

Ho parlato con una persona che e' seriamente preoccupata del futuro.
Teme i grandi casini internazionali come teme, essendo lui un convinto credente nell'esistenza di extraterrestri in visita al nostro pianeta, del rischio di un attacco dallo spazio o di una invasione aliena.
Tempo fa' ho scritto qualche elemento di informazione sulle gestioni delle emergenze sulle linee telematiche da parte degli ufologi, sembra che io debba riprendere il tema; si puo' anche consultare in questo stesso sito un altro articolo su questo argomento.
Io non posso certo sapere se ci saranno emergenze internazionali o mondiali, ricordo l'11 Settembre e il panico susseguente, e posso solo fare qualche considerazione.
Gli ufologi sono suddivisi non solo per gruppi di appartenenza, ma ancora di piu' sul territorio nazionale.
Un qualsiasi evento spaventoso tende a far cercare contatto con i punti di riferimento, nel caso degli ufologi pare che ambisca il contatto con i colleghi, come gia' si e' visto nel periodo successivo all'11 Settembre, quando la paura e le incertezze avevano prodotto discussioni lontane dal tema ufologico nelle principali mailing list.
Eventi spaventosi correlati direttamente o indirettamente con il fenomeno ufo, o anche il semplice sospetto che vi sia un nesso diretto con l'oggetto dei nostri studi, porterebbero ovviamente a nuove situazioni sul territorio nazionale.
Per cominciare, le ostilita' tra gruppi ufologici diversi potrebbero scemare, e ricerecatori geograficamente vicini che oggi si snobbano potrebbero trovare un nuovo modo di incontrarsi e cooperare.
Sarebbe pero' l'intercomunicazione su grandi distanze, a livello nazionale ed internazionale, a giocare un ruolo decisivo nel frenare il panico, decidere cooperazioni, corvergere iniziative e risorse.
Poter attingere a notizie ed idee particolari puo' fare la differenza tra il giorno e la notte...
Con le linee telefoniche prevedibilmente intasate, Internet sarebbe il perno della comunicazione tra ufologi ancora piu' di oggi.
Ma se e quante delle attuali risorse telematiche degli ufologi italiani potrebbero sopravvivere?
Possiamo fare delle valutazioni e delle analisi.
Nei periodi di crisi internazionale grave o di panico i virus informatici si fanno piu' aggressivi, sia perche' la gente spaventata tende meno a proseguire le normali precauzioni, sia perche' soggetti millenaristi o sabotatori ne approfittano per diffondere virus appositamente conservati o gia' in circolazione.
Ne consegue che chi usa Windows, invece che Linux o Mac, e' maggiormente a rischio di vedere la paralisi del suo strumento casalingo di intercomunicazione globale.
Possiamo immaginare molti scenari:
tumulti oppure black out, guerre oppure attentati atomici, paura internazionale dovuta a sciami intensi di fenomeni ufo ed altro ancora. In quasi tutti gli scenari le grandi citta' sono a maggior rischio, perche' bersagli piu' paganti oppure perche' piu' vulnerabili a molte forme di paralisi.
Ma molte risorse informatiche sono appunto situate nelle grandi citta', soprattutto nelle metropoli.
Inoltre le linee di comunicazione, piu' sono lunghe, piu' sono soggette a problemi di varia natura.
Internet e' stata studiata per poter sopravvivere ad una guerra nucleare, ma nessuno ha mai detto che questa sopravvivenza avverrebbe senza perdite di dati, o che una rete globale comunque danneggiata potrebbe reggere facilmente un eccesso di informazioni veicolate da gente spaventata.
Per pensare alla sopravvivenza delle risorse informatiche dell'ufologia italiana posso suggerire alcuni elementi:
A) compatibilita' ai diversi sistemi operativi; oggi la maggior parte delle strutture informatiche dell'ufologia italiana e' pensata soprattutto per utenti che usano Windows, ma questo e' il sistema che ha meno probabilita' di sopravvivere ad una grave crisi; ci sono chat o altri servizi informatici che funzionano solo per Windows, penalizzando per paradosso proprio gli utenti Linux e Mac, che hanno piu' probabilita' di trovarsi tra le mani un computer funzionante nei casi ipotizzati; occorre segnalare che le chat di Chatzone.de o di Altervista.org funzionano su tutti e 3 i sistemi operativi principali.
B) server decentrati; diversi servizi molto usati come Yahoogroups, su cui si basano le tre maggiori mailing list dell'ufologia italiana sono piazzati in citta' importanti o devono perfino attraversare migliaia di chilometri (come le liste dell'esempio) per poter funzionare, non e' detto che in casi drammatici Yahoogroup rimanga disponibile; il sistema Domeus e' suddiviso in sei citta' europee e garantisce quindi maggiori probabilita' di sopravvivenza; le chat di Chatzone.de sono piazzate "fisicamente" in una zona non vitale della Germania, tanto per fare un esempio.
C) capacita' di reazione; di fronte ad eventi imprevisti sara' avvantaggiato chi avra' gia' nel suo computer quanto gli potrebbe servire rispetto a chi dovra' cercarsi risorse in rete, quindi possiamo facilmente immaginare che i piu' favoriti saranno coloro che usano i sistemi operativi "Linux per ufologi", seguiti dagli utenti Mac ed infine dagli utilizzatori di Windows; per attingere a risorse nuove sul web verra' non solo avvantaggiato chi ha una connessione ad Internet veloce (tipo Adsl, per esempio) ma anche chi sapra' ottenere le informazioni necessarie per trovare la risorsa stessa; i sistemi di condivisione di file, e la loro variabilita' nei metodi di utilizzo, giocherebbero un ruolo decisivo nel procurare alcuni software e/o informazioni importanti, nonche' nel diffonderli sul territorio nazionale a tutti gli ufologi che ne hanno bisogno.
D) canali ridondanti di comunicazione; ci sono strutture pubbliche di informazione e comunicazione tra ufologi che gia' oggi sono a rischio di intasamento, se un'emergenza internazionale si sospettasse anche solo implicata con gli ufo ci troveremmo mailing list, forum e chat sommerse di curiosi, mitomani, gente terrorizzata ed altro; le strutture di comunicazione riservate, come le aree riservate dei siti, le chat segrete, le mailing list esclusive e non pubblicizzate garantirebbero comunque una prosecuzione dei lavori, almeno per una elite'; occorre essere pronti a spostare sistemi di discussione su nuovi server, se quelli precendenti sono inservibili; i multi-messenger, disponibili su diversi canali internazionali, dovrebbero poter continuare a garantire un minimo di comunicazione anche nei casi piu' estremi, compreso lo scambio di file da computer a computer.
E) riparazione di guasti e malfunzionamenti; chi sapra' ripristinare piu' facilmente le strutture private o pubbliche di intercomunicazione potra' essere presente sulla scena ufologica italiana, chi non ci riuscisse sarebbe inevitabilmente tagliato fuori dalle discussioni e dalle informazioni decisive; in casi particolarmente difficili potrebbero essere presenti sul web solo utenti che utilizzano Mac o Linux; la diffusione del sistema operativo MuLinux garantisce comunque ai principali centri ufologici italiani la possibilita' di poter tornare a comunicare per via telematica, anche nelle situazioni piu' estreme.
Sperando che quanto elencato brevemente sopra non si verifichi mai, credo di aver illustrato alcune delle tematiche inerenti le comunicazioni informatiche tra ufologi in situazioni drammatiche.
D.D. (Ansu)
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