Film, telefilm e narrativa hanno contribuito a dare un'idea distorta circa la difesa da un'ipotetica minaccia ufo. Gli extraterrestri rappresentati sono spesso "nemici facili", per sconfiggerli in queste storie e' sufficiente trovare una risorsa che li danneggia, produrla in massa oppure segnalare a tutti della sua efficacia, ed il lieto fine e' assicurato. Ovviamente le cose non sono cosi' facili.

 

 

 

Un invasore alieno, per di piu' supportato da una superiore capacita' tecnologica, puo' avere molte opzioni di realizzare velocemente una contromisura efficace a quanto li minaccia. Piu' fosse alto il numero di terrestri utilizzatori del nuovo strumento, e piu' esso infliggesse danni agli extraterrestri, allora maggiore sarebbe la fretta e la concentrazione di risorse nemiche per rendere inutile l'innovazione pericolosa. Se un terrestre trovasse infatti un'arma efficace contro eventuali ufo invasori le prime contromisure che verrebbero vagliate sulle astronavi in orbita potrebbero essere:
1) il blocco totale delle comunicazioni togliendo la corrente elettrica in tutto il pianeta, cosi' da rallentare enormemente la diffusione del nuovo metodo;
2) la distruzione totale della regione dove e' stato scoperto l'armamento sgradito, per uccidere l'inventore e tutte le persone eventualmente informate, cosi' da far sparire l'innovazione sgradita in tempi brevi;
3) la ricerca mediante telepatia e collaborazionisti locali (riempiti di promesse) dei singoli umani che sanno il trucco pericoloso, per una loro rapida eliminazione selettiva.

 

 

Per esempio lo sciamano Credo Mutwa ha diffuso la leggenda africana secondo cui gli alieni Rettiloidi verrebbero uccisi da una sostanza contenuta nel legno Rhodesian Tek se con un colpo ben assestato gli si sfondano le scaglie (valorizzando coltelli, lance, frecce a punta dura, ecc. ecc. dell'Africa meridionale), ed il Mutwa ha mostrato in un famoso video una sorta di giavellotto che stava intagliando in vista di una presunta invasione futura. Come effetto di questa notizia non sono poche le persone che hanno fatto scorta in cantina di "olio di Rhodesian Tek" (normalmente utilizzato per pulire i mobili, e venduto nei colorifi per pochi euro), senza mai aver potuto verificare se uccide davvero questo tipo di extraterrestre spruzzandoglielo sugli occhi o in bocca. Proseguiamo questo esempio immaginando che fosse anche efficace, senza per questo confermarlo oppure negarlo. Dopo un po' che il comando dei Rettiloidi invasori venisse informato che i terrestri stanno ammazzando molti delle loro truppe cosa credete, che non tenteranno di attuare delle contromisure? La prima tattica potrebbe essere quella di obbligare le loro truppe ad indossare le tute spaziali presurizzate, per impedire ogni contatto con liquidi dannosi. La seconda strategia potrebbe essere quella di ritirare i propri Rettiloidi in aree sicure (anche difese da collaborazionisti umani) per proseguire la lotta mandando al fronte solo robot e sfere volanti. La terza idea e' la piu' scontata, ovvero usare le propria tecnologia per trovare un antidoto al veleno che sarebbe ipoteticamente contenuto nel Rhodesian Tek. Questo esempio serve per sceneggiatori, scrittori e fumettisti, che hanno inventato storie di vittorie troppo facili e scontate contro presunti invasori alieni. Una vera preoccupazione per invasori scesi dagli ufo sarebbero armamenti ad affetti imprevedibili (magari costruite da altre civilta' interstellari), strumenti che cambiano il loro "modus operandi" in continuazione ed in modo non anticipabile, come delle mine robot che si auto-riparano, auto-costruiscono ed auto-modificano costantemente. Dopo quanto enunciato sopra, uno scrittore di fantascienza deve ricordarsi che ogni armamento oppure trucco sviluppato dagli umani prima dell'attacco dallo spazio e' ovviamente stato neutralizzato da contromisure del nemico se questi ne viene a conoscenza (ed ha la telepatia...), permettere agli avversari di sapere in anticipo cosa neutralizzare agevola la preparazione dell'occupazione della Terra.

 

 

Nel film "La guerra dei mondi" dell'anno 2005 c'e' una scena che dovrebbe poi ispirare delle riflessioni. Poiche' nessuno vuole morire, una folla assalta l'unica auto funzionante per sottrarla ai protagonisti, episodi cosi' ci sono stati in ogni guerra (anche di peggiori, come l'uccidere bambini piccoli perche' con le loro urla e pianti potevano attirare gli assassini). Se per caso siete cosi' stupidi da dire alla gente normale che disponete di un'arma che puo' difenderli dagli alieni forse scoprirete di che violenza puo' essere la folla, e che non vuole morire nessuno. Il vostro strumento finira' facilmente nelle mani di egoisti e violenti, magari troppo ignoranti per usare efficacemente il vostro ritrovato? Se state scrivendo una storia potete fare un capitolo in cui un ragazzino ingenuo che accompagna il protagonista crede di poter salvare tutti ed urla che i suoi amici stanno nascondendo una difesa utile, oppure un compagno idealista che parla troppo senza immaginare le conseguenze violente successive.

D.D, Ansu.

 


 

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