FUOCHI ALIENI
Armi sperimentali e presenze aliene: cosa accade veramente in Sicilia?
Copyright 2007 Roberto La Paglia



Cronologia di un mistero

Roghi misteriosi in Sicilia, armi aliene e sperimentazioni segrete di armi non convenzionali; si ripropone ancora una volta il misterioso scenario delle combustioni spontanee registrate a Canneto, frazione Baronia, nel 2004, ma questa volta gli interrogativi si fanno ancora più inquietanti e un rapporto riservato che esperti e scienziati del gruppo di studio interistituzionale -creato dalla Presidenza del Consiglio nel 2005- hanno redatto dopo due anni di lavoro, lascia spazio a nuove ipotesi.

Caronia è un piccolo centro in provincia di Messina con poco più di 4.000 abitanti, da qualche tempo al centro dell’attenzione di scienziati, giornalisti e curiosi di tutta Italia a causa dei fenomeni di autocombustione spontanee che hanno interessato Canneto, una frazione marittima del comune.

 

 

 La posizione del Comune di Caronia nella provincia di Messina.

Tutto ebbe inizio durante l’anno 2004, esattamente intorno alla fine del mese di gennaio, quando si registrano i primi episodi di guasti elettrici ai danni di apparecchi televisivi e piccoli elettrodomestici. Inizialmente si pensa ai soliti guasti e si ritiene sufficiente l’intervento dell’elettricista per risolvere il fastidioso inconveniente; le misteriose anomalie però non si fermano, i guasti riprendono e si allargano ad altre famiglie; il 2 febbraio dello stesso anno interviene l’Enel ipotizzando un proprio guasto, e in attesa che il problema venga individuato installa una propria centralina autonoma rispetto alla rete generale.

 

 

Anche questa precauzione sarà vana; alcuni contatori esterni iniziano a bruciarsi, e anche dopo la decisione di togliere l’erogazione elettrica si registrano incendi a contatori e fili. Il fenomeno si intensifica giorno dopo giorno, incendi spontanei si sviluppano nelle abitazioni, prese elettriche, contatori e mobili finiscono in cenere senza apparenti motivi e malgrado vengano spostati lontano dal fuoco.

Dopo alcuni giorni viene ordinata l’evacuazione della zona e tolti tutti gli impianti elettrici dalle case, per dare inizio alle indagini dei tecnici e degli esperti convenuti sul luogo.

Da quel 9 febbraio 2004 i fenomeni non sono cessati, si è soltanto esaurita l’attenzione degli organi di informazione; proprio nei primi due mesi del 2007 le combustioni spontanee si sono manifestate con frequenza maggiore mentre il mistero che le accompagna non trova ancora una spiegazione accettabile.

Nonostante il quadro della situazione sia abbastanza scoraggiante, nuovi eventi sembrano lasciare trasparire possibili ipotesi, forse non meno inquietanti del mistero stesso; ma per arrivare a questo sarà meglio seguire passo passo la cronologia successiva agli eventi appena descritti.
Un misterioso fascicolo

Dopo tre anni di studi e ricerche, di ipotesi a volte fantasiose ma come vedremo non sempre campate in aria, ecco arrivare finalmente la sentenza emessa dai ricercatori, una sentenza contenuta in un documento riservato consegnato a Palazzo Chigi. Proprio questo documento potrebbe essere destinato a riaprire nuovamente il caso di Caronia, ma con risvolti ancora più inquietanti delle combustioni spontanee stesse, basta infatti citare alcune righe delle conclusioni alle quali sono pervenuti gli studiosi perché nuovi scenari si aprano sui fenomeni che interessano il basso Tirreno.

Riportiamo testualmente alcune righe del dossier: ...tecnologie militari evolute anche di origine non terrestre potrebbero esporre in futuro intere popolazioni a conseguenze indesiderate. Gli incidenti di Canneto di Caronia potrebbero essere stati tentativi di ingaggio militare tra forze non convenzionali oppure un test non aggressivo mirato allo studio dei comportamenti e delle azioni in un indeterminato campione territoriale scarsamente antropizzato."

