell'intelligenza, e che il senso di autorita' che e' stato conferito a queste icone del pensiero li abbia resi divinita' prive di errori e di schifosi compromessi con il potere? Se li vedeste entrare ogni tanto nei laboratori solo per urlare alla loro equipe ordini inappellabili, senza mai toccare gli strumenti, li definireste scienziati o manager? Complici dei grandi squali ma con l'autorevolezza sulle masse un tempo dedicato agli oracoli, questi personaggi dispensano la verita' di turno senza che alla gente venga il sano dubbio di quanto siano sinceri dallo schermo televisivo. Potete star certi che in un dibattito pubblico tra un ubriacone che vede omini verdi vestito casual ed il grande fisico in giacca e cravatta la gente da casa accettera' per lo piu' le parole misurate della divinita' scientifica... Incapaci di capire che per stare su quel piedistallo il grande nome scientifico e' dovuto scendere a patti schifosi, e che in realta' e' piu' probabile che sia piu' sincero l'ubriacone uscito dal manicomio che non una puttana venduta all'immagine ed alla politica. Ora, e' questa la gente di scienza che insieme ai politici starebbe per dirci la verita' sugli ufo? Dobbiamo credere ciecamente a tutto quello che ci direbbero?



Che dire poi della politica? I santi politicanti non potrebbero continuare ad avere il solito vizio di manipolare la realta' come piace a loro, per presentare come vincenti popoli, religioni, ideologie, aziende, azioni militari, progetti spaziali e pianificazioni economiche? Nella meraviglia della rivelazione aliena o del Contatto la componente emotiva e' forte e ragionare freddamente o logicamente e' piu' difficile. Anni addietro avevo capito che l'Iraq sarebbe stato invaso perche' ho visto ufologi italiani riportare senza nessun filtro la notizia di un presunto accordo tra Saddam Hussein e i malvagi Rettiloidi... Possibile che a nessuno e' venuto in mente che era solo una bugia per aiutare a rendere piu' presentabile ed accettabile un'aggressione internazionale? Per chi se l'era bevuta possiamo parlare dal 2011, nessuno stormo di dischi volanti ha respinto l'invasione statunitense e se qualcuno ha usato strane armi ad alta tecnologia non sono stati certo gli iracheni:
http://strakerenemy.blogspot.com
Questo non e' che uno dei tanti abusi dell'ufologia come mezzo per manipolare a fini politici i cittadini, la Cina puo' aver auto-inventato che gli extraterrestri vorrebbero la sua tecnologia avanzata o conoscere le sue strategie economiche:
http://www.nextme.it
cosi' da presentarsi agli occhi di tanti ingenui come lo stato piu' importante del pianeta. Sento ogni giorno parlar male dei politici praticamente da tutti, e vorremmo accettare come oro colato qualsiasi cosa che ci dicano in mondovisione o in conferenze stampa durante o dopo il tanto atteso annuncio?



E' facile immaginare che la rivelazione pubblica tanto attesa creerebbe nell'ufologia italiana enormi cambiamenti. Chi subisce un forte fascino dalle autorita' politiche o scientifiche, e crede a loro senza filtri, smettera' di indagare perche' tanto ogni verita' sugli alieni sarebbero presto disponibili sui giornali o in siti web governativi dedicati. Chi continuera' a fare ricerca e' perche' non si accontentera' delle verita' ufficiali, oppure mirera' ad acquisire la massima conoscienza possibile a scopi di difesa da un ipotetico attacco oppure per realizzare apparati tecnologici carpendo elementi di tecnologia extraterrestre da integrare in macchinari autoprodotti. Possiamo quindi ipotizzare almeno tre tipi di ricercatore che continuerebbero ad esistere dopo la "rivelazione pubblica":
1) chi vuole la verita' e non crede nelle informazioni di pubblico dominio sugli alieni, che torneranno ad essere controcorrente e scomodi;
2) gli allarmisti che temono che gli extraterrestri siano un pericolo, che lavoreranno in collaborazione con i militari o saranno infiltrati dai servizi segreti, visto che eventuali loro successi possono portare a nuove armi da usare contro altri stati terrestri;
3) chi indaghera' sulla tecnologia aliena a vantaggio di aziende o di propri progetti privati.
Forse non la chiameranno nemmeno piu' ufologia, ma la ricerca indipendente di gente comune su dischi volanti e relativi occupanti continuera' comunque, sia pure in forme diverse da quelle di oggi. Poiche' le masse avranno accettato l'esistenza di questi fenomeni sara' molto piu' facile ottenere donazioni, fondi, vendere pubblicazioni dedicate, iscritti paganti e risorse perche' non sara' piu' un interesse di nicchia, ma coinvolgera' per via del suo impatto emotivo un numero enorme di persone nuove, da sognatori a profittatori ad ottimi elementi. Alcuni dei famosi gruppi del settore ufologico e' probabile che riusciranno a trasformarsi, permettendosi anche di pagare qualche stipendio grazie al moltiplicarsi degli introiti e generando occupazione, proprieta' immobiliare e formazione del personale grazie a cifre che oggi possiamo solo sognare?



Se la leggenda del Contatto pubblico gia' deciso avesse un fondamento, e si stesse per palesare mediante un preavviso delle autorita' mi immagino qualche guru, che ha fondato sette per unire alieni e religione, cominciare fare le valigie per far perdere le proprie tracce nei mari del sud e salvare la pelle, prima che gli adepti capiscano di essere stati ingannati e sfruttati. Ci sono altre implicazioni che gli ufologi non devono dimenticare, perche' ci sono rischi connessi con eventi a forte impatto emotivo, gente che non sa' con chi prendersela perche' e' spaventata potrebbe perfino aggredire senza motivo chi si e' sempre interessato di ufo. Chi ci parla di imminente rivelazione pubblica, o dell'arrivo del Contatto con gli alieni, ci sta' annunciando che tutto cio' che e' legato all'ufologia italiana sta' per andare incontro alla tempesta perfetta, se questi presentimenti hanno un fondamento allora allacciatevi le cinture... Nostro dovere civico e' frenare panico ed isterie, anche per tutelare noi stessi dalle follie violente della gente comune.

D. D. (Ansu).

 


 

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