Qualcosa di inspiegabile si è verificato sul nostro pianeta circa 1.200 anni fa. Nel corso di uno studio sulla quantità di isotopo radioattivo carbonio-14 negli anelli degli alberi secolari, i ricercatori hanno rilevato che tra il 774 e il 775 d.C., il pianeta Terra è stato colpito da una raffica molto intensa di radiazioni ad alta energia, la cui origine è del tutto sconosciuta.

 

 

Il radiocarbonio si forma quando le radiazioni ad alta energia provenienti dallo spazio colpiscono gl atomi nell’alta atmosfera, producendo neutroni. Questi si scontrano con l’azoto-14, decadendo poi in carbonio-14. Normalmente, la produzione continua di radiocarbonio viene alimentata dalla radiazione cosmica di fondo. Tuttavia, i solo eventi noti in grado di produrre il picco di 14C negli alberi dell’emisfero boreale sono l’esplosione di una supernova o una tempesta di protoni prodotta da brillamento solare gigante. Ma, nessuno si questi due fenomeni sembra probabile, spiega su Nature Fusa Miyake, fisico dei raggi cosmici presso la Nagoya University in Giappone, dato che ognuno di essi avrebbe dovuto essere abbastanza potente da provocare effetti che sarebbero stati ampiamente notati in quel momento. Una supernova massiccia, per esempio, sarebbe stata abbastanza luminosa da produrre una “nuova stella” visibile anche di giorno, come nel caso di eventi simili registrati nel 1006 e nel 1054. Per provocare il picco riscontrato negli alberi, l’esplosione avrebbe dovuto essere molto più intensa di queste ultime due. È possibile, continua Fusa, che un evento del genere possa essersi verificato nei cieli dell’emisfero australe, dove gli astronomi dell’epoca non avrebbero potuto vederlo. Ma se così fosse, i radioastronomi di oggi avrebbero trovato i segni residui di questa esplosione tremendamente brillante. Per quanto riguarda i brillamenti solari, il ragionamento è simile: un evento capace di produrre protoni ad altissima energia e generare il picco osservato supererebbe enormemente qualsiasi eruzione solare mai registrata. I resoconti storici avrebbero certamente riportato aurore straordinarie alle basse latitudini. Per non parlare poi della gigantesca fiammata che avrebbe probabilmente spazzato via lo strato di ozono, con conseguenze ecologiche devastanti. Dunque, qualunque cosa sia successa in quegli anni, al momento rimane un mistero. Gli scienziati non sono riusciti ancora a determinare la fonte dell’enigmatica energia proveniente dallo spazio.





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Profittando dell’incertezza da parte della scienza a fornire risposte al misterioso fenomeno, qualcuno si è spinto a ipotizzare una causa che i ricercatori non hanno potuto, o voluto, considerare. Partendo da presupposto che esistono numerosi resoconti medievali nei quali si parla di strani oggetti volanti, alcuni arditi pensano che le radiazioni possano essere state emesse da un qualche veicolo di origine non terrestre in orbita attorno al pianeta Terra. Anzi, forse le radiazioni sono il risultato di un epico scontro tra velivoli alieni in prossimità della Terra.

 

 