Il vertice romano della Protezione Civile forse avrà sorriso scetticamente ma l’ipotesi potrebbe risultare molto più verosimile di quanto si creda; per spiegare le ragioni che avevano dato vita a più di 180 roghi spontanei con elettrodomestici staccati dalla rete elettrica improvvisamente in fiamme, navigatori satellitari completamente fusi e cellulari impazziti, padre Gabriele Amorth, nel 2005, stesso anno del rapporto, scomodò persino il diavolo, dopo che gli scienziati del Cnr, dell'Istituto nazionale di geofisica e di laboratori di mezza Europa si erano arresi ad una verità che sembrava fuori dalla loro portata. Venne ingaggiato anche un ricercatore della NASA, ma il risultato fu soltanto l’impotente assistere alla proliferazione dei fenomeni che divennero in breve tempo 309, tutti verificatisi lungo l’asse Tirrenico e nel canale di Sicilia.

Oggi viene resa pubblica l’opinione degli esperti, seguiti dal coordinatore regionale del comitato della Protezione Civile siciliana Francesco Mantenga Venerando; la conclusione è corale, Canneto di Baronia è stata colpita da fenomeni elettromagnetici di origine artificiale, capaci di generare un enorme campo di potenza concentrata.

In poche parole non parliamo di banali guasti elettrici o dispersioni di corrente, in questo caso l’attenzione è concentrata su fasci di microonde a 'ultra high frequency' compresi nella banda tra 300 megahertz e alcuni gigahertz e per produrre una tale quantità di energia occorrerebbe una macchina in grado di raggiungere una potenza tra i 12 e i 15 gigawatt.

E’ ovvio a questo punto chiedersi: dove si trova la sorgente di tanta energia? Quale dovrebbe essere il suo scopo?

Da circa due anni è stata costruita una rete di sensori nel tentativo di rintracciare un impulso proveniente dal mare, gli sforzi però sono stati vani, anche in ragione del fatto che l’ipotetico impulso durerebbe lo spazio di qualche nanosecondo.



L’ipotesi ufologia.

Cellulari impazziti, motori che si arrestano senza apparenti motivi, strane luci nel cielo, strani odori nell’aria; i fenomeni appena descritti, e sono soltanto una parte, non risultano soltanto sintomatici dei misteri di questo piccolo borgo siciliano, sono anche i classici resoconti che accompagnano la stragrande maggioranza degli avvistamenti UFO e la coincidenza potrebbe non essere casuale.

Una gigantesca impronta di forma rettangolare, lunga 40 metri e larga 15, venne rinvenuta a pochi chilometri da Caronia; si trovava in un campo nel quale risultavano bruciati, a intervalli regolari, soltanto i cespugli di Ampelodelmos, una pianta a foglia larga probabile recettore di onde elettromagnetiche.

Un più attento esame rilevò che le bruciature riscontrate nel campo erano del tutto simili a quelle sui fili elettrici delle abitazioni; si trattava di segni di fiamma presenti in una particolare sequenza dettata dai multipli del numero 4.

Non sono un mistero i numerosi avvistamenti, anche se non tutti provati, effettuati nei cieli di Caronia; nonostante siano ancora al vaglio degli esperti, non può definirsi un fatto casuale, così come casuali non sono le varie testimonianze, molte retrodatate rispetto all’insorgere dei fenomeni, di strane luci sui monti appena fuori dal paese.

Forse sarebbe possibile ipotizzare che i globi luminosi che ogni tanto si vedono in cielo possano essere il risultato della ionizzazione localizzata di masse di aria dovute a fasci di microonde; ci troveremmo di fronte ad una ipotesi che allontanerebbe l’idea del fenomeno UFO dietro i fuochi di Caronia ma non certo quella di una sperimentazione aliena nelle acque del Tirreno.

