ansu

Questo è il sito ufficiale dell'Associazione Nazionale Studi Ufo - A.N.S.U.

 

Ecco alcune storie di "piovre" oppure "masse gelatinose" cadute dal cielo, che sembravano però essere collegate o perfino "fuse" a strutture biomeccaniche, filamenti artificiali oppure elementi tecnologici. Sono esseri viventi con dei tentacoli oppure dei robot costruiti con materiali che si decompongono velocemente? Guardate le date di questi eventi prima di parlare di armi segrete delle superpotenze, ed è interessante notare come in questi periodi vennero segnalati ufo giganteschi in volo nei nostri cieli (lo riporta Charles Fort), e perfino presunte "migrazioni spaziali" di molte astronavi nel nostro sistema solare.

 

Per ingrandire questa immagine suggestiva premere qui .

 

La "piovra" che cadde in Russia attorno al 1850.
Nel vasto panorama dei fenomeni celesti inspiegabili, pochi casi sono così ricchi di dettagli anomali come quello avvenuto a metà del XIX secolo nelle campagne a est di Mosca. In un’epoca in cui la scienza era ancora lontana dal concepire il volo spaziale e l'elettricità era una curiosità per pochi eletti, un evento traumatico scosse la quiete della Russia imperiale, lasciando dietro di sé una descrizione che oggi, a quasi due secoli di distanza, risuona con inquietante modernità. Tutto ebbe inizio in una notte tra il 1848 e il 1850 nella regione di Orenburg. Le cronache del tempo, tramandate inizialmente come racconti di folclore contadino e successivamente recuperate da studiosi della casistica anomala russa, descrivono la caduta di un "corpo infuocato" che squarciò il cielo notturno. L'oggetto non si limitò a svanire nell'atmosfera, ma colpì con violenza una struttura rurale, probabilmente un fienile o una stalla, trafiggendo il tetto e innescando un principio d'incendio. I testimoni che accorsero sul luogo non si trovarono di fronte a un semplice meteorite. All'interno della struttura, tra i resti di legno bruciato e paglia, giaceva quello che fu descritto come un essere o un oggetto dalle forme biologiche, ribattezzato popolarmente "la piovra". La descrizione della "piovra" è il cuore del mistero. I contadini riferirono di una massa gelatinosa, dotata di appendici simili a tentacoli, che sembrava conficcata tra i rottami dell'oggetto caduto. Non era chiaro se si trattasse di un essere vivente o di una componente stessa della macchina. La consistenza era descritta come spugnosa ma resistente, un ibrido tra il biologico e il meccanico che sfidava ogni classificazione naturale dell'epoca. L'elemento che trasforma questo racconto da leggenda popolare a caso di interesse tecnologico è la presenza di filamenti metallici. Dalla massa gelatinosa e dai frammenti del relitto fuoriuscivano centinaia di fili sottilissimi, descritti come "lucenti come l'argento ma flessibili come capelli". Questi filamenti presentavano caratteristiche incredibili per il 1850.

- Resistenza: nonostante la loro estrema sottigliezza, erano difficili da spezzare.
- Conducibilità o luminosità: alcuni racconti suggeriscono che i fili continuassero a brillare o a emettere calore per diverse ore dopo l'impatto.
- Complessità: sembravano intrecciati all'interno della creatura in modo organizzato, suggerendo la presenza di circuiti o sensori.

Per approfondire ulteriormente il caso di Orenburg e i suoi aspetti più enigmatici, dobbiamo analizzare alcuni dettagli tecnici e contestuali che spesso vengono omessi nelle narrazioni brevi, specialmente per quanto riguarda la natura dei misteriosi filamenti. Un dettaglio raramente menzionato è che l'oggetto non provocò un incendio convenzionale. I testimoni riferirono che, nonostante il fienile avesse preso fuoco, le fiamme avevano un colore azzurrognolo/violetto e sprigionavano un odore acre, simile allo zolfo o all'ozono (tipico delle scariche elettriche ad alta intensità). Inoltre, la "piovra" sembrava pulsare debolmente, come se possedesse una fonte di energia interna residua che stava esaurendosi. I filamenti recuperati dai contadini (e in seguito analizzati da autorità locali dell'epoca, i cui rapporti sono andati perduti o secretati negli archivi imperiali) mostravano caratteristiche che oggi definiremmo "memoria di forma" o superconduttività.

