Pensateci un attimo. Nella storia dell’esplorazione spaziale ci sono state davvero tante idee ingegneristiche che sono nate sulla sottile linea che separa l’innovazione dalla fantascienza. Poche di queste, tuttavia, si possono dire tentate, e sono ancora meno quelle realizzate effettivamente, e forse solo una si può definire inventata in Italia e dallo sviluppo italo-americano. Il “satellite al guinzaglio” o “satellite a filo”, in inglese Tethered, ipotizzato per la prima volta nel 1972, è ancora oggi una tecnologia estremamente innovativa, nonostante la sua effettiva realizzazione tra gli anni Ottanta e Novanta. Si tratta di un satellite costituito da due masse, una notevolmente più grande dell’altra, e collegate solo da un cavo metallico di lunghezza prevista tra i 20 e gli addirittura 100 chilometri.

 

 

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