In un manoscritto scritto da Agobardo di Lione nel 9° secolo (Contra vulgi insulsam opinionem de grandine et tonitruis), il vescovo riporta gli strani racconti da parte dei contadini francesi:
“C’è una certa regione chiamata Magonia da dove provengono le navi tra le nuvole. Gli occupanti di queste navi portano lì i frutti della terra che vengono distrutti dalla grandine e dalle tempeste”.
L’arcivescovo scrive di aver anche assistito alla lapidazione di tre uomini e una donna caduti da una di queste stesse navi. Tra i resoconti più citati c’è quello redatto nel 1211 da Gervasio di Tilbury, un cronista inglese di eventi storici e curiosità, il quale riporta una storia bizzarra nei suoi “Otia Imperialia”:
“Quello che è accaduto nel borgo di Cloera (Irlanda), una Domenica, mentre la gente era a Messa, è una meraviglia. In questa cittadina c’è una chiesa dedicata a San Kinaro. E avvenne che un’ancora fu calata dal cielo, con una corda attaccata ad essa, impigliandosi nell’arco sopra la porta della chiesa. La gente di precipitò fuori e vide nel cielo una nave con uomini a bordo, la quale galleggiava nell’aria. Videro poi un uomo scendere verso l’ancora per disincagliarla; sembrava come se stesse nuotando in acqua. Il popolo si precipitò verso l’uomo, cercando di catturarlo, ma il vescovo proibì di imprigionare l’uomo, perchè avrebbe potuto ucciderli. L’uomo fu liberato e volo' fino alla nave. L’equipaggio tagliò la corda e la nave salpò verso l’alto”.
Un'altra testimonianza diventata famosa è il cosiddetto Manifesto di Norimberga, una stampa che riporta di un evento celeste avvenuto nei cieli di Norimberga il 14 aprile 1561. Secondo le cronache del tempo, la popolazione vide comparire in cielo numerosi oggetti volanti, di varie forme, che ingaggiarono fra di loro una sorta di combattimento. Le cronache del tempo riportarono l’accaduto con dovizia di particolari, affinché della vicenda rimanesse chiara memoria. Inoltre, furono eseguite diverse incisioni su legno e stampe su carta.

 

 

L’avvenimento durò circa un’ora e terminò quando diversi oggetti precipitarono al suolo, alla periferia della città, causando un incendio. Così riporta l’incisore Hans Glaser:
“La mattina del 14 aprile 1561 apparvero vicini al Sole due oggetti a forma di falce, simili alla Luna calante, di colore rosso. Questi oggetti si spostavano dal centro ai lati del Sole, e poi sopra e sotto. C’erano anche delle sfere di colore rosso, blu e nero, e dei dischi tondeggianti. Volavano a file di tre, o a quattro formando dei quadrati, e alcuni dischi volavano da soli. Mescolate a questi oggetti sono state viste anche molte croci di colore rosso, e fra di esse c’erano oggetti di forma allungata con la parte posteriore più spessa e la parte anteriore più snella. In mezzo a tutto questo c’erano due grandi oggetti cilindrici, uno sulla destra e uno sulla sinistra, e dentro ognuno di essi c’erano numerose sfere, e tutti iniziarono a combattere fra di loro. La battaglia nei cieli durò circa un’ora e fu vista da numerosissime persone, sia nella città che nelle campagne circostanti, poi alcuni oggetti caddero in fiamme sulla terra, alla periferia della città, provocando un vasto incendio e una grande nube di fumo. I presenti videro anche, vicino alle sfere volanti, una specie di grande lancia nera”.
Il testo di Glaser, attualmente conservato presso la Wickiana della Biblioteca Centrale di Zurigo, venne pubblicato insieme a un breve commento di stampo religioso sul Giudizio Universale e sul peccato nella gazzetta della città di Norimberga, corredato da una stampa a colori. Qualcosa di analogo si verificò, cinque anni più tardi, anche a Basilea. Il 7 agosto 1566, quando la popolazione vide comparire in cielo numerosi oggetti volanti che iniziarono a combattere fra di loro.

 

 

La vicenda venne descritta da Samuel Koch nel Volantino di Basilea, la gazzetta cittadina:
“La mattina del 7 agosto 1566 moltissime persone, spaventate, videro dei grandi dischi di colore scuro apparire in cielo e fu come se estate e inverno fossero giunti nello stesso momento, con fumi e nebbie, calore intenso, spari e cannonate. Questi oggetti, così numerosi da oscurare il Sole, volavano a grande velocità come se stessero danzando o combattendo. Alcuni, che sembravano sparare colpi di cannone, divennero di colore rosso ardente”.
Dunque, è possibile che qualcosa di analogo si sia verificato anche nel 775 d.C. nei cieli settentrionali del nostro pianeta? Nell’attesa di ricevere una risposta dalla scienza ufficiale, sarebbe saggio non escludere alcuna possibilità.