- Struttura cava: alcune descrizioni suggeriscono che i fili non fossero pieni, ma simili a tubicini capillari. Al loro interno sembrava scorrere un fluido luminescente che si seccò rapidamente una volta esposto all'aria.
- Reazione al tatto: si racconta che, se avvicinati a una fonte di calore (come una candela), i filamenti si ritraessero o si arrotolassero su se stessi, per poi tornare alla forma originale una volta raffreddati. Nel 1850, le leghe a memoria di forma (come il Nitinol) erano totalmente sconosciute.
- L'effetto "ragnatela": i fili erano così sottili che, se lasciati cadere, fluttuavano nell'aria come ragnatele, ma avevano la consistenza del ferro. Questo dettaglio richiama molto da vicino i moderni nanotubi di carbonio o le fibre metalliche ultrasottili usate nell'aerospazio.

Nelle analisi ufologiche russa più spinte si ipotizza che la creatura non fosse un "pilota" nel senso biologico, ma una unità di elaborazione organica. I tentacoli non servivano per muoversi, ma erano i punti di connessione tra il "cervello" biologico della sonda e i circuiti metallici (i filamenti) che avvolgevano l'intero scafo. I contadini russi, vedendo questa massa informe collegata a centinaia di "nervi" metallici, non poterono che descriverla come un mostro marino, l'unica cosa vivente con molti arti che potessero concepire. Si dice che un ufficiale dello Zar, attirato dal clamore nel villaggio, sequestrò diversi campioni di questi "capelli di metallo" e una parte della sostanza gelatinosa, inviandoli a San Pietroburgo per un esame presso l'Accademia delle Scienze. Tuttavia, con la rivoluzione del 1917 e il caos dei decenni successivi, queste prove fisiche sono svanite. Restano solo citazioni indirette in vecchi diari di studiosi naturali russi che parlavano di "metalli celesti che si piegano come seta". Se fosse stato un semplice meteorite, non ci sarebbero stati filamenti flessibili; se fosse stata una frode, nessuno nel 1848 avrebbe avuto l'inventiva tecnologica per immaginare dei microcavi metallici. Senza reperti fisici sopravvissuti (che all'epoca furono probabilmente distrutti o smarriti nella confusione dei decenni successivi), l'incidente di Orenburg rimane confinato nel regno della "paleoufologia". Tuttavia, la coerenza delle descrizioni — che oggi definiremmo come biotecnologia o cablaggi in fibra — suggerisce che i contadini russi dell'Ottocento possano essere stati testimoni involontari dello schianto di una sonda automatica estremamente avanzata. 

 

Un altro caso simile: il "visitatore" di Amherst nel 1819.
Mentre la giovane nazione americana si affacciava al XIX secolo, un evento accaduto in una tranquilla cittadina universitaria del Massachusetts scosse la comunità scientifica dell'epoca. Il caso di Amherst, avvenuto il 13 agosto 1819, rimane tuttora uno dei resoconti più documentati e sconcertanti di un oggetto caduto dal cielo che sembrava sfidare le leggi della biologia e della geologia. Verso le ore 19:00, diversi testimoni oculari videro una sfera di fuoco biancoazzurro attraversare il cielo con un sibilo udibile, per poi precipitare nel cortile di una residenza privata. A differenza delle comuni meteore, che solitamente lasciano frammenti rocciosi o ferrosi, l'impatto di Amherst rivelò qualcosa di radicalmente diverso. Il giorno seguente il professor Rufus Dewey, eminente docente del Williams College, fu chiamato a esaminare il sito dell'impatto. Quello che trovò non era una pietra, ma una sostanza che sembrava possedere una propria, inquietante organizzazione strutturale. L'oggetto era di forma circolare, con un diametro di circa 15 centimetri e uno spessore di 5. La superficie esterna era descritta come una "gelatina scura e gommosa", dall'odore estremamente sgradevole, simile a quello dello zolfo misto a materia organica in decomposizione. Tuttavia, il dettaglio che più colpì Dewey emerse quando rimosse lo strato superficiale:

- La rete di fibre: all'interno della massa gelatinosa, Dewey osservò una fitta rete di fibre bianche e sottili, quasi simili a una ragnatela o a un sistema nervoso rudimentale.
- La consistenza delle fibre: queste fibre non erano fragili come materiale vegetale; apparivano elastiche e coordinate, come se costituissero lo scheletro o il sistema di trasmissione di un meccanismo complesso.
- Evaporazione rapida: sotto l'azione della luce solare e dell'ossigeno, l'intero oggetto iniziò a deteriorarsi con una velocità innaturale. In poche ore, la massa gelatinosa si sciolse e le fibre si ridussero a una sottile polvere biancastra, rendendo impossibile un'analisi chimica approfondita con gli strumenti del tempo.