In ultimo sarà è anche opportuno ricordare che la recrudescenza di tali fenomeni è avvenuta spesso in concomitanza dell’arrivo di forti piogge; un caso analogo avvenne circa dieci anni or sono a Vicenza e ancora una volta (coincidenza?) esiste una casistica ben precisa che accoppia rilevamenti e manifestazioni aliene all’improvviso susseguirsi di brevi ma torrenziali acquazzoni!

 

 

Haarp: una possibile ipotesi

Abbiamo già avuto modo di affrontare il problema delle Scie Chimiche e di HAARP e pensiamo che non sia mai abbastanza, ma in questo caso non è un modo per riprendere un discorso interrotto, potrebbe infatti trattarsi di una delle possibili ipotesi in merito ai misteriosi fuochi di Caronia.

HAARP si configura come un programma di ricerca attiva ad alta frequenza aurale, ma tralasciando i paroloni scientifici che descrivono il progetto, quello che ci è stato taciuto può essere molto più facilmente compreso dalla lettura del seguente stralcio estrapolato dalle 440 pagine dello studio sull’impatto ambientale dello HAARP, e riportato dalla rivista Popular Science: “….le trasmissioni dell’IRI (Strumento di Ricerca Ionosferica), possono innalzare la temperatura corporea interna di persone vicine alle emissioni, incendiare automobili ed oggetti di metallo, fare esplodere missili che usano fusibili elettronici, e interrompere le comunicazioni di aerei ad alta e bassa quota, nonché fare insorgere avarie nei sistemi di controllo del volo……….”

Il lettore più attento non potrà non rilevare una nuova, inquietante analogia con i fenomeni accaduti nel paesino siciliano, anomalia rafforzata dal fatto che proprio sui monti vicini al paese sono installate alcune antenne, così come è stato rilevato dieci anni fa durante le osservazioni sui fenomeni analoghi rilevati a Vicenza.

Uno degli obiettivi che si propone HAARP è una sorta di tomografia terrestre profonda, una TAC da eseguire di volta in volta su aree bersaglio diverse alfine di rilevare l’esistenza di basi sotterranee, giacimenti di petrolio, depositi minerali o quanto altro, una operazione eseguita attraverso il bombardamento a base di microonde dell’area selezionata.

Esistono quindi evidenti analogie tra quanto accade a Caronia e gli effetti prodotti sulla terra dal progetto HAARP, tenendo anche conto che esistono già numerosi satelliti in orbita con il compito di irradiare la crosta terrestre: quale è la potenza utilizzata per sondare una determinata area geografica? Sicuramente si tratta di una quantità tale di microonde da sconvolgere in maniera inaspettata gli equilibri naturali terrestri.

Riportiamo, sempre da Popular Science, un successivo stralcio riferito alle attività di HAARP, estratto da un articolo del 1995: “…. il sistema HAARP era di esclusiva responsabilità degli Stati Uniti, i quali, contro ogni rimostranza degli ambientalisti e di vari gruppi ecologisti costruì l’IRI, che permetterà il puntamento di bersagli in modo rapido, con raggi di radio frequenza in ogni direzione e verso il basso od a 30 gradi sopra l'orizzonte. Inoltre, l’HAARP avrà 1.7 gigawatts (1.7 Miliardi di Watt) di potenza irradiata effettiva nella gamma di frequenza da 2.8 a 10 MHz, provocando così, un danno permanente all'atmosfera superiore della Terra”.

Ancora coincidenze?



L’ipotesi del dolo

Dal momento in cui sono arrivate le forze dell’ordine e i tecnici della Protezione Civile a Canneto, gli incendi sono cessati. Questa strana coincidenza ha subito fatto pensare all’ipotesi del dolo, una soluzione sposata anche da uno studio del CICAP che, ovviamente, ha subito sposato l’idea risolvendo felicemente la questione!

Si tratta in ogni caso di una pista debole sin dall’inizio; diversi testimoni (tra cui anche alcuni carabinieri, tecnici dell’Enel e della Protezione Civile) hanno assistito direttamente a fenomeni di autocombustione.

