Metallo, fuoco e zero compromessi: perché abbattere un Il-28 era un incubo. Sulla carta, i caccia supersonici della NATO avrebbero dovuto fare a pezzi questo tozzo bombardiere subsonico. Ma la teoria militare occidentale si scontrò violentemente con l'ingegneria brutale sovietica. L'Ilyushin Il-28 era un incudine volante, progettato per incassare danni devastanti e continuare a volare grazie alla sua struttura sovradimensionata e ai blindatissimi abitacoli. Ma la vera sorpresa per chiunque cercasse di posizionarsi alle sue spalle era la famigerata torretta di coda Il-K6. Armata con due giganteschi cannoni NR-23 da 23 mm, creava un muro di piombo e fuoco capace di disintegrare qualsiasi intercettore in avvicinamento. Analizziamo l'anatomia di un bombardiere primitivo che preferiva la sopravvivenza meccanica alla furtività, trasformando le missioni di intercettazione della NATO in missioni suicide.