Dewey pubblicò il suo resoconto sull'American Journal of Science, mantenendo un approccio estremamente cauto. Egli escluse che si trattasse di un semplice fenomeno meteorologico noto, coniando per la prima volta il termine di "materia aeriforme solidificata". Tuttavia, non riuscì a spiegare come un corpo celeste potesse contenere strutture fibrose così simili a circuiti o nervi. Il caso di Amherst è fondamentale perché introduce il concetto di "sonda biosintetica". Alcuni ricercatori moderni ipotizzano che Dewey non abbia esaminato un meteorite, ma i resti di un dispositivo automatizzato progettato per consumarsi completamente dopo un guasto, un protocollo di "autodistruzione" biologica per non lasciare tracce tecnologiche permanenti.

 

La storia riporta altri episodi in cui una "gelatina astrale" (Star Jelly) si è manifestata con caratteristiche quasi identiche a quelle del caso russo (la "piovra" di Orenburg), ovvero masse organiche che nascondono una struttura interna fibrosa o "tecnologica". Saranno sonde aliene "usa e getta" o potrebbe trattarsi di una forma di vita biologica che vive nell'alta atmosfera (i cosiddetti "Atmospheric Beasts") e che occasionalmente cadono al suolo? Ecco i casi più significativi e simili per dinamica e dettagli.

Il Caso di Glanduff, Irlanda (1844).
Pochi anni prima del caso russo, in Irlanda si verificò un evento che sembra la sua fotocopia. Un oggetto luminoso fu visto cadere in un campo. Il testimone, un agricoltore, trovò una massa di materia gelatinosa trasparente. Esaminando la sostanza, l'uomo notò che non era una massa informe: conteneva dei filamenti bianchi e resistenti che formavano una sorta di "cuore" centrale. La sostanza evaporò nel giro di ventiquattro ore, lasciando una macchia secca sul terreno che sembrava bruciato.

Lowville, New York (1846).
Un altro caso premoderno estremamente dettagliato. Una "palla di fuoco" impattò al suolo emettendo un suono sibilante. Venne recuperata una massa gelatinosa che emanava un fortissimo odore di fosforo (molto simile all'ozono o allo zolfo dei casi russi). All'interno furono osservati dei "nervi metallici". Il termine venne usato dai testimoni per descrivere dei fili che sembravano trasmettere una sorta di luminescenza interna. Come ad Amherst, il calore del sole sciolse la massa in pochissimo tempo.

Miami, Florida (1952).
Un caso più moderno ma tecnicamente molto interessante. Un pilota della Marina e diversi testimoni a terra videro dei globi di luce che sembravano "sfaldarsi". Dal cielo caddero dei pezzi di sostanza gelatinosa. Alcuni campioni furono raccolti e analizzati da un chimico locale. La gelatina conteneva dei micro-filamenti di alluminio e magnesio. Questa è la prova più forte del legame tra la "gelatina" e una tecnologia artificiale: la presenza di metalli puri intrecciati in una matrice organica suggerisce una sorta di scudo termico bio-polimerico, che eventualmente protegge circuiti metallici durante il rientro nell'atmosfera.

Reading, Pennsylvania (1983).
In un contesto più recente, si è verificato un evento che richiama la "piovra" russa per la sua complessità. Una donna trovò nel suo giardino una massa gelatinosa bluastra dopo aver visto una luce strana la notte precedente. La sostanza non era solo gelatina; era percorsa da sottili tubicini flessibili. Quando gli scienziati locali cercarono di analizzarla, scoprirono che la "gelatina" era un polimero sintetico non classificato, ma la struttura interna sembrava quasi un sistema vascolare artificiale.