Potrebbe invece esistere un’altra spiegazione, da tempo mormorata a bassa voce dagli abitanti di Canneto; i tecnici, una volta giunti sul posto, avrebbero individuato e risolto il problema ma avrebbero mantenuto il segreto per coprire i responsabili ed evitargli quindi di dover pagare i danni.

Stranamente, qualche giorno dopo l’arrivo dei tecnici, viene menzionata l’ipotesi del fenomeno naturale che avrebbe dovuto far chiarezza sul mistero e che, soprattutto, avrebbe tutelato il vero responsabile. Un successivo sviluppo dell’ipotesi del dolo, richiama ancora in questione quanto appena detto e si basa sul fatto strano che, appena chiamati in causa, i tecnici hanno subito verificato la funzionalità dei ripetitori non riferendo però alcun risultato sulla loro ricerca.



Piezoelettricità

Si tratterebbe di fenomeni elettrici di origine sotterranea, molto probabilmente di carattere impulsivo, quali i campi elettromagnetici concomitanti.

L' origine sarebbe probabilmente da imputare a fenomeni di piezoelettricità, ossia la proprietà di alcuni cristalli di generare una carica elettrica quando sollecitati meccanicamente.

La stessa ipotesi viene sostenuta da Tullio Martella, capo della Protezione Civile della Regione Siciliana, che addossa la responsabilità dei fenomeni al campo elettrico intermedio che viene a crearsi in seguito alla differenza di potenziale fra due conduttori.

In pratica il nucleo terrestre si modella come se avesse la forma di un riccio di mare con tanti aculei, favorendo la formazione di linee preferenziali attraverso cui l'energia geotermica scorre verso la superficie. In seguito alla scomposizione che viene a crearsi si sprigiona una nube di elettroni che si libera nell'atmosfera; quando gli elettroni incontrano i conduttori li caricano di energia provocando così le scintille responsabili dei fuochi di Canneto.

Questa teoria, sicuramente valida da un punto di vista scientifico, non spiega però per quale motivo uno di questi “aculei” si trova proprio in quella zona e, soprattutto, non spiega perché i fenomeni siano avvenuti soltanto in tempi recenti e con delle cadenze quantomeno sospette rispetto allo svolgersi delle investigazioni.

In ultimo è da registrare la smentita da parte del Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia; i tecnici dell’Istituto, infatti, hanno portato a termine i loro rilievi e tutto è risultato nella norma. Non si tratta quindi di fenomeni naturali e del resto, è molto improbabile immaginare un fenomeno di carattere naturale come quello descritto dalla Protezione Civile che colpisce soltanto alcuni impianti elettrici e ne esclude altri!



L’ipotesi vulcanica

La posizione di Caronia, geograficamente posta vicina alle Isole Eolie, la colloca di conseguenza in una zona a carattere vulcanico e notoriamente attiva.

Alcune rilevazioni effettuati dagli inviati del C.U.I. Sicilia hanno riportato la testimonianza di pescatori che asserivano di aver visto bollire l’acqua del mare, un fenomeno prettamente vulcanico simile a quello accaduto a Lipari; sarebbe quindi possibile ipotizzare un flusso continuo di particelle cariche di elettroni che si raccoglie condensandosi in punti genericamente carichi di elettricità come i contatori. Questa ipotesi spiegherebbe parte dei fenomeni ma ne tralascerebbe altri quali quelli che interessano le avarie meccaniche dei motori e dei cellulari.



Ipotesi paranormale

Tralasciando la dichiarazione di Padre Gabriele Amorth che ha messo in guardia gli abitanti di Canneto in merito ad una presenza demoniaca nelle loro case, una ipotesi paranormale potrebbe essere fatta rispetto ad un massiccio fenomeno di Poltergeist.

Questa strana manifestazione, documentata e studiata già dall’Ottocento, potrebbe essere l’elemento scatenante dei roghi spontanei e delle alterazioni riscontrate negli apparecchi elettronici. Sarebbe interessante fare una indagine sui possibili soggetti scatenanti, appurando se nell’abitato sono presenti persone in età adolescenziale, caratteristica sempre presente in tale fenomenologia.

