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Larva di Platynereis dumerilii.

 

Anche il plancton, termine con il quale si connota l’insieme di tutti gli esseri viventi acquatici di piccole dimensioni che vivono sostanzialmente in balia delle onde, può vantare il proprio comparto visivo, con tanto di occhi, di tutto rispetto. Secondo una nuova ricerca, gli occhi degli animali planctonici, nonostante possano essere considerati come molto semplici, vengono utilizzati da questi ultimi soprattutto per misurare la profondità dell’oceano. Lo fanno rilevando la luce tramite cellule specializzate, denominate fotorecettori, presenti tra l’altro nella maggior parte degli esseri viventi, anche negli esseri umani. Ci sono essenzialmente due tipi di fotorecettori: ciliari e rabdomerici (questi ultimi sono quelli presenti negli esseri umani).

I ricercatori hanno analizzato in particolare le larve del Platynereis dumerilii, una specie di anellide che vive nelle acque marine costiere delle zone temperate e tropicali, considerato tra l’altro come un fossile vivente ed usato in molti studi filogenetici come organismo modello. Le larve di questo animale sono sostanzialmente trasparenti e possono vantare sei piccoli occhi pigmentati che contengono fotorecettori di tipo rabdomerico che consentono al cervello di rilevare le fonti di luce in modo che le stesse larve possano nuotare verso di esse.

Tuttavia gli scienziati hanno scoperto che queste larve possiedono anche fotorecettori di tipo ciliare. Questi ultimi sono attivati dalla luce ultravioletta e disattivati dalla luce color ciano oppure blu-verde. Quando sono colpiti dalla luce ultravioletta, le larve di Platynereis nuotano verso il basso, mentre quando sono colpiti dalla luce ciano o blu-verde nuotano verso l’altro. La luce ultravioletta, infatti, è più intensa verso la superficie mentre la luce ciano o blu-verde è più intensa alle maggiori profondità.

I recettori di tipo ciliare si rivelano dunque utili per far sì che le larve di Platynereis non si avvicino troppo alla superficie e restino danneggiati, per esempio, dalle radiazioni ultraviolette. Tuttavia se cominciano a nuotare troppo in basso, la luce color ciano inibisce i fotorecettori ciliari e attiva i recettori rabdomerici, facendo sì che le larve comincino a nuotare di nuovo verso l’altro.

 

Fonte e link: https://notiziescientifiche.it

 

 

 

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