Il filo conduttore tra questi casi è forse la sostanza gelatinosa, forse usata come involucro. In ingegneria aerospaziale moderna, stiamo studiando materiali "ablativi" che si sciolgono per dissipare il calore. Da molto tempo si segnalano come delle "pioggie di carne" che arrivano dal cielo. L'ipotesi ufologica è che queste "piovre" o "masse" siano sonde a perdere:
- L'esterno (gelatina): serve come protezione termica e ammortizzatore d'impatto.
- L'interno (filamenti): è il cuore operativo (sensori o circuiti).
- Il destino: sono progettate per degradarsi biologicamente (biodegradabilità totale) una volta terminata la missione o in caso di guasto, per non lasciare tecnologia avanzata in mano a civiltà meno evolute.

 

Il fenomeno della "sublimazione rapida".
Un dettaglio costante che emerge dai rapporti originali dell'800 è la velocità con cui questi oggetti svaniscono. Non si sciolgono come ghiaccio (diventando acqua), ma evaporano. I testimoni vedevano la "gelatina" ridursi di volume visibilmente sotto i loro occhi, emettendo un leggero sibilo o fumo. Questo suggerisce che la sostanza fosse un polimero instabile o un materiale progettato per non lasciare tracce (una sorta di tecnologia stealth biodegradabile).

L'odore di "fosforo e zolfo".
In quasi tutti i casi (Russia, USA, Irlanda), i testimoni parlano di un odore insopportabile. In chimica, l'odore di zolfo o "uova marce" è spesso associato alla combustione di polimeri sintetici o alla ionizzazione dell'aria. Se queste erano sonde alimentate da qualche forma di energia elettrica o nucleare, l'impatto avrebbe potuto causare una fuoriuscita di gas ozono, che i contadini dell'epoca descrivevano con gli unici termini che conoscevano: "odore di diavolo" o zolfo.

La teoria delle "bestie atmosferiche" (Atmospheric Beasts).
C'è una corrente di pensiero (proposta da autori come Trevor James Constable) che offre una spiegazione alternativa alla sonda aliena: creature biologiche quasi invisibili, simili a meduse o piovre, che vivrebbero stabilmente nell'alta atmosfera (stratosfera). Questi esseri avrebbero sistemi nervosi molto densi per percepire i campi elettromagnetici della Terra. Quando muoiono o vengono colpite da un fulmine, cadono al suolo. Essendo composte quasi interamente di plasma o sostanze organiche leggere, si decomporrebbero immediatamente. Questo spiegherebbe perché la "piovra" russa sembrava organica ma con "nervi" metallici (i filamenti).

Il paradosso dei materiali: vetro contro metallo.
Un dettaglio tecnico interessante da aggiungere alla descrizione dei filamenti, in alcuni rapporti russi si dice che i filamenti, se piegati troppo, si spezzavano come vetro, ma se scaldati diventavano flessibili come seta. Questo comportamento è tipico delle fibre ottiche o dei vetri metallici. Immagina lo stupore di un contadino nel 1848 di fronte a un filo trasparente che conduce la luce ma è duro come il ferro!

Articolo del Webmaster dell'Ansu.

 

 

 

 

Disclaimer: questo portale ("Ansuitalia") NON rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicita' su vari argomenti, tra cui ufo, uap, veicoli transmedia, spazio, alieni, missioni extraterrestri, elettronica, informatica, geopolitica, astronautica ed altri campi. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07/03/2001. Il Webmaster inoltre dichiara di NON essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilita' di persone terze NON sono da attribuirsi al Webmaster, che provvedera' alla loro cancellazione una volta venuto a conoscenza di un problema. Eventuali ritardi nella cancellazione di quanto sgradito non sono imputabili a nessuno. Si declina ogni responsabilita' sull'utilizzo da parte di terzi delle informazioni qui riportate. Le immagini pubblicate su questo sito, salvo diversa indicazione, sono state reperite su Internet, principalmente tramite ricerca libera con vari motori. In ogni caso si precisa che se qualcuno (potendo vantare diritti su immagini qui pubblicate, oppure su contenuti ed articoli, o per violazioni involontarie di copyright) avesse qualcosa da rimproverare o lamentare puo' scriverci attraverso la sezione per i contatti .

 

Visitatori del sito dal 9 maggio 2026.

Statistiche Visitatori

  • Oggi 1415
  • Ieri 1420
  • Questa Settimana 6917
  • La Scorsa Settimana 8664
  • Questo Mese 24066
  • Lo Scorso Mese 40137
  • Quest'Anno 90421
We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.