Quella seguente Х un'altra dichiarazione mandata al Sindaco di Caronia da parte di questo personaggio:

Una seconda notizia, tra il paranormale e l’esoterismo, riguarda l’ipotesi avanzata dalla Principessa Yasmin von Hohenstaufen Avril de Burey d'Anjou, archeologa, docente universitaria e presidente della Fondazione Federico II.

La Principessa chiese al Sindaco di Caronia il permesso per effettuare particolari rilevamenti atti a confermare la presenza di correnti magnetiche sotterranee in grado di scatenare un processo alchemico, responsabile dei fenomeni registrati.

L’ipotesi parla di correnti vaganti e varie ipogee , che innescano un procedimento di fusione a freddo che accade in presenza di tungsteno e falde acquifere, in situazioni geologiche magnetiche che subiscono catalizzazioni varie, in presenza di fonti di elettricità, fulmini e onde magnetiche.



Armi non convenzionali

Esiste la possibilità che esperimenti militari con armi non convenzionali si siano svolti nel territorio di Canneto?

Per quanto snobbata da molti, questa ipotesi si troverebbe a metà tra i fenomeni alieni e HAARP, dando una risposta plausibile a quasi tutti gli interrogativi posti sulle combustioni spontanee.

Molti hanno scartato, forse con troppa fretta, l’idea di esperimenti militari, adducendo il fatto che risulta estremamente improbabile la scelta di un luogo come Canneto per tali sperimentazioni. Pur essendo plausibile questa giustificazione è anche vero il contrario, ossia, proprio perché Canneto è un luogo improbabile potrebbe trovarsi al centro di esperimenti militari, e la vicinanza di una base NATO non può che indurre ulteriori sospetti.

A questo punto ci si dovrebbe domandare quale tipo di esperimento sia stato effettuato o quale tipo di arma sia stata testata, e principalmente, esiste un’arma che possa provocare gli effetti registrati a Canneto?

La risposta a questo quesito è sicuramente affermativa e possiede anche un nome: armi a microonde!

Che gli Stati Uniti siano in fase avanzata in questo particolare tipo di progetto bellico non è affatto un segreto, tranne per coloro che hanno intenzione che rimanga tale; si tratta di diversi tipi di armi di nuova generazione che impiegano le microonde e che possono essere letali o non letali, ovvero di dissuasione. Non staremo a fare una dissertazione tecnica sul loro impiego e sulla distinzione tra i vari tipi di armamenti, quello che più ci interessa è il tipo di impulso generato e l’effetto sull’ambiente circostante. Se infatti è vero che l’impulso risulta regolabile e, di conseguenza, i danni arrecati, esistono documentazioni su armi a microonde in grado di generare un impulso molto breve ma di potenza così elevata da creare campi elettrici tanto intensi da essere in grado di distruggere i componenti elettronici presenti nelle vicinanze; grazie alla loro corta lunghezza d'onda i segnali a microonde riescono ad incunearsi nei più piccoli fori presenti nelle pareti, potendo così distruggere anche i componenti posti all'interno di contenitori metallici; in questo modo riescono a mettere fuori uso qualunque apparato elettronico, dai PC ai quadri di comando industriali, fino alle centraline delle automobili, arrestandone la corsa anche a diverse decine di metri di distanza. Si tratta dello stesso principio adottato da un altro armamento “dissuasivo” americano, la bomba elettromagnetica o e-bomb, un dispositivo che con la sua "esplosione" silenziosa emette un impulso di potenza talmente elevata che è in grado di mettere fuori uso qualunque apparato elettronico presente in un'area molto vasta pur senza fare vittime; in tal modo, senza un apparente motivo, si fermano di colpo le centrali elettriche, le radio e le televisioni, i telefoni cellulari, gli autoveicoli, gli aerei, i radar.

Fonti usate dall'autore nella pagina web da cui l'articolo e' tratto: http://www.robertolapaglia.org

 

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