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Un paio di foto sgranate prese da da lontano potrebbero essere ora la migliore prova del primo drone aereo militare, a getto e presumibilmente armato, di Pechino. Le immagini, una delle quali ritagliate e zummate dagli utenti di Internet, è stata qui riprodotta per la prima apparizione nel mondo anglofono, sul forum web Secretprojects.co.uk . Le foto seguono a ruota l’altrettanto ambigue prime foto dei due prototipi di caccia stealth della Cina (nel 2010 e nel 2012) e del suo aereo da trasporto pesante (quest’anno). Una foto sfocata e presa da lontano, ancora più ambigua, forse raffigurante il nuovo drone, è apparsa su un sito russo a marzo.

 

 

“Ancora i cinesi, ‘Ci risiamo?‘”, il giornalista Bill Sweetman di Aviation Week così ha scherzato, dopo aver visto le immagini dei presunti droni armati. C’è consenso tra gli osservatori della Cina sul fatto che il velivolo raffigurato nelle foto sia il Lijian, ossia “Spada affilata”, un Unmanned Combat Aerial Vehicle nato dalla collaborazione tra le aziende aerospaziali cinesi Shenyang e Hongdu. Propulso da un singolo motore a reazione e dotato di un carrello di atterraggio triciclo, l’UCAV Lijian sembra sfoggiare una cellula ad ala volante, condivisa da diversi prototipi di droni-killer made in USA. La cellula ad ala volante, utilizzata anche dal bombardiere stealth B-2, è ideale per i velivoli radar-furtivi. Oltre alla sua fusoliera e alle possibili qualità radar-eludenti, non si sa molto del nuovo drone. Ma questo non significa che l’aspetto del robot sia inedito. La Cina ha già presentato un rudimentale drone armato ad elica. E nell’ultima edizione della relazione annuale del Pentagono sulle capacità militari cinesi, pubblicata all’inizio di questa settimana, ha previsto che un più sofisticato UCAV cinese avrebbe presto fatto la sua apparizione. “L’acquisizione e lo sviluppo di un Unmanned Aerial Vehicles a lungo raggio… e di un Unmanned Combat Aerial Vehicle, aumenterà la capacità della Cina di condurre ricognizioni a lungo raggio ed operazioni di attacco, afferma il rapporto. Vale la pena notare che la Cina è l’ultima grande potenza aerospaziale a presentare un primo prototipo di drone armato a reazione e furtivo (con bassa firma radar). Gli Stati Uniti sono in testa, avendo testato non meno di cinque UCAV dalla fine degli anni ’90 e avendo anche una versione non armata, l’RQ-170, in servizio operativo. L’Europa ha i modelli Taranis e Neuron in fase di sviluppo e la Russia sta lavorando a una versione del MiG Skat. Come i progettisti di droni di tutto il mondo hanno scoperto, le cellule sono spesso la parte più facile del sistema da realizzare. Ciò che è difficile sono il software, la trasmissione dati, i sistemi di controllo e i carichi utili che rendono quel che sono essenzialmente dei grandi aeromodelli efficaci armi robotiche. Ed è con questi sottosistemi principali che la Cina probabilmente avrà più problemi. Il rapporto sulla Cina del Pentagono elenca specificamente “elettronica a stato solido, microprocessori e sistemi di guida e controllo” le tecnologie che Pechino trova più facile comprare o rubare da Stati Uniti, Europa e Russia, piuttosto che sviluppare da sola. Gli esperti statunitensi temono che la Cina possa avere accesso alla tecnologia dei droni statunitensi grazie all’RQ-170 atterrato in Iran nel 2011. Finora il Lijian sembra esser stato avvistato solo in fase di rullaggio lungo una pista, durante i test a terra. Non è chiaro se i suoi sviluppatori possano tentare un primo volo. Ancora meno chiaro è se e quando il drone armato cinese possa entrare in servizio.

 

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Fonte: http://aurorasito.wordpress.com

 

 

 

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