Fonte: http://www.ilnavigatorecurioso.it

 


 

Di solito si pensa che gli avvistamenti UFO siano un fenomeno tipico del XX secolo e in particolare degli ultimi settant'anni. Se la quantità delle testimonianze e dei relativi fenomeni più o meno spiegabili sembra in qualche modo avallare tale tesi, può essere in qualche modo riduttivo e semplicistico pensare che nei secoli passati nulla di simile sia mai potuto accadere. La storia antica è infatti piena di fenomeni celesti altamente enigmatici e apparentemente inspiegabili a cui forse i nostri antenati diedero spiegazioni decisamente più mistiche e religiose che non ufologiche.

 

 

Quello che successe la mattina del 14 aprile del 1561 sui cieli di Norimberga, seguito cinque anni dopo da un fenomeno analogo sui cieli di Basilea, rappresenta forse l'episodio più eclatante ma anche maggiormente testimoniato tra tutti quelli riportati dai cronisti antichi.

Quello che apparve agli occhi degli allibiti abitanti di Norimberga fu un qualcosa di incredibilmente grandioso e dai connotati decisamente apocalittici tanto da far pensare a molti ad un fenomeno divino-escatologico.

A quei tempi infatti la coscienza collettiva non era portata a pensare a possibili visite aliene da altri mondi ma si riportava tutto nell'alveo sicuramente più rassicurante dell'azione divina. Dell'incredibile episodio abbiamo la preziosa testimonianza del cronista dell'epoca Franz Glaser il cui testo, corredato da una per certi versi incredibile e particolareggiata stampa a colori, venne pubblicato sulla Gazzetta della città di Norimberga ed è conservato attualmente presso la "Wickiana" della Biblioteca Centrale di Zurigo.

Di quella immane scena stile "Indipendence day" furono testimoni tutti gli abitanti della città tedesca e quindi non si trattò di una montatura, tra l'altro, in quei tempi assai improbabile. E neppure si trattò di una qualche forma di psicosi-allucinazione collettiva anche perché se è possibile che una quindicina di persone possano sbagliarsi scambiando le classiche lucciole per lanterne, è altamente improbabile che nell'errore clamoroso possano essere incappate decine di migliaia di persone nello stesso momento, come riportato dallo stesso Glaser. Quella mattina si incominciarono a vedere accanto al sole due grandi oggetti a forma di falce, come una sorta di luna calante di colore rosso vivo, oggetti che incominciarono a spostarsi velocemente prima ai lati dell'astro diurno e poi sopra e sotto. Dopo alcuni istanti si vide un numero incredibile di misteriose sfere di colore rosso, blu e nero anche di forma discoidale, sia singole che in formazioni di 3-4 elementi. Furono avvistate anche strane croci di colore rosso e oggetti volanti di forma allungata con la parte posteriore allargata rispetto a quella anteriore.

In mezzo a questo enorme "campo di manovra" celeste si videro anche enormi oggetti di forma cilindrica con dentro a loro volta un numero imprecisato di sfere luminose. Questi innumerevoli oggetti sparpagliati nel cielo incominciarono ad un certo punto a combattere tra di loro, sono le parole precise di Glaser, combattimento che andò avanti per circa un'ora e che ebbe il suo epilogo con la caduta di alcuni di questi misteriosi oggetti nelle campagne circostanti con gran frastuono, fumo e distruzione.

Alla fine comparve un enorme e inquietante oggetto a forma di freccia nera così come è perfettamente riportato nella stampa a colori giunta fino a noi. Le spiegazioni che all'epoca vennero date dell'accaduto furono tutte, come detto, di natura religiosa, infatti la mente dei nostri antenati non era ancora in grado di ipotizzare l'esistenza di civiltà aliene e la possibilità che queste potessero venire a farci visita. Si pensò a Dio e ad un suo possibile avvertimento nei confronti dell'umanità, un avvertimento in chiave escatologica e apocalittica, con le schiere angeliche da una parte e quelle diaboliche dall'altra ad affrontarsi in un immane scontro nei cieli.

Stesse considerazioni possiamo farle riguardo al secondo episodio accaduto cinque anni dopo e precisamente la mattina del 7 agosto del 1566 sul cielo di Basilea, quando apparvero numerose sfere discoidali che incominciarono a spostarsi da un punto all'altro del cielo a folle velocità. Ad un tratto questa sorta di esercito celeste incominciò pure a scambiarsi quelli che sembrarono agli atterriti abitanti di Basilea veri e propri colpi di cannone, con nubi, fumo e calore intenso avvertito al suolo. La cosa strana è che, stando a quanto ci è stato riportato dal cronista dell'epoca, dopo il "cannoneggiamento" le sfere diventarono di colore rosso fuoco. Anche questo resoconto pubblicato allora sul giornale locale "Il volantino di Basilea" è tutt'ora conservato, insieme al documento di Norimberga, presso la "Wickiana" della Biblioteca Centrale di Zurigo. Molti studiosi hanno cercato di dare dei due episodi una spiegazione rassicurante di carattere scientifico attribuendo i fenomeni misteriosi di cui sopra ai cosiddetti "pareli", abbastanza diffusi a quelle latitudini e ai raggi crepuscolari. Siamo andati a documentarci per sapere qualcosa di più preciso su queste manifestazioni di carattere celeste. Il termine "parelio" si riferisce ad un fenomeno ottico di natura atmosferica provocato dalla rifrazione della luce solare da parte di piccoli cristalli di ghiaccio che si trovano di solito sospesi nell'atmosfera specialmente nelle latitudini più a nord, fenomeni che però di solito sfuggono agli occhi degli osservatori proprio perché avvengono nei pressi del sole. Guardando alcune foto del fenomeno ci si rende conto di come non ci sia alcuna similitudine con quanto accaduto sui cieli della Svizzera e della Germania così come è stato fedelmente riportato dalla stampa dell'epoca. Nel caso di un "parelio" si hanno infatti alcune sfere di colore bianco che sembrano allargare la corona solare e che, ripetiamo, l'occhio umano non può apprezzare dal vivo a causa della luce abbagliante del sole. E poi, nel caso dell'avvistamento di Norimberga, si parla di oggetti che andarono a schiantarsi al suolo con un boato e con grande fumo. Si parla poi, nell'episodio di Basilea, anche di colpi simili a quelli di un cannone del tutto fuori luogo nel caso di un "parelio".

Per quanto riguarda il fenomeno dei cosiddetti raggi crepuscolari, si tratta di un fenomeno di rifrazione tipico del momento del crepuscolo, dell'alba o del tramonto, che provoca la visione di raggi solari che sembrano apparentemente irradiarsi da un unico punto del cielo. Che cosa centri questo con i due episodi di Norimberga e Basilea francamente non lo sappiamo...e facciamo fatica ad immaginarlo. Potremmo pensare in alternativa anche ad un immane scontro tra una miriade di asteroidi o di corpi meteorici fra di loro ma, anche qui, un fenomeno del genere è praticamente impossibile come non è immaginabile che la fascia di asteroidi presente nel nostro sistema solare possa essersi spostata all'improvviso nella nostra atmosfera per...giocare all'autoscontro. Non restano quindi, allo stato attuale, altre ipotesi razionali che possano dare o almeno avvicinarci a fornire una spiegazione plausibile dell'accaduto. Resta l'ipotesi, per noi incredibile, di un'immane battaglia celeste combattuta per motivi sconosciuti tra due opposti schieramenti, un'andata e... Un ritorno con tanto di rivincita e con un esito finale sempre a noi sconosciuto. Non sappiamo ovviamente i motivi di un tale scontro ma qualcuno potrebbe pure ipotizzare che forse in palio... C'eravamo proprio noi e il nostro pianeta e se... Siamo ancora vivi forse vinsero quelli "buoni".

Di Roberto Crudelini.

Fonte: http://elzeviro.eu

 


 

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