Ecco i primi articoli di chi NON crede che il mistero di Canneto Di Caronia sia liquidabile accusando un giovane di piromania, voci fuori dal coro nell'attuale linciaggio mediatico nazionale. Un video dice gia' tutto da solo...

 

 

Canneto di Caronia – La notizia della notifica di un avviso di garanzia a Giuseppe Pizzino, figlio di Nino storico portavoce dei cittadini della contrada marina di Caronia sulle vicenda degli incendi, ha provocato sconcerto e stupore sia tra gli abitanti di Canneto che tra tutti coloro che, a vario titolo, si sono interessati alla vicenda. Una notizia che adesso solleva innumerevoli interrogativi sull’intera questione. Secondo i militari dell’arma della Compagnia di Santo Stefano di Camastra e la Procura della Repubblica di Patti gli incendi verificatisi a Cannetro fra il 20 luglio 2014 ed il 08 ottobre 2014 sarebbero stati dolosi. Giuseppe Pizzino è indagato per i reati di incendio e danneggiamento seguito da incendio continuati, relativi a diversi episodi incendiari connessi fra loro. Inoltre le perquisizioni sono state eseguite nell’intento di individuare strumenti atti ad appiccare con rapidità il fuoco, dispositivi generatori di combustione e altre cose pertinenti ai reati per i quali si procede. A questo punto, almeno per quanto riguarda gli ultimi episodi incendiari denunciati a Canneto nel 2014, tutto viene rimesso in discussione. Trasmissioni televisive a carattere nazionale che hanno tentato di spiegare quello che sembrava inspiegabile, il sindaco che viene sentito al Senato, deputati e senatori che si adoperano pubblicamente per cercare di smuovere le acque e trovare una soluzione, esperti che parlano di esperimenti militari, campi elettromagnetici e altri inspiegabili fenomeni. Da ieri, secondo gli inquirenti, tutto invece è molto più terreno, umano. Secondo i Carabinieri gli incendi sarebbero stati appiccati volontariamente anche se non è stato specificato se durante le perquisizioni siano state rinvenute apparecchiature sofisticate e generatori di combustione e da chi? Proprio dal figlio di chi ormai da anni si espone continuamente anche con manifestazioni clamorose per cercare di dar voce all’inevitabile disagio vissuto dai suoi concittadini. Sulle indagini, ancora coperte dal massimo riserbo, interviene anche il Senatore Bruno Mancuso. “Sono incredulo e disorientato”, dichiara l’ex Sindaco di Sant’Agata Militello, che in questi mesi ha seguito da vicino la vicenda dei misteriosi incendi di Canneto e si è interessato attivamente, stimolando e sollecitando l’intervento delle autorità istituzionali preposte alla sicurezza della popolazione. “Sapevo che questa era una delle ipotesi al vaglio degli investigatori – prosegue Mancuso – ma l’ho sempre considerata remota, sia per la dinamica degli eventi sia perché sono stato testimone del disagio autentico e delle sofferenze delle famiglie di Canneto. Sarei molto prudente a considerare risolto il caso. Aspettiamo con fiducia il prosieguo delle indagini nella speranza che la verità venga presto a galla. Continuerò a stare vicino al Sindaco di Caronia ed agli amici di Canneto, fino a quando non si farà piena luce sulla vicenda.” Il mistero adesso è probabilmente ancora più fitto. In pochi riescono ancora a credere a quanto successo ieri con la notizia diffusa dal comando provinciale dei Carabinieri, dell’indagine in corso e dell’avviso di garanzia.

Fonte: http://www.98zero.com

 

 

 

CARONIA. Si ritrovano seduti sotto la solita tettoia, quella che da luglio li ospita. Abitanti e residenti di Canneto di Caronia, sono increduli, costernati. La notizia dell'avviso di garanzia a Giuseppe, per tutti Peppe, iscritto nel registro degli indagati per i reati di incendio e danneggiamento seguiti da incendio continuato, ha scatenato reazioni a catena. La mano umana che aleggia su via del mare potrebbe avere il volto del giovane 26enne? "Mio nipote - urla la nonna Lorenzina Di Pane - era con me al supermercato mentre a casa di mia cognata Catena bruciava improvvisamente un ombrellone. In tanti momenti in cui qui scoppiavano incendi lui non era presente". Lorenzina, non riesce a trattenere le lacrime, soffre e si alza nervosamente, passeggia tra elettrodomestici bruciati e mobili distrutti, macerie di case ormai vuote. "Peppe è stato sempre a Canneto - racconta l'imprenditore Salvatore Rossello - è stato il primo a spegnere le fiamme, a prendere in mano gli estintori per aiutare tutti. Ha protetto - continua Rossello - anche noi, padri di famiglia, per evitare che ci facessimo del male. Una volta è scivolato dalle scale, ferendosi ad un piede e più volte si è ustionato". Il padre di Peppe, Nino Pezzino, l'imprenditore 54enne portavoce di via del mare, non vuole parlare. Ostenta serenità, ma è un padre, provato da una brutta malattia e preoccupato. Suo figlio, che tra le altre cose è stato ricoverato 10 giorni lo scorso agosto per intossicazione, è indagato. Un colpo al cuore per chi da venti giorni, dorme su una branda all'aperto per controllare quel che resta della sua casa e delle altre di Canneto.

Fonte: http://messina.gds.it

 


 

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