Anche se la cosa può far sorridere, perfino gli scienziati da un decennio a questa parte hanno iniziato a parlare di mondi paralleli. Si parla di "multiverso", ovvero di infiniti universi paralleli uno vicino all'altro ( c'è chi li vede come "bolle", chi come piani) dove le leggi fisiche ed esistenziali possono essere diverse dalle nostre; in pratica c'è la possibilità che esistano infinite nostre copie con una vita propria e diversa dalla nostra.
In un altro universo io potrei essere un'astronauta, in un altro un musicista, in un altro una ballerina flamenco, in un altro ancora sposato con 12 figli, ecc..
C'è poi una variante della teoria che vuole che gli universi paralleli siano uno sovrapposto all'altro, separati da in velo invisibile e invalicabile: quindi non si tratterebbe di universi fisici ma di diverse dimensioni di esistenza, che potremmo raggiungere anche sul nostro pianeta se sapessimo come fare.
Oggi lo dice la scienza, ma quando le gente e i giornali parlavano di persone apparse dal nulla nessuno studioso credeva fosse possibile ed etichettava il caso come allucinazione o semplicemente un falso. Invece ora si ammette il fatto che possano esistere luoghi della nostra Terra dove quella barriera tra due mondi paralleli sia molto sottile e che a volte si creino dei buchi nei quali alcune persone scompaiono o appaiono.
I casi più eclatanti di cui si è discusso in passato sono l'uomo venuto da Taured, Rudolph Fenz, Kaspar Hauser, Jophar Vorin, Lerina Garcia, ma ce ne sono tantissimi di casi di persone sbucate dal nulla che hanno affermato di non riconoscere questo mondo come il loro.
Qui invece voglio parlarvi del contrario, cioè del caso di una persona svanita nel nulla davanti agli occhi di parecchi testimoni.
Selma oggi è una cittadina dell'Alabama di circa 20.000 abitanti, ma nel 1800 era poco più che un agglomerato di case di contadini e allevatori di bestiame. Nel 1954 uno dei contadini con più possedimenti era Orion Williamson, un brav'uomo amato da tutti e sempre disponibile a dare una mano alla comunità.
Il lavoro alla fattoria era duro, ma grazie all'aiuto della moglie e del figlio riusciva a terminare le sue faccende prima del tramonto. Era un afoso pomeriggio di giugno e Orion se ne stava seduto nella sua veranda assieme alla sua famiglia e alcuni amici. Tra di loro c'erano i suoi vicini Armour Wren e suo figlio James, che ogni giorno passavano a trovare Orion per bere qualcosa assieme e far due parole dopo gli impegni nei campi.
Il contadino di tanto in tanto dava un'occhiata al prato davanti casa. dove aveva lasciato pascolare alcuni cavalli: ogni tanto tendevano a separarsi e qualcuno si allontanava troppo per cercare un po' di ombra sotto le fronde di alcuni alberi, che segnavano il confine con altre proprietà. Temendo che qualcuno di loro sconfinasse Williamson si alzò dalla sua sedia e disse a tutti che voleva radunare i cavalli e condurli nella stalla, così prese il suo bastone e lentamente iniziò a dirigersi verso il prato.
Tutti potevano vederlo: la moglie, il figlio, gli ospiti, i vicini e perfino gli altri contadini nei campi: in fondo l'uomo era si e no a un centinaio di metri da casa e l'erba più alta arrivava al massimo alle sue caviglie.
Orion però nel campo iniziò a comportarsi in maniera strana: più volte si fermò, come se stesse parlando con qualcuno che in realtà non c'era; a volte faceva qualche passo deciso e a volte più lentamente e soprattutto da quando era entrato nel campo sembrava non badare più al problema dei cavalli, ma avanzava in linea retta davanti a se.
