ansu

Questo è il sito ufficiale dell'Associazione Nazionale Studi Ufo - A.N.S.U.

Schema dettagliato del Poseidon, che mostra le sue diverse versioni (prototipo, veicolo di test, e carico surrogato) con confronti nelle dimensioni. Per ingrandire questa immagine premere qui .

 

Introduzione: una visione strategica anticipatrice.
L'Unione Sovietica è stata una vera e propria pioniera nello sviluppo di veicoli subacquei senza equipaggio durante la Guerra Fredda. La spinta principale dietro questi programmi era la dottrina della guerra asimmetrica: compensare la schiacciante superiorità numerica e tecnologica delle marine della NATO, in particolare quella statunitense, sviluppando sistemi in grado di operare in modo nascosto, a basso costo umano e con obiettivi strategici mirati. I progettisti sovietici, in particolare presso gli uffici di progettazione Rubin e Malachite, compresero per primi che il futuro della guerra sottomarina non sarebbe stato basato solo su scafi sempre più grandi, ma sull'integrazione tra piattaforme con equipaggio e veicoli autonomi in grado di operare nel profondo degli oceani.

Le origini e i primi sviluppi.
Negli anni sessanta, l'URSS iniziò a sperimentare con veicoli subacquei telecomandati, inizialmente concepiti come bersagli per l'addestramento o per il recupero di siluri esercitativi. Tuttavia, i progettisti sovietici capirono presto il potenziale militare di questi mezzi. Si passò così rapidamente a sistemi dotati di una certa autonomia di navigazione, in grado di eseguire missioni pre-programmate senza un cavo di collegamento con la superficie. Questa transizione, dai veicoli telecomandati a quelli autonomi, rappresentò un salto tecnologico fondamentale che pose le basi per i progetti più ambiziosi degli anni successivi.

 

Lo schema interno del siluro automatico nucleare Poseidon, per ingrandire questa immagine premere qui .

 

Il progetto 1840, nome in codice NATO "Kefal".
Sviluppato alla fine degli anni sessanta, il Kefal (Triglia) fu uno dei primi tentativi concreti di creare un veicolo subacqueo senza equipaggio militare. Era un veicolo sperimentale a propulsione elettrica, utilizzato principalmente per testare i sistemi di guida autonoma, la navigazione inerziale subacquea e i sensori acustici. Il Kefal dimostrò la fattibilità del concetto, aprendo la strada a progetti più ambiziosi e confermando che l'URSS stava investendo seriamente in questa direzione tecnologica.

Il progetto 1851, nome in codice NATO "Makrel".
Introdotto negli anni settanta, il Makrel (Sgombro) fu il primo veicolo subacqueo senza equipaggio operativo dell'Unione Sovietica. Era progettato per essere trasportato e lanciato da sottomarini madri, spesso sottomarini nucleari classe Yankee modificati. Le sue missioni principali includevano:
- la ricognizione di porti e basi navali nemiche.
- la posa di mine navali in acque nemiche senza esporre equipaggi umani.
- la sorveglianza di aree strategiche.
Il Makrel rappresentò il passaggio dalla fase sperimentale a quella operativa, dimostrando che i droni sottomarini potevano essere impiegati in scenari reali.

 

Spaccato dettagliato del sottomarino statunitense USS Halibut, che mostra le attività segrete di intercettazione dei cavi sovietici (Operazione Ivy Bells), che ispirarono lo sviluppo del progetto Kashalot. Per ingrandire questa immagine premere qui .

 

Il progetto 1855, nome in codice NATO "Kashalot".
Questo è il progetto più famoso e avanzato dell'era sovietica, sviluppato negli anni ottanta. Il Kashalot (Beluga) era un veicolo subacqueo senza equipaggio di grandi dimensioni, progettato per operare a grandi profondità, superiori ai mille metri, con alcune fonti che parlano di capacità fino a duemila metri. Le sue missioni erano altamente strategiche:
- l'intercettazione e l'ascolto dei cavi di comunicazione sottomarini della NATO, una risposta diretta all'operazione americana Ivy Bells, che spiava i cavi sovietici.
- la guerra antisommergibile, agganciando e monitorando i sottomarini nemici per lunghi periodi.
- alcuni studi arrivarono a ipotizzare versioni a propulsione nucleare per garantire un'autonomia illimitata, anche se i prototipi operativi rimasero a propulsione elettrica con batterie avanzate.
Il Kashalot rappresentava il vertice tecnologico dei programmi sovietici nel campo dei veicoli subacquei autonomi.

Il progetto 1850, nome in codice NATO "Skat".
Sviluppato parallelamente al Kashalot, lo Skat (Razza) era un veicolo più piccolo e tattico. Era progettato principalmente per la difesa delle basi navali sovietiche, pattugliando le acque costiere per individuare e neutralizzare sommozzatori nemici o mini-sottomarini intrusi. La sua natura più compatta lo rendeva ideale per operazioni in acque ristrette, complementari alle missioni oceaniche del Kashalot.

