Dopo esattamente 5 anni si tratta della stessa data della stessa località dello stesso tipo di aereo della stessa rotta e soprattutto dello stesso identico fenomeno. 4 Gennaio 2008 - 4 Gennaio 2013 – Arcipelago di Los Roques (circa 120 km a nord dalla costa di Caracas) – Venezuela : scompaiono 2 piccoli aerei da turismo bimotori e di loro non si trova più nessuna traccia... nè di carburante... nè di rottami... nè di corpi... nemmeno la traccia radar... nulla di nulla... eppure essendo spariti relativamente vicini alla costa - se fossero precipitati in mare almeno in uno dei 2 casi si sarebbe trovato qualcosa... a maggior ragione sui fondali marini che in quel punto dell'Atlantico risultano relativamente bassi... invece nulla... zero assoluto.

E' evidente che a molti di voi tornerà in mente il triangolo delle Bermude - una zona di mare che da quella zona risulta relativamente vicina (circa 1000 km più a nord iniziando dall'isola di Puerto Rico fino all'arcipelago delle Bermude).
Quindi è inevitabile iniziare a pensare che - forse - si tratta dello stesso inspiegabile fenomeno che fino a mezzo secolo fa ha fatto scomparire decine di navi ed aerei in quel tratto di Atlantico - come in questi 2 casi – senza lasciare assolutamente più nessuna traccia fisica.
Forse si ricreano dei buchi spazio-tempo più a sud del famoso triangolo? Buchi spazio-tempo che si creano soltanto in determinati periodi dell’anno ed in località coincidenti - e quindi in precise date e località con precise posizioni di Sole Luna e pianeti in grado di permettere a quella precisa combinazione luogo-spazio-tempo di interferire in modo anomalo sul campo gravitazionale terrestre?
Si tratta soltanto di ipotesi - ma vi ricordo che in qualche caso di sparizione improvvisa di aerei nello scorso secolo nel triangolo delle Bermude - i piloti poco prima di perdere definitivamente il contatto radio avevano comunicato di non vedere più sotto di loro il mare, ma un continente con edifici enormi e molto strani oltre che avveniristici, ed in qualche caso anche strane piattaforme (scambiate per piste di atterraggio dove loro avrebbero potuto e voluto scendere) dopo quelle comunicazioni da quegli aerei non si ebbe più nessuna traccia...
Tornando al caso dei 2 aerei in Venezuela... anche parlare di dirottamento ad opera dei narcotrafficanti sembra poco probabile... a maggior ragione che almeno nel caso della sparizione di 5 anni fa avrebbe avuto senso che loro nei periodi successivi avrebbero comunque ed in qualche modo inoltrato una richiesta di riscatto o di scambio con prigionieri o altro ancora...
E’ altrettanto inverosimile – come sentito ai telegiornali – che gli occupanti degli aerei abbiano magari volutamente fatto sparire le loro tracce come per sfuggire al fisco o ai problemi lasciati qui in Italia... soprattutto nel caso di quest’anno dove a bordo si trovava anche il figlio dello stilista Missoni in compagnia della moglie e con 2 figli grandi qui in Italia che li aspettavano ed una vita tutt’altro che infelice o avvolta dal mistero per rendere sensata una fuga improvvisa e volontaria (si tratta di persone di quasi 60 anni e quindi non di sbarbati irresponsabili od in cerca di avventure).
A mio parere per l'incredibile coincidenza delle date... le totali mancanze di tracce radar... di rottami ed effetti personali... di carburante e di corpi... e non ultimo la relativa vicinanza al continente (che facilitirebbe il ritrovamento di tutto o parte di questi indizi) oltre ai silenzi dei cartelli della droga e del narcotraffico Venezuelani... sono realmente portato a pensare ad un'anomalo fenomeno spazio-tempo che ha inghiottito i 2 velivoli.

Valentino Rocchi

 

 

A quasi due settimane dalla scomparsa del piccolo aereo bimotore Islander a Los Roques (Venezuela), dove a bordo si trovavano quattro turisti italiani di ritorno dalle vacanze natalizie e i due piloti, il mistero invece di andare (come in teoria dovrebbe succedere) verso una soluzione si infittisce ulteriormente.

E’ di due giorni fa la notizia, data dal costruttore, che il bimotore anche se ormai obsoleto (era stato costruito nel 1968) disponeva sulla carlinga esterna un dispositivo elettronico di segnalazione in grado di trasmettere ad un centro, o ad una stazione di controllo, le sue coordinate in caso di impatto violento sia sulla terraferma che sull’acqua.

Quindi – a meno che non era funzionante o che la torre di controllo abbia perso prima il segnale – risulta improbabile che si sia schiantato o che sia anche ammarato senza schiantarsi, perché comunque la segnalazione sarebbe partita lo stesso con un impatto minimo.

Inoltre è incredibile che almeno un paio di cellulari (o forse tre) degli occupanti (in tutto sei e non erroneamente otto come ipotizzato da qualcuno) risultavano ancora funzionanti e squillavano (a vuoto) fino ad un paio di giorni dopo la scomparsa, e cioè fino a quando si sono naturalmente esaurite le loro batterie in stand-by.

Quindi significa che probabilmente – se precipitato – l’aereo non sia comunque finito in mare.

Ultima e non meno importante considerazione – in base ad una trasmissione televisiva che ho personalmente seguito la scorsa settimana proprio su questo caso di Los Roques – una coppia di turisti italiani nel 1995 erano lì in vacanza, ed il marito aveva ripreso con la videocamera da bordo di uno di questi aerei proprio un altro aereo (sempre di piccole dimensioni) che aveva ammarato a causa di un guasto tecnico e gli occupanti erano stati messi in salvo da un’imbarcazione di soccorso.

Era tutto molto dettagliato nella videoripresa e non c’erano scene di panico e di improvvisazione.

L’uomo ha raccontato – dalla testimonianza dei venezuelani - che talvolta capita che questi piccoli velivoli debbano ammarare per guasti improvvisi ed è praticamente impossibile perderne le tracce, perché comunque le rotte sono sempre sorvegliate – ed in questo caso parliamo di 18 anni fa quando gli strumenti di controllo erano un po’ meno precisi di oggi.

C’è inoltre da considerare – nel caso dell’ipotesi di schianto violento sulla superficie del mare - dove si sono perso le tracce il fondale, anche se è di circa 1000-1500 metri, l’aereo aveva a bordo circa 3.000 litri di cherosene oltre alle parti galleggianti. quindi sarebbe molto improbabile che si perdano tutte le tracce – come invece accade sempre quando cade un’aereo in mare - .

Da una ricerca personale ho scoperto inoltre che il punto in cui si sono perse le tracce – circa 25-30 km a sud dell’isola di Los Roques in direzione Caracas – è lo stesso in cui è scomparso l’altro bimotore nella stessa data (il 4 Gennaio ma del 2008) ed entrambi i velivoli avevano comunicato alla torre di controllo di avere in avaria entrambi i motori.

In pratica quale probabilità percentuale si potrebbe avere che spariscono 2 velivoli più o meno dello stesso tipo – nella stessa identica data (anche se a distanza di 4 anni) – nello stesso identico punto e con lo stesso identico problema (tutti e 2 i motori rotti contemporaneamente)?

Il governo venezuelano adesso ha rivangato - alla luce di quanto sopra – dopo averla precedentemente accantonata l’ipotesi del dirottamento da parte di narcotrafficanti, o peggio di trafficanti d’organi umani, ma anche questa ipotesi sembra poco attendibile perché – se è vero – che dal 1995 sono spariti in quel tratto di mare circa 60 aerei (quindi circa 3 ogni anno) sembra davvero impossibile che di questi – aerei oggetti e persone – si siano perse tutte le tracce.

Valentino Rocchi.

 

 

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