Tutti alla fattoria notarono quel suo strano comportamento e ci fu anche chi tentò di richiamare la sua attenzione per capire cosa stesse facendo, ma l'uomo, giunto a circa tre quarti dell'appezzamento, si voltò e fissò nella loro direzione per poi sollevare una braccio come in cenno di saluto. Fu l'ultima volta che lo videro perchè subito dopo l'uomo svanì davanti ai loro occhi.
Sia Williamsons che i Wrens stentarono a credere ai loro occhi; il figlio di Orion e James Wren si precipitarono nel campo, ma l'uomo sembrava essersi smaterializzato senza lasciare traccia. Armour Wren chiamò a gran voce gli altri contadini nei campi e poi andò a chiamare lo sceriffo informandolo della cosa; iniziarono ore e ore di ricerca inutile perchè il campo non aveva erba alta o buche e la gente si spinse avanti per chilometri, credendo che l'uomo avesse in realtà proseguito per chissà dove.
Lo sceriffo in realtà trovò una serie di impronte che potevano essere ricondotte a Orion Williamson: vennero usati dei cani a cui fu fatto annusare un indumento del contadino per un certo tratto seguirono una traccia in mezzo al campo, ma tutti si fermarono dove finivano quelle impronte e apparvero confusi e disorientati, senza riuscire più ad andare avanti. Quel punto era esattamente quello dove tutti videro l'uomo svanire nel nulla.
Oltre 300 persone cercarono l'uomo fino a notte fonda, ma non ci fu nulla da fare e quando la notizia della sparizione inspiegabile giunse ai giornali, giunsero persino dei geologi alla fattoria ad ipotizzare di cedimenti del terreno nel campo. Venne scavata una grossa porzione di terreno per controllare si il campo fosse in qualche modo instabile o inusuale, ma ciò che trovarono fu solida roccia, senza buchi, fessure o crolli. Nulla che potesse spiegare l'evento.
La cosa più inquietante (se già la scomparsa non fosse abbastanza scioccante) fu che secondo quanto riferito dalla signora Williamson e suo figlio, per diverse settimane in quel campo si poteva sentire la voce di Orion che chiedeva aiuto, una voce che coi giorni diventò sempre più debole fino a svanire definitivamente. Ogni volta che lei o suo figlio la sentivano si precipitavano nel campo, ma senza mai trovare nulla. A poco a poco, la voce di Orion divenne un sussurro, poi scomparve per sempre.
Dopo 10 giorni di ricerche infruttuose il giudice dichiarò Orion Williamson morto.
Ma la vicenda aveva ancora in serbo un altro evento raccapricciante e misterioso: l'anno dopo, e per diversi anni a seguire, nello stesso punto dove i testimoni videro Orion scomparire, l'erba crebbe in modo anomalo o non crebbe affatto, lasciando un cerchio di erba morta che sembrava segnare il punto della scomparsa del contadino sfortunato.
Lo scienziato tedesco Massimiliano Hern ipotizzò che Orion sia entrato in una sorta di "etere universale", cioè un buco dimensionale che si aprirebbe solo per pochi secondi distruggendo la materia che lo attraversa per ricomporla chissà dove. Un altro scienziato abbracciò in parte questa teoria e ha teorizzato un campo magnetico anomalo che abbia aperto un varco per un'altra dimensione, da cui si potrebbe tornare solo se si avesse la fortuna di imbattersi in un altro di questi campi anomali che "bucano" la barriera tra due dimensione diverse.
C'è poi chi ha imputato il fenomeno a folletti e fate (ricordate la teoria dei "cerchi della fate", secondo cui questi spiritelli genererebbero dei portali circolari per il loro mondo?).
Fatto sta che Orion Williamson non fece mai più ritorno.
Molti anni dopo la storia di Williamson ispirò un autore di nome McHatten, che riscrisse la scomparsa ambientandola nel 1880, cambiando il nome del protagonista in David Lang. e cambiando il luogo in Gallatin.

Fonte dentro Facebook: Misteri dal Mondo - Credere Per Vedere

Preso da: http://leggendemitimisteri.forumfree.it

 

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