 

Una copertina della rivista sovietica "Tekhnika Molodezhi", che mostra la visione futuristica dei veicoli subacquei durante l'era sovietica.

 

Le strategie operative.
L'uso di questi sottomarini automatici si basava su tre pilastri fondamentali. Il primo era la negazione dell'accesso: rendere le acque costiere o le rotte strategiche troppo pericolose per le navi NATO, utilizzando droni posa-mina. Il secondo era l'intelligence nascosta: i cavi di comunicazione sul fondo dell'oceano erano il tallone d'Achille dell'Occidente, e i droni sovietici potevano agganciarsi a questi cavi per intercettare dati senza che le navi di superficie o i sottomarini con equipaggio dovessero rischiare di essere rilevati. Il terzo era la saturazione delle difese: in caso di conflitto, un sottomarino madre avrebbe potuto rilasciare uno sciame di questi veicoli per confondere e saturare i sistemi sonar della NATO.

L'eredità sovietica nella Russia moderna.
Il crollo dell'Unione Sovietica nel 1991 portò a un drastico ridimensionamento di questi programmi a causa della mancanza di fondi. Tuttavia, i concetti e i progetti non furono abbandonati. Negli ultimi quindici anni, la Federazione Russa ha ripreso e notevolmente aggiornato questa eredità, portando a sistemi che oggi fanno molto discutere. Il Poseidon, noto anche come Status-6, sebbene sia un prodotto russo moderno, ha la sua genesi concettuale direttamente negli studi sovietici degli anni settanta e ottanta su veicoli subacquei autonomi a propulsione nucleare. È un drone sottomarino intercontinentale, progettato per viaggiare a grandi profondità e velocità, con la capacità di consegnare un carico utile nucleare sulle coste nemiche distruggendo grandi porzioni di coste. I sottomarini madri moderni, come il Belgorod (classe Oscar II modificata) e il futuro Khabarovsk, sono stati progettati specificamente per trasportare, lanciare e controllare questi nuovi droni sottomarini autonomi, realizzando appieno la visione operativa che l'URSS aveva abbozzato con i progetti Makrel e Kashalot.

 

Il sottomarino Belgorod in costruzione, è il più grande al mondo, progettato per trasportare i droni Poseidon.

 

Conclusione: una lezione di storia tecnologica.
I sottomarini automatici sovietici non furono semplici esperimenti tecnologici, ma una componente seria e sofisticata della dottrina militare della Guerra Fredda. L'URSS comprese per prima che il futuro della guerra sottomarina non sarebbe stato basato solo su scafi sempre più grandi, ma sull'integrazione tra piattaforme con equipaggio e sciami di veicoli autonomi in grado di operare nel profondo degli oceani. Una visione che, a distanza di decenni, si sta rivelando profetica e sta plasmando la corsa agli armamenti navali di oggi. L'eredità di questi progetti pionieristici continua a influenzare le strategie navali delle principali potenze mondiali, dimostrando come le intuizioni tecnologiche della Guerra Fredda abbiano ancora un impatto profondo sulla geopolitica contemporanea.

Articolo del Webmaster dell'Ansu.

 

Il sottomarino Khabarovsk, un'altra piattaforma specializzata per droni subacquei.

 


 

 

Disclaimer: questo portale ("Ansuitalia") NON rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicita' su vari argomenti, tra cui ufo, uap, veicoli transmedia, spazio, alieni, missioni extraterrestri, elettronica, informatica, geopolitica, astronautica ed altri campi. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07/03/2001. Il Webmaster inoltre dichiara di NON essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilita' di persone terze NON sono da attribuirsi al Webmaster, che provvedera' alla loro cancellazione una volta venuto a conoscenza di un problema. Eventuali ritardi nella cancellazione di quanto sgradito non sono imputabili a nessuno. Si declina ogni responsabilita' sull'utilizzo da parte di terzi delle informazioni qui riportate. Le immagini pubblicate su questo sito, salvo diversa indicazione, sono state reperite su Internet, principalmente tramite ricerca libera con vari motori. In ogni caso si precisa che se qualcuno (potendo vantare diritti su immagini qui pubblicate, oppure su contenuti ed articoli, o per violazioni involontarie di copyright) avesse qualcosa da rimproverare o lamentare puo' scriverci attraverso la sezione per i contatti .

 

Visitatori del sito dal 9 maggio 2026.

Statistiche Visitatori

  • Oggi 3108
  • Ieri 3686
  • Questa Settimana 12136
  • La Scorsa Settimana 21811
  • Questo Mese 15098
  • Lo Scorso Mese 66318
  • Quest'